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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

L’ultimo piano di Moby: Onorato ci mette 6 mln ma cambiano alcune condizioni per i creditori

I giudici Alida Paluchowski, Sergio Rossetti e Vincenza Agnese del tribunale di Milano hanno detto sì alla domanda di concordato preventivo presentata da Moby perché “lo strumento concordatario, nonostante le criticità segnalate, appare al Tribunale – allo stato e salve le diverse valutazioni comparative rimesse all’organo commissariale – la migliore soluzione prospettabile in concreto (rispetto allo scenario dell’amministrazione straordinaria) al fine di offrire la più estesa tutela al ceto creditorio globalmente inteso e non solo a limitate categorie di essi”. Lo si legge nel decreto di ammissione che SHIPPING ITALY ha potuto leggere dove i giudici sottolineano che “appare passaggio imprescindibile, peraltro adeguatamente evidenziato anche nell’attestazione, un radicale cambio di governance, da realizzarsi prima del momento delle valutazioni definitive dei Commissari. Detto mutamento dovrà assumere caratteri tali da garantire al ceto creditorio l’assoluta autonomia della nuova governance che dovrà porsi in netta soluzione di continuità rispetto all’attuale gestione”. Inoltre la società, “come fortemente raccomandato anche dall’attestatore, dovrà munirsi di un Chief Restructuring Officer”.

Il decreto informa poi che i commissari giudiziali da due (dott.ssa Tiziana Gibillini e avv. Maurizio Orlando) passano a tre, con l’aggiunta del dott. Piero Canevelli., e ripercorre le tappe della procedura ricordando che alla domanda di Moby risalente al 30 giugno 2020 aveva fatto seguito un’istanza di fallimento presentata il 10 agosto sempre dell’anno scorso da parte di alcuni obbligazionisti. I molteplici rinvii a varie udienze successive ed estensioni dei termini sono state concesse per evitare “la possibile interruzione di servizi pubblici” e la “perdita di numerosi posti di lavoro” con “inevitabili negative ricadute anche per lo stesso ceto creditorio”. La convocazione dell’adunanza dei creditori dinanzi al giudice delegato è stata fissata per il 13 dicembre prossimo e in quell’occasione si saprà se il voto dei creditori sul piano sarà positivo o negativo.

In data 29 marzo 2021 Moby aveva depositato proposta di concordato preventivo (dopo il mancato accordo con l’ad hoc group di obbligazionisti) e il 3 maggio il tribunale riscontrava “numerose criticità nella proposta di piano assegnando termine di 15 giorni per il deposito di integrazioni e chiarimenti”. In data 19 maggio “la società depositava memoria integrativa volta a offrire i chiarimenti e le integrazioni richieste” mentre l’ultima versione del piano è quella che risale al 16 giugno scorso.

“Con decreto del 3.5.2021 il Tribunale – anche sulla scorta del parere reso dai Commissari – ravvisava varie criticità nella proposta e nel piano così sinteticamente riassumibili” si legge nel documento che annuncia l’ok all’amissione del piano. Si parla di “criticità con riguardo alle individuate classi di creditori”, “criticità in punto di dismissione del ramo rimorchiatori, considerato anche che i flussi derivanti dalla vendita costituiscono parte rilevante del fabbisogno finanziario per l’anno 2022”, “criticità in punto di determinazione dei flussi della continuità” aziendale. Proprio “quanto ai flussi della continuità, si chiedeva alla società di chiarire in che modo l’incidenza economica sugli stessi degli esborsi dovuti all’acquisto in arco piano da parte della società F.lli Onorato Armatori S.r.l. di due navi ‘cinesi’ in corso di costruzione non avrebbe determinato una erosione delle risorse destinate al pagamento dei creditori e si invitava altresì a chiarire gli effetti economici derivanti dalla complessiva operazione prospettata che includeva l’acquisto da parte di Moby delle quote di F.lli Onorato Armatori Srl”. Oltre a ciò venivano segnalate “altre criticità in ordine all’apporto da parte di Onorato Armatori S.r.l. di euro 2.000.000 a fronte della ‘liberazione del pegno volontario rilasciato da Onorato Armatori S.r.l. sul capitale sociale di Moby’, ravvisando il Tribunale in detta previsione una illegittima contrazione delle garanzie spettanti ai creditori”.

La società controllata da Vincenzo Onorato, anche recependo le osservazioni formulate dai Commissari Giudiziali e dal Tribunale, ha modificato la proposta e il piano, prevedendo un rafforzamento dei flussi di cassa attesi e in particolare: “ha chiarito le dinamiche e le assunzioni in base alle quali è stato redatto il Piano industriale 2021 – 2025”; “ha modificato l’importo e le modalità dell’apporto del socio, (i) incrementando il medesimo da 2 a 6 milioni di euro, (ii) precisando che le relative risorse sarebbero state reperite mediante la cessione di un complesso immobiliare sito in località Porto Cervo di prossima disponibilità e (iii) ha destinato tale apporto a tutti i creditori sociali senza contropartita di rinunzia al pegno sulle azioni Moby”; “ha inserito la previsione di incasso, nel corso del 2021, dell’importo di 6,7 milioni di euro a valere sul fondo stanziato ai sensi dell’art. 89 del D.L 14 agosto 2020, n. 104, volto a compensare il calo del traffico passeggeri per le imprese marittime a seguito della pandemia da Covid-19”; “ha allineato i valori attesi del realizzo degli immobili con una previsione di minor incasso di 1,88 milioni di euro”; “ha modificato le tempistiche di soddisfacimento dei creditori privilegiati speciali ipotecari e pignoratizi (classe 1) e i conseguenti flussi (da 2021 a 2022)”; “ha previsto che i proventi derivanti dalla cessione del ramo rimorchiatori siano accantonati in un escrow account con vincolo di destinazione totale a beneficio dei creditori concordatari e con rilascio immediatamente dopo l’omologa prevista nel 2022”.

Moby il 15 giugno ha pertanto depositato una memoria di modifica della proposta e del piano che recepisce:

  • gli effetti economici della rinuncia, subordinata all’omologa, da parte di taluni consiglieri di amministrazione agli emolumenti deliberati per l’anno 2021 (0,977 milioni di € al netto delle imposte);
  • la previsione, a fronte della passività potenziale emergente dal contenzioso come sopra instaurato da Tirrenia (in particolare dalla causa avente ad oggetto l’azione di risarcimento ex art. 2497 c.c.), dell’accantonamento a fondo dell’importo del rischio massimo, stimato pari a 144 milioni di euro, e il trattamento di questa passività al pari degli altri creditori chirografari (contestati);
  • la riduzione, al fine di assicurare la copertura del relativo fabbisogno senza intaccare la sostenibilità finanziaria del piano, delle percentuali di pagamento previste per i creditori finanziari degradati dal 13% al 9% e, per gli altri creditori chirografari, dal 15% al 12%;
  • il rafforzamento della governance e dei sistemi di controllo anche in funzione di monitoraggio sull’esecuzione del Piano, sulla base degli impegni assunti da Onorato Armatori S.r.l., socio unico di MOBY, con lettera del 3 giugno 2021.

La proposta al 15.06.2021 prevede quindi: “di soddisfare integralmente i creditori prededucibili; di soddisfare integralmente i creditori privilegiati generali; di soddisfare i creditori muniti di privilegio speciale ex art. 552 Cod. Nav. nella misura indicata nella relazione ex art. 160, secondo comma, L.F. con previsione di degrado al chirografo del credito o di parte di esso per il quale il bene oggetto di privilegio speciale risulta incapiente; di soddisfare i creditori ipotecari nella misura indicata nella relazione ex art. 160, secondo comma, L.F. con conseguente degrado al chirografo della parte di credito non soddisfatta del privilegio ipotecario e previsione di moratoria ultrannuale per il riconoscimento del loro credito (invariata); il riconoscimento in favore dei creditori ipotecari dell’extra valore eventualmente derivante dalla cessione degli asset in arco piano rispetto al valore individuato nella perizia ex art. 160, secondo comma, L.F.; il pagamento parziale dei creditori ipotecari degradati al chirografo nella misura del 9%; il pagamento parziale dei creditori chirografari ab origine (nonché un creditore speciale ex art. 552 Cod. Nav.) degradati al chirografo nella misura del 12%; il riconoscimento in favore dei creditori chirografari di un ulteriore percentuale pari al 1,1% nel caso di rilascio del fondo vertenze”.

La società, infine, prevede “un’ulteriore classe del tutto eventuale in cui includere il credito vantato da Cin (Compagnia Italiana di navigazione, ndr) e da altre società del gruppo nei confronti di Moby. La ricorrente ritiene l’intera esposizione debitoria di natura postergata per effetto dei rapporti infragruppo e non ne ha previsto alcun pagamento. In via alternativa prevede un pagamento pari all’1% entro il termine di 48 mesi dall’omologazione del concordato per il caso in cui il Tribunale ritenesse di escludere la postergazione (con la conseguente formazione di una ulteriore classe)”. Il saldo dei reciproci crediti-debiti, ammontante a euro 52.314.338 al 31 dicembre 2019 e a euro 50.916.936,05 al 31 marzo 2020, è da considerare secondo Moby “interamente postergato” mentre Cin ha avviato un’apposita azione legale per recuperare quanto le spetta.

Nicola Capuzzo