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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Per il G20 Draghi cerca l’annuncio ad effetto sulle crociere a Venezia

Colpito il cerchio dell’industria crocieristica col concorso di idee che per una decina d’anni almeno consentirà alle navi da crociera di continuare a navigare in Laguna, il Governo Draghi, in vista del G20 in programma a Venezia nei prossimi giorni, e pochi giorni dopo della sessione dell’Unesco sul patrimonio mondiale (con ventilato rischio dell’inserimento della Serenissima fra i siti in pericolo proprio in ordine al tema grandi navi), è ora alla ricerca del colpo alla botte dell’opinione pubblica internazionale.

Ecco quindi nei giorni scorsi una riunione d’urgenza di tutti i ministri interessati, sotto il coordinamento del consigliere economico del premier Francesco Giavazzi. Allo studio ci sarebbe un decreto legge che potrebbe vietare il passaggio davanti a San Marco e nel Canale della Giudecca alle navi superiori a un certo tonnellaggio (40mila tonnellate di stazza lorda il limite fissato nel 2012 dal Decreto Clini-Passera, applicabile però solo in caso di soluzione alternativa per raggiungere la Stazione Marittima, oggi inesistente).

Il punto è ovviamente la tempistica e le alternative sarebbero fra uno stop immediato e uno a partire da ottobre, in modo da consentire la regolare conclusione della stagione, ancorché già inficiata dalla pandemia. In base a tale fattore il decreto dovrebbe stanziare una cifra variabile, a risarcimento degli operatori portuali interessati (in primis dal terminalista Vtp) e per favorire l’allestimento dei cosiddetti approdi diffusi (vale a dire l’adeguamento di alcuni terminal commerciali come Tiv e Vecon all’accoglienza di passeggeri).

Per questa operazione sarebbe anche prevista la nomina di un commissario (in pole position il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Fulvio Lino di Blasio), che dovrebbe occuparsi anche di portare avanti il progetto di realizzare un nuovo terminal (in teoria provvisorio) sul Canale Industriale Nord a Marghera. Attualmente in fase di progettazione di fattibilità tecnico-economica (affidata a Rina Consulting), questa nuova stazione marittima dovrebbe costare 62 milioni di euro ed esser pronta nel giro di un paio d’anni.

Data la scarsa verosimiglianza di entrambe le cose (dato lo stato dell’arte e la complessità dell’opera, comprensiva di approfondimento del fondale di 3 metri), assume concretezza l’indiscrezione che l’emanando decreto possa contenere risorse e provvedimenti anche per questa soluzione. E di certo non mancheranno le pressioni per compiacere la volontà della Regione, che è esplicitamente quella di riportare in auge l’ipotesi di escavo del canale Vittorio Emanuele III, unica soluzione possibile per raggiungere la stazione marittima senza passare da San Marco, finora ritenuta impercorribile per l’impatto di un simile dragaggio sugli equilibri lagunari ed esclusa proprio da Di Blasio nel giorno del suo insediamento fra le priorità.

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