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Cantieri

Cantieri navali: incidenti più gravi e più numerosi che negli altri settori

Nei cantieri navali il rischio di infortuni è maggiore di quello riscontrato in media nel settore industria e servizi. Lo afferma un report di Inail, basato su elaborazioni di dati banca di Infor.Mo (banca dati sviluppata dalle Regioni e dal Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale) che ha analizzato il comparto produttivo […]

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
7 Luglio 2021
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Andamento incidenti cantieri navali

Nei cantieri navali il rischio di infortuni è maggiore di quello riscontrato in media nel settore industria e servizi. Lo afferma un report di Inail, basato su elaborazioni di dati banca di Infor.Mo (banca dati sviluppata dalle Regioni e dal Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale) che ha analizzato il comparto produttivo nel periodo 2002-2018.

Non solo: la tendenza, perlomeno nel 2018, è stata quella di un peggioramento della situazione, con un aumento dei casi che invece dal 2015 risultavano in trend calante. Nel dettaglio per il settore Industria e servizi dal 2014 al 2018 i casi ogni mille addetti sono passati da 22,6 a 19,6, mentre nella cantieristica navale sono scesi da 31,4 a 29,7.

Questi, evidenzia Inail, presentano inoltre in media una gravità maggiore. I casi che si concludono con esiti mortali e con l’assenza dal lavoro superiore ai 30 giorni sono stati infatti il 35%, contro il 33% di media degli altri comparti, senza significative variazioni nel tempo per entrambi.

Dal punto di vista geografico, emerge dall’analisi che gli infortuni si concentrano per il 54% in tre regioni (Liguria, Friuli Venezia Giulia e Toscana, verosimilmente quelle in cui si ha una maggior presenza di stabilimenti) e su poche aziende. Il 27% degli eventi ha riguardato infatti solo 3 degli oltre 1.600 cantieri analizzati.

L’analisi delle dinamiche ha invece considerato casi in un periodo più ampio (dal 2002 al 2018). In totale sono stati analizzati 63 eventi gravi, di cui 26 mortali e 37 con prognosi superiori a 40 giorni. Gli infortunati, esclusivamente uomini, svolgevano mansioni diversificate, con un rapporto di lavoro a tempo indeterminato pari al 70% e un’esperienza lavorativa mediamente superiore a un anno. Il 38% di loro era di origine straniera.

Le lesioni maggiormente riportate dagli addetti sono state fratture (44%), schiacciamenti o contusioni (27%), ferite o amputazioni (18%), e tra le modalità di incidente più frequenti sono state riscontrate le cadute dall’alto dell’infortunato (37% dei casi), quelle di pesi e gravi (22%), gli investimenti con mezzi di trasporto (16%).

Il report dell’Inail si conclude con la presentazione di un piano mirato di prevenzione realizzato a Messina nell’ambito di un progetto sostenuto dal Centro di controllo delle malattie del Ministero della Salute e nato a seguito dell’incidente occorso nel 2016 nello scalo siciliano sulla nave Sansovino di Caronte & Tourist, che aveva portato alla morte di tre marittimi che avevano inalato esalazioni tossiche.

Attivato dall’aprile 2017 al marzo 2019, il piano ha portato alla messa in campo di alcune soluzioni migliorative, come ad esempio – riferisce Inail – l’introduzione di “blocchi di cemento resistenti agli urti e movimentabili per la protezione delle banchine e l’applicazione di parapetti rimovibili contro il rischio di caduta di persone o cose”.

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