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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Record di bunkeraggio nel porto di Genova ma Ciane ridurrà i marittimi imbarcati

Ciane Spa, la società concessionaria dell’attività di bunkeraggio nel porto di Genova, nell’esercizio passato (2020) è tornata all’utile grazie a un record di carburante trasportato e fornito alle navi ma, nonostante ciò, ha in previsione di ridurre il personale marittimo imbarcato a bordo delle proprie bettoline.

SHIPPING ITALY lo apprende dalla lettura del bilancio 2020 chiuso con ricavi pari a 10,5 milioni di euro (in crescita rispetto ai 9,2 milioni di dodici mesi prima) e un risultato netto positivo di appena 43.505 euro (da una perdita di 1,3 milioni del 2019) nonostante quello appena trascorso sia stato appunto un esercizio record per la quantità di carburante trasportato e fornito.

La società controllata da So.Fi.Pa Srl e guidata dall’amministratore unico Eraldo Valle evidenzia nella relazione sulla gestione che il 2020 “si è concluso innanzitutto con un significativo traguardo in termini di tonnellate movimentate nel bunkeraggio nei porti di Genova, Savona – Vado L. e La Spezia” ma aggiunge come il risultato netto ottenuto risulti “assai modesto se raffrontato col volume movimentato”. Per la prima volta nella sua storia Ciane ha raggiunto il milione di tonnellate di bunker erogato al naviglio che ha scalato i porti liguri.

“La spiegazione di tale aumento del movimentato consiste nel fatto che, con l’inizio del 2020, è stato fatto obbligo alle navi di consumare combustibili con una presenza di zolfo non eccedente lo 0,5%”, salvo quelle dotate di scrubber, e “il porto di Genova si è dimostrato subito pronto a offrire a prezzi competitivi il nuovo combustibile”. Merito in primis di Esso che per tempo aveva destinato la raffineria di Trecate alla produzione di bunker allo 0,5% di zolfo e aveva reso disponibile il prodotto a prezzi competitivi nel porto di Genova.

Nella prima parte del 2020 Ciane ha quindi beneficiato di un “consistente aumento delle vendite complessive di bunker rispetto all’andamento usuale”. La relazione sulla gestione aggiunge però che “purtroppo la seconda metà dell’anno la situazione ha visto poi progressivamente ridursi l’aumento fino a farlo scendere a un valore finale più contenuto ma che resta comunque ragguardevole (più del 10% circa rispetto all’anno precedente)”.

A ‘zavorrare’ però i risultati finanziari di Ciane sono stati alcuni fattori specifici: tra questi “la forte criticità nell’operare presso due dei quatto depositi costieri di caricazione delle bettoline, cioè quelli situati nella calata Olii Minerali, che insieme dispongono solo di due posti di ormeggio e caricazione a fronte dei tre o quattro che erano previsti dagli originari piani dell’Autorità portuale”.

Oltre a ciò la società segnala che “gli orari di apertura dei depositi di bunker restano strutturati in modo da evitare di norma la loro apertura nei giorni festivi e anche al sabato, a differenza delle bettoline che invece, a prezzo di costosi turni di lavoro, possono essere operative ogni giorno dell’anno incluse le ore notturne; ciò rende evidente lo sbilanciamento tra le due forme di operatività poste in essere rispettivamente da depositi e bettoline”.

Ma “tra le gravi conseguenze degli aspetti che compongono la delicata situazione logistica del bunkeraggio genovese” quella che penalizza maggiormente Ciane “è il dilatarsi delle operazioni di caricazione, che si riflette sul tempo di lavoro degli equipaggi delle bettoline e sui conseguenti costi”. Altro fattore critico infine è la “precarietà dei punti di ormeggio delle bettoline” che si traduce in inefficienze e aggravi di costi.

L’azienda amministrata da Eraldo Valle conclude sottolineando che “la principale causa dell’aumento dei costi di gestione, che sostanzialmente ha sterilizzato l’eccezionale aumento del (prodotto, ndr) movimentato, va pertanto individuata nell’insostenibile crescita del costo del lavoro marittimo, che fra l’altro continua a non poter beneficiare di alcuna delle molte provvidenze assentite ad altre categoria marittime”. Da fine 2020 la situazione sembra essere ancora peggiore per la società che segnala una “nuova sensibile riduzione del movimentato negli ultimi mesi dell’esercizio (2020, ndr) e nei primi del corrente anno”. Nei primi mesi del 2021 i volumi di bunker trasportati e forniti alle navi hanno infatti mostrato “percentuali impressionanti di caduta se confrontati ai livelli di inizio 2020 ma addirittura evidenziano livelli largamente inferiori anche ai corrispondenti primi mesi degli ultimi anni!”.

All’azienda non rimane dunque che razionalizzare i costi: “Va quindi perseguita – si legge nella relazione – un’indispensabile razionalizzazione dell’organico e dell’organizzazione del lavoro dei marittimi, affinché ne venga contenuto l’eccessivo impatto sui costi”. I marittimi impiegati da Ciane sono attualmente una cinquantina impiegati a bordo delle cinque bettoline che compongono la flotta.

N.C.