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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Quattro unità dismesse della Marina Militare dirette in Turchia su una nave di Dyt Yacht Transport (FOTO)

Quattro unità dismesse della Marina Militare, finora di stanza ad Augusta, hanno lasciato ieri la Sicilia dirette in Turchia, dove saranno demolite, a bordo della nave autoaffondante Yacht Express.

Nel dettaglio si tratta di una ex chiatta da sbarco (Moc), della ex nave cisterna porta acqua Brenta, del rimorchiatore Atlante e del sommergibile Bagnolini. Le ultime tre erano già state radiate dai registri della Difesa rispettivamente nel 2003, nel 2002 e nel 1991.

Incaricata del trasporto, come detto, è la Yacht Express, unità della compagnia Dyt Yacht Transport, parte del gruppo Spliethoff, rappresentata in Italia da Multi Marine Services. Come raccontato dalla stessa agenzia genovese a SHIPPING ITALY, le operazioni sono iniziate con il rimorchio delle quattro imbarcazioni dalla banchina di Punta Cugno, dove erano ormeggiate da diversi anni, alla rada, dove la nave le attendeva per l’imbarco.

Lì la Yacht Express, specializzata nel trasporto di yacht e imbarcazioni, ha ricevuto le unità e provveduto poi alla loro sistemazione e rizzaggio a bordo, dopo essere riemersa e averle portate all’asciutto in circa sei ore dal momento del fine imbarco.

A coordinare i lavori è stata l’Agenzia Boccadifuoco di Augusta, in collaborazione con Multi Marine Services, mentre il noleggio è stato seguito per conto del cantiere turco incaricato della demolizione da Pentashipping Taranto, Bulkmare Intrenational e Mcs Monaco.
Oltre agli aspetti tecnici il team di esperti che ha seguito le attività si è occupato anche delle pratiche burocratiche necessarie per l’esportazione.

Alle operazioni hanno collaborato anche i militari della Marina che, spiega Multi Marine Services, “hanno garantito una assistenza e costante presenza di altissimo livello in fatto di cooperazione e capacità gestionale”.

Attesa ad Aliaga per il 22 agosto, la Yacht Express depositerà infine le quattro unità in uno dei cantieri turchi dediti alle attività di demolizione, in particolare in uno stabilimento inserito nella lista di strutture approvate dalla Commissione Europea.

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