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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Lo spedizioniere italiano che sfida i colossi armatoriali con una nuova linea container Cina – Italia

Dopo le iniziative sperimentali dei mesi scorsi messe in atto da Dsv, Geodis e Bollorè Logistics, oltre a quelle più recenti di alcuni grandi cargo owner come Home Depot e Walmart, è ora una casa di spedizioni e operatore logistico italiano a sfidare i big dell’armamento operando in prima persona una linea marittima per il trasporto di carichi containerizzati fra Cina ed Europa.

Secondo quanto appreso da SHIPPING ITALY la società Rif Line, importante player delle spedizioni con sede principale a Fiumicino, ha infatti appena avviato un collegamento che metterà direttamente in relazione fra loro i porti di Shanghai in Cina e quello di Civitavecchia in Italia. L’azienda guidata dall’amministratore delegato Francesco Isola ha infatti appena preso a noleggio a lungo termine due navi portacontainer da circa 1.100 Teu di capacità nominale che scaleranno con frequenza almeno quindicinale il Roma Terminal Container dello scalo laziale.

Una nuova linea container a tutti gli effetti, in concorrenza con i grandi colossi armatoriali, avviata con il supporto evidentemente anche del bacino produttivo laziale che tradizionalmente esporta soprattutto articoli farmaceutici, chimico-biomedicali e mezzi di trasporto, mentre importa in particolare, oltre alle categorie merceologiche appena citate, anche prodotti alimentari, metalli, autoveicoli, impianti e prodotti tecnologici. Secondo i dati della locale Unindustria la Cina è il secondo mercato di provenienza delle merci per il Lazio (in valore economico) alle spalle degli Stati Uniti fra le regioni extraeuropee.

L’impiego da parte di Rif Line (che risulta anche aver ottenuto la disponibilità di almeno un migliaio di container vuoti già pronti in banchina al Roma Terminal Container) di due navi con capacità pari a 1.100 Teu ciascuna, significa poter proporre al mercato locale (che in questi giorni paga oltre 13.000 dollari per ogni container da 40’ spedito dall’Estremo Oriente) un’offerta di stiva mensile da oltre 2.000 Teu sia in import che in export. Altro valore aggiunto è rappresentato dal fatto che il servizio di trasporto marittimo è diretto, dunque senza scali intermedi, fra Cina e Italia, con un transit time (inferiore a due settimane) significativamente inferiore rispetto alle linee tradizionalmente servite dai global carrier attivi sul trade Asia – Europa (superiore a 20 giorni).

In un mercato, quello del trasporto via mare di carichi containerizzati, caratterizzato negli ultimi anni da una corsa crescente da parte dei vettori marittimi al gigantismo navale per massimizzare lo sfruttamento dell’economie di scala, il livello a cui sono arrivate da alcuni mesi le rate di nolo rendono perfino conveniente l’impiego appunto di piccole navi da 1.000 Teu di capacità (normalmente impiegate su rotte di feederaggio intraregionali) sui maggiori trade intercontinentali.

Rif Line ha un network composto da sedi proprie in Italia (Roma, Milano, Bari e Pomezia), Turchia (Istanbul), Bangladesh (Chittagong e Dhaka), Sri Lanka (Colombo), Cina (Shanghai, Shenzen e Quingdao), Giappone (Tokyo) e Myanmar (Yangon) a cui si aggiungono altri agenti e corrispondenti sparsi in 52 paesi in giro per il mondo. Nel 2020 l’azienda ha chiuso a livello consolidato con ricavi in crescita a 33,9 milioni di euro, un Ebitda pari a 2,2 milioni, un Ebit di quasi 1,7 milioni e un utile netto di 856mila euro. Nei mesi scorsi Rif Line ha completato a Pomezia l’ampliamento di una struttura ribattezzata Rif Line Logistics Centre che ora copre un’area complessiva di oltre 65.000 mq, di cui 20.000 mq di magazzini coperti e 10.000 mq di container yard per la movimentazione e lo stoccaggio dei contenitori in sosta.

Nell’ultimo bilancio dell’azienda si legge che “nella prima parte del 2021, complice il forte incremento del costo dei noli mare e aerei, abbiamo registrato un forte aumento del fatturato e di conseguenza anche della marginalità. I valori fino al mese di maggio si stanno mantenendo su valori sensibilmente più elevati di quelli dello scorso anno rendendo non improbabile, vista anche la tendenza in crescita del numero di spedizioni, il raggiungimento di un target di fatturato di 40 milioni di euro per la sola Rif Line Italy spa già in questo esercizio”.

Nicola Capuzzo