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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Non convince lo stop di Cma Cgm ai rincari sui noli container

L’annuncio di Cma Cgm di voler mettere uno stop ai rincari sui noli spot delle spedizioni via mare di container fino all’inizio di febbraio è stato accolto con freddezza, se non addirittura con sarcasmo, da diversi operatori.
A riportare le reazioni di diversi spedizionieri e caricatori sono state in particolare Loadstar e Splash24/7. L’immagine più vivida è quella suggerita da James Hookham, direttore del Global Shippers’ Forum, che alla prima delle due testate ha commentato all’incirca: “E’ come se il torturatore chiedesse al torturato: non mi sei grato per il fatto che non stringa ancora di più l’ingranaggio?”. Il collega Jordi Espin dell’European Shippers Council ha evidenziato come la mossa del liner francese, che allo stesso tempo ha detto di puntare sulla sigla di contratti di lungo periodo, possa rappresentare un rischio per le aziende di trovarsi ingabbiate in accordi costosi proprio ora che le economie globali potrebbero essere sul punto di rallentare.

L’annuncio di Cma Cgm (cui ha fatto seguito nelle ore successive una comunicazione analoga da parte di Hapag Lloyd, che a Lloyd’s List ha detto di non voler introdurre “per il momento” nuovi rincari) non è piaciuto granché però nemmeno agli spedizionieri, alcuni dei quali a Loadstar hanno bollato l’iniziativa come una pura mossa di marketing, ovvero il presentarsi “come bravi ragazzi” dopo avere “spremuto la clientela” e fatto profitti da record. Un operatore ha spiegato di vedere in questa azione anche il possibile segnale di un lieve calo della domanda, già percepito da uno dei massimi global carrier che così tenta di correre ai ripari. A non credere alla bontà di intenti del liner è anche Splash24/7, che sulla base di un report della banca d’affari Jefferies suggerisce che l’annuncio di Cma Cgm possa essere legato a fatto che la shipping company abbia già venduto (sottointeso: a tariffe elevatissime) quasi tutta la stiva disponibile nel quarto trimestre e con questa mossa stia semplicemente cercando di “allungare il ciclo” di profitti record.
Tornando infine agli spedizionieri, per un terzo, più scettico, i rincari semplicemente continueranno ad arrivare ma in forma di Congestion Surcharge o Peak Season Surcharge, tanto più che la stagione di picco si preannuncia già a livelli eccezionali.
Un altro punto di vista sul tema è stato offerto infine dall’analista Lars Jensen di Vespucci Maritime, per il quale la decisione di Cma Cgm mira a creare forti relazioni con i clienti di vecchia data a svantaggio di chi “preferisce fare shopping in giro per il mercato cercando di trovare il migliore affare per ogni spedizione”. Ovvero, tipicamente, i clienti più piccoli e con minori volumi.

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