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Diga di Genova, impugnata la direzione lavori al Rina per possibile conflitto d’interesse

Una nuova tegola rischia di abbattersi sull’iter del più importante (per ammontare: prima fase da 950 milioni di euro) progetto portuale italiano, la realizzazione della nuova diga foranea di Genova.

Ieri infatti Progetti Europa & Global, capogruppo del raggruppamento (formato anche da Acquatecno e Socotec Infrastructure) che si era piazzato al secondo posto della relativa procedura, ha impugnato l’aggiudicazione a Rina Consulting da parte dell’Autorità di Sistema Portuale dell’appalto da oltre 19 milioni di euro per supporto tecnico, controllo qualità e direzione lavori (in una sigla pmc, ovvero project management consultant) inerente progettazione definitiva, esecutiva ed esecuzione lavori della diga (ancora da bandirsi).

Nel mirino ci sarebbe il presunto conflitto di interesse in capo a Rina Consulting, in quanto facente capo al medesimo gruppo (Rina Spa) che attraverso un’altra controllata, Rina Check, si aggiudicò la verifica della progettazione di fattibilità tecnico economica (pfte, appaltata a un raggruppamento capeggiato da Technital), dal momento che ai compiti assegnati all’aggiudicataria ci sarà quello di “consentire all’Amministrazione di procedere all’approvazione del progetto di fattibilità tecnico-economica dell’intervento per avviare la relativa procedura di affidamento in appalto integrato complesso”: Rina Consulting, cioè, dovrà supportare Adsp e Technital nella risoluzione delle problematiche della pfte riscontrate da Rina Check.

Il tema dei potenziali conflitti di interesse incrociati era già emerso in corso di aggiudicazione. Tanto che l’Adsp, quando il primo luglio scorso provvide alla disamina delle manifestazioni di interesse ricevute (per la direzione lavori), concluse che il raggruppamento formato da Technital, Modimar Project, Thetis e Pro Iter Infrastrutture Territorio non potesse essere invitato a presentare offerta. Infatti, scriveva il responsabile  unico del procedimento (Rup) Marco Vaccari, “i servizi oggetto di appalto, relativamente alle prime 2 fasi dello stesso, attendono al supporto al Rup nell’ambito del coordinamento progettuale e nell’iter di approvazione e gara del progetto: ove venissero svolti dal medesimo soggetto che ha elaborato il progetto potrebbero essere elemento di conflitto e di assenza di terzietà ed imparzialità sia pure potenziale effettivamente ed espressamente richiesta (…). Oggetto del servizio sono altresì le attività di supporto anche nello sviluppo di progettazione definitiva ed esecutiva che ha quale base la progettazione di fattibilità sviluppata dall’operatore di cui si verte: appaiono evidenti i potenziali conflitti e rischi per la terzietà”.

Aver redatto la pfte, in sintesi, rende impossibile per Technital ricoprire il ruolo di project management consultant. Averne verificato la conformità (sollevando osservazioni), invece, non crea problemi a Rina dato che, come più concisamente riporta il 18 agosto nel verbale di attestazione dei requisiti, Vaccari ha “acquisito, con prot. n. 19753 del 30/06/2021, la documentazione a comprova dell’autonomia di Rina Consulting S.p.A. rispetto a Rina Check S.r.l.”. Risposta di fatto a Tommaso Paoluzi Vincenti Mareri, rappresentante di RTI Progetti Europa, che in sede di apertura delle buste aveva fatto mettere agli atti una dichiarazione “circa la presunta incompatibilità di Rina Consulting”.

Non rimane che attendere di capire con quale visione il Tar della Liguria concorderà; già la prossima settimana o al più tardi quella successiva, l’organo di giustizia amministrativa valuterà la richiesta di sospensiva avanzata da Progetti Europa & Global. Così come si potrà capire se e quale peso possa avere il fatto che Rina Consulting stia facendo man bassa di tutti i maggiori appalti di pmc nel territorio (dopo quello per i lavori del Ponte Morandi, ribaltamento a mare di Fincantieri, diga e progetto “Assi di Forza”, progetto del Comune di Genova da mezzo miliardo di euro relativo al Tpl), accomunati dall’identità del vertice delle stazioni appaltanti: ancorché banditi da Adsp, infatti, i progetti portuali fanno parte del programma straordinario di opere di cui è responsabile il commissario straordinario per la ricostruzione del viadotto, cioè il sindaco Marco Bucci.

Ad ogni modo Rina ha fatto sapere a SHIPPING ITALY di “ritenere che le argomentazioni su cui si basa il ricorso relativo al contratto di Pmc della diga foranea di Genova siano destituite da ogni fondamento”.

Certo, il prosieguo del progetto nuova diga di Genova, già complicato dalla ricerca di fondi (ad oggi quelli certi sono 656 milioni su 950), dal ritardo in alcuni step procedurali (carenza dei pareri Enac e Consiglio Superiore dei lavori Pubblici, Valutazione di Impatto Ambientale da istruire e conferenza dei servizi da convocare) e dall’imminenza del termine (15 gennaio 2022, salvo proroghe) per l’aggiudicazione del bando integrato, si fa sempre più incerto.

Andrea Moizo

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