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Le crociere possono aspettare, a Livorno Grimaldi si sposta all’Alto Fondale

Come previsto da SHIPPING ITALY è bastato aspettare qualche giorno per capire a cosa sottendesse la modifica del regolamento sulle concessioni decisa giorni fa dall’Autorità di Sistema Portuale di Livorno con cui è stata alzato da tre a sei mesi il limite per le occupazioni temporanee, si è cancellato il tetto alle proroghe e le si è legate alla discrezionalità dell’ente, puntualizzando la possibilità – stabilita dalle norme anti Covid – di modificare le destinazioni d’uso a piacimento.

Cilp (Compagnia Impresa Portua Livorno) ha infatti sottoposto all’ente un’istanza semestrale (a tutto marzo 2022) “di un’area demaniale marittima di circa mq. 1.050,00 sita in radice dell’accosto n.43 da destinarsi ad agevolare la movimentazione e il deposito di trailer, semi trailer, auto, veicoli e merci varie in ragione della recente contrattualizzazione di servizi a navi ro/ro”.

Si tratta della radice nord del molo Alto Fondale, dotata di accosto da 190 metri di lunghezza e 11,5 metri di pescaggio. L’impresa portuale (joint venture fra Gruppo CPL e NGI, a sua volta partnership paritetica fra GIP 2.0 e Neri Depositi Costieri) dovrebbe operarvi il servizio ro-ro del gruppo Grimaldi per la Spagna, che oggi utilizza il terminal Sintermar. La ragione dello spostamento ha a che fare con il recente impiego da parte dell’armatore di navi classe Eco, più grandi di quelle impiegate tradizionalmente, che hanno forti limitazioni per attraccare in Sintermar.

La modifica regolamentare consentirà ora di accogliere la richiesta di Cilp. L’Alto Fondale è in teoria destinato nella pianificazione vigente dell’Adsp a servire il traffico crocieristico e ad entrare a far parte della concessione di Porto Livorno 2000. Ma la tempistica non è mai stata chiarita nel suo legame con il prolungamento del titolo del terminalista passeggeri connesso al passaggio della maggioranza azionaria alla cordata Moby-Msc. Il cui piano di investimenti, del resto, come da SHIPPING ITALY rivelato, non partirà prima di almeno 5 anni.

Insomma, sembra di capire, l’Alto Fondale serve alle crociere, ma non nell’immediato. E allora perché non sfruttare le possibilità offerte dalla normativa anti Covid e usarlo per risolvere almeno provvisoriamente un problema di accessibilità nautica intanto intervenuto su un’altra merceologia in attesa di provvedervi definitivamente? Interpretazione che collima con il laconico commento rilasciato dall’ente: “L’AdSP ha optato per una soluzione sperimentale e temporanea, presa in linearità sia con il processo di progressiva attuazione del Prp che con la flessibilità prevista dalle vigenti disposizioni emergenziali (Covid). L’obiettivo primario è stato quello di risolvere seri problemi di sicurezza della navigazione. Il tutto, comunque, in attesa di perfezionare l’avviato e generale riassetto di alcune aree del porto, che condurrà allo spostamento definitivo di quel tipo di traffico”.

Ineccepibile, salvo verificare che, come accaduto ripetutamente in passato a Livorno (più ancora che altrove), la nuova gincana fra le curve paraboliche della giungla normativa dei porti italiani non solletichi i pruriti giudiziari di qualche operatore che dovesse ritenersene leso.

Andrea Moizo

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