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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Cresce la pressione sul Governo affinché promuova un’indagine antitrust Ue sul caro-noli

Filiera Italia, la fondazione che riunisce il mondo agricolo e dell’agroindustria, insieme a partner come Cdp, Eni e Snam, ha scritto una lettera ai ministeri dell’Agricoltura, dello Sviluppo Economico e degli Esteri per descrivere la situazione di rincari senza precedenti dei noli per il trasporto via mare di container, e chiedere che i tre dicasteri si attivino a favore dell’avvio di una indagine antitrust in Europa ‘contro’ le grandi compagnie globali che offrono questi servizi.
“A quasi due anni dall’inizio della pandemia globale si registrano ancora costi di trasporto aumentati di 3/4 volte rispetto alla precedente media e che non accennano a diminuire. È in atto dunque un comportamento fortemente speculativo e ingiustificato da parte delle principali compagnie di navigazione responsabili del commercio mondiale di container” si legge in un post della fondazione, che si conclude chiedendo appunto
“un’indagine antitrust Ue” nonché “un sostegno concreto per potenziare l’export delle nostre imprese del Made in Italy”.
Una richiesta analoga era arrivata nelle scorse settimane all’esecutivo (in particolare al presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi, al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Enrico Giovannini e al Ministro dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti) anche dal deputato di Italia Viva (nonché membro della famiglia imprenditoriale cui fa capo la holding Immsi) Matteo Colaninno, che aveva presentato un’interpellanza in cui chiedeva che il governo italiano promuovesse presso l’Ue “un’attenta analisi sull’andamento dei mercati delle materie prime e dei noli marittimi” e una “verifica della regolamentazione europea attualmente vigente in tema di alleanze marittime (la Consortia Block Exemption Regulation, che lo scorso anno è stata estesa fino al 2024, ndr)”.

L’avvio di una indagine da parte della Dg Competition comunitaria è stato auspicato recentemente, tra gli altri, anche dal presidente della AdSP del Mar Adriatico Orientale Zeno D’Agostino, che ha anche ricordato come organismi simili (in particolare la statunitense Federal Maritime Commission) si siano già mossi in questa direzione.

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