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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Dai servizi tecnico-nautici alle ferrovie fino all’Ilva: i nodi del porto di Genova per Assarmatori

Sette sono i nodi da sciogliere urgentemente nel porto di Genova secondo Assarmatori, l’associazione di categoria degli armatori presieduta da Stefano Messina e nella quale ha un peso specifico elevato il Gruppo Msc. Queste di seguito le priorità elencate in occasione di un confronto pubblico con il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale, Paolo Emilio Signorini.

La prima: accessibilità nautica nel bacino di Sampierdarena così da attirare navi più grandi e creare terminal più estesi. A seguire: programmazione di interventi di dragaggio sistematici. Terzo: i limiti imposti dal cono aereo rischiano di essere un ostacolo insormontabile per lo sviluppo portuale. Altra criticità segnalata riguarda i servizi tecnico nautici che, per efficienza e produttività, presentano cisti superiori ai porti competitor. Nel mirino anche i costi delle manovre ferroviarie, soprattutto nel bacino di Sampierdarena. Il sesto punto chiama in causa il Piano regolatore di sistema portuale che necessità secondo Assarmatori di razionalizzazione mentre il settimo nodo segnalato è la mancanza di impianti di fornitura di Gnl.

Durante il confronto il presidente Messina ha presentato anche una decina di proposte fra le quali sono state messe in evidenza il completamento dell’infrastrutturazione ferroviaria in previsione dell’entrata in servizio del Terzo Valico, nel rispetto del treno con standard europei, migliorare l’utilizzo della capacità ferroviaria, sviluppare il piano viabilistico stradale individuando nuove aree di sosta per l’autotrasporto. Le dieci proposte partono dalla realizzazione della diga foranea “mantenendo l’impegno di partire con la gara entro l’anno” (richiesta alla quale Paolo Emilio Signorini ha risposto ammettendo invece ritardi significativi sull’avvio delle opere), ripensare gli spazi nel porto per aumentare la capacità per il settore traghetti, realizzare il piano del cold ironing (l’elettrificazione delle banchine), accelerare la digitalizzazione e l’utilizzo del 5G. Ma ci sono anche la ‘Gronda autostradale’ da realizzare e “rivedere l’accordo sulle aree Ilva per destinarne una parte alla logistica e alle nuove tendenze energetiche come l’idrogeno”. Su Ilva Messina ha aggiunge a titolo personale: “Credo che il fatto che Cornigliano con oltre 1 milione di mq di aree non abbia una quota da asservire a logistica e manipolazione delle merci sia una cosa assurda, lì si potrebbe dare spazio ad attività di vera logistica che porta occupazione e specializzazione, penso ad esempio anche a un centro di trasbordo fra i vari terminal”.

Il presidente di Assarmatori ha affermato che la sua associazione “ha titolo, ma specialmente volontà e disponibilità, per fornire all’Autorità di Sistema Portuale collaborazione e suggerimenti e un supporto costante nelle importanti scelte che è e sarà chiamata a compiere nei prossimi mesi”. Un invito raccolto favorevolmente da Signorini che ha risposto dicendo: “Assarmatori è un interlocutore con cui si può ragionare mentre altri cercano talvolta di forzare la mano dicendo che se una cosa avviene in altri porti del mondo deve essere applicata anche a Genova. Preferisco l’approccio di chi aiuta la port authority e lo scalo in generale a fare passi avanti puntando sull’efficienza, su appositi indicatori, sulla digitalizzazione, ecc. Meglio evitare forzature che ancora oggi a Genova difficilmente avrebbero successo”. Secondo Messina, ad esempio, il costo unitario delle prestazioni dei servizi tecnico-nautici potrà essere abbassato aumentando i traffici e quindi le toccate nave in porto; l’attuale modello organizzativo non viene messo in discussione.

N.C.

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