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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Carenza container: “A rischio la sostenibilità economica dell’import di banane”

La carenza di container e le difficoltà del trasporto marittimo stanno mettendo a rischio la sostenibilità del commercio di banane, un prodotto ormai percepito dai consumatori come una commodity e per il quale è più difficile poter far quindi accettare ai consumatori un significativo aumento di prezzo.

La considerazione è di Marco Pianalto, direttore vendite per l’Europa di Bonita (brand di banane che fa parte del gruppo ecuadoriano Noboa), ed è stata riportata dal Corriere Ortofrutticolo, testata cui il manager ha anche espresso i suoi timori per quello che succederà l’anno prossimo, alla scadenza dei contratti di lungo periodo firmati dagli importatori per assicurarsi spazio in stiva per i propri container.

Come per altri prodotti, Pianalto ha spiegato che anche per i traffici di banane il problema non è certo dal lato dell’offerta, che non è mai venuta meno, ma appunto riguarda la carenza di contenitori, che si stanno redistribuendo in base alla legge della domanda e dell’offerta in particolare verso la Cina, la quale dopo il Covid “ha sviluppato una fortissima domanda di prodotti agrifood”, con la conseguenza che molti box sono bloccati negli scali del paese in attesa di sdoganamento.
La carenza, o per meglio dire ritardo nella disponibilità di box, fa sì che i transit time slittino anche di una settimana “facendo saltare coincidenze”. Tuttavia secondo il manager di Bonita – a differenza di quanto osservato da altri caricatori – al momento le compagnie stanno rispettando i contratti in essere. Pertanto il timore più grande riguarda appunto i possibili elevati rialzi che potranno essere applicati nei nuovi accordi alla scadenza di quelli attuali.

Aumenti che secondo Pianalto potrebbero essere “anche del 30%”, un problema per molti prodotti ma in particolare per uno – quello delle banane – ormai considerato “una commodity”, presente sugli scaffali durante tutto l’anno con un “range di prezzo che oscilla tra i 99 centesimi e i 2,40 euro”, portando il settore verso l’insostenibilità economica e compromettendo anche lo sviluppo del segmento del biologico.

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