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Crociere in Italia: “Impossibile programmare accosti per il 2022” secondo Senesi

Savona – “In Italia, soprattutto in Adriatico, programmare accosti per navi da crociera medio-grandi nel 2022 è praticamente impossibile”. A dirlo, a margine dell’Italian Cruise Day appena andato in scena al Palacrociere di Savona, è stato Sergio Senesi, amministratore delegato di Cemar Agency Network, agenzia marittima genovese agente nel nostro paese di diverse compagnie fra […]

di Nicola Capuzzo
2 Novembre 2021
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Senesi Sergio (Cemar)

Savona – “In Italia, soprattutto in Adriatico, programmare accosti per navi da crociera medio-grandi nel 2022 è praticamente impossibile”. A dirlo, a margine dell’Italian Cruise Day appena andato in scena al Palacrociere di Savona, è stato Sergio Senesi, amministratore delegato di Cemar Agency Network, agenzia marittima genovese agente nel nostro paese di diverse compagnie fra cui Carnival Cruise Line.

Commentando uno dei temi emersi durante la tavola rotonda al quale hanno preso parte i principali rappresentati del mercato in Italia, vale a dire quello sulle incertezze regnanti in questo momento sul mercato nazionale e non solo per chi sceglie di offrire itinerari regolari, Senesi parlando a SHIPPING ITALY ha rincarato la dose spiegando che “il problema dell’impossibilità di programmare le toccate nei porti italiani non riguarda solo Venezia ma in generale tutti i maggiori approdi nel Mar Adriatico e non solo”.

Quello che segue è, più nel dettaglio, il quadro delle criticità con cui un agente rappresentante di importanti compagnie estere si trova a dover fare i conti in questo momento: “A Venezia, dopo il decreto che ha stabilito il divieto di ingresso e transito delle navi da crociera nel canale della Giudecca, bisogna sottostare a un’ordinanza sul vento che all’ultimo ti può costringere a saltare l’approdo a Marghera. In quei casi è molto difficile riprogrammare all’ultimo uno scalo alternativo, soprattutto in estate” ha sottolineato Senesi. Questo perché “a Trieste ad esempio è vigente un’altra ordinanza della locale Capitaneria di porto che ha interdetto dall’uso 90 metri di banchina per cui di fatto al Trieste Terminal Passeggeri c’è solo un ormeggio disponibile. Il porto non è in grado di confermare gli scali del 2022 per la troppa domanda di accosti rispetto ai pochi ormeggi disponibili” nella port authority regionale.

Non va meglio infatti neanche nel vicino scalo di Monfalcone dove “non c’è niente in termini di strutture per l’accoglienza delle navi da crociera e dei passeggeri. I passeggeri vengono trasportati lì in pullman da Venezia e la situazione è disagevole”. Il porto di Ravenna come alternativa allo scalo in Laguna è, secondo l’agente marittimo genovese, “troppo lontano” e poi “in questo momento non è in grado di accogliere navi di lunghezza superiore a 285 metri, vale a dire di stazza lorda superiore a 60.000 tonnellate”. Pensare di imbarcare e sbarcare i passeggeri nel porto sloveno di Koper sarebbe difficilmente fattibile “perché lì non c’è un terminal per le crociere e i crocieristi dovrebbero essere portati in pullman fino a Venezia impiegando almeno 3 ore”.

Il tutto perché, come noto, la laguna è la meta più di richiamo per gli itinerari programmati nel bacino dell’Adriatico e senza la quale tutti gli altri Paesi e scali serviti soffrirebbero: “Anche la Croazia ne risentirà di questa situazione” è la previsione di Senesi.

Il vertice di Cemar, volgendo lo sguardo al bacino del Mar Tirreno, rileva “problemi di banchine anche nel porto di Genova, dove anche lì stiamo vedendo difficoltà a confermare gli scali richiesti per il 2022”. Nel capoluogo ligure gli accosti di Stazioni Marittime sono (e saranno) interessati da lavori in mare (dragaggi) e a terra (ponte dei Mille) per cui gli accosti disponibili saranno in numero inferiore rispetto alle potenzialità massime del terminal passeggeri. “Paradossalmente in questo momento il porto di Livorno offre una buona disponibilità di accosti per il 2022 dal momento che molte navi hanno spostato ila propria programmazione di scali sulla vicina La Spezia” ha concluso l’agente marittimo genovese.

Nicola Capuzzo

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