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Automar a Gioia Tauro: il Sul chiede una verifica della concessione

Il Sindacato Unitario Lavoratori (Sul) è andato all’attacco del terminalista Automar che nel porto di Gioia Tauro starebbe movimentando, a suo dire, volumi di traffico molto al di sotto di quanto ‘promesso’ nel proprio piano industriale. Da inizio 2020 il 100% di AutoTerminal Gioia Tauro è passato alla Automar Spa, azienda partecipata da Bertani, Grimaldi Group e Mercurio.

Nato nel 1999 per merito del gruppo tedesco Blg Logistics, il terminal del porto calabrese è attivo nello stoccaggio e la movimentazione di automobili e altri veicoli finiti. La concessione si estende su un’area di 320.000 mq, con una capacità di stoccaggio di circa 18.000 veicoli; è dotato di un centro PDI di 2.400 m2 e di tre binari di raccordo ferroviario.

In occasione della recente visita del viceministro dei trasporti, Teresa Bellanova, il sindacato autonomo Sul ha chiesto e ottenuto un incontro per esporre esposto il problema della scarsa attività in piazzale, con conseguente ampio ricorso alla cassa integrazione, con la richiesta di portare il problema al tavolo nazionale.

«La viceministro Bellanova si è dimostrata sensibile al problema e noi dal canto nostro ci siamo impegnati a stilare un documento tecnico di riscontro alle varie peculiarità, trascorsi e potenzialità dell’area in questione» scrive il Sul, secondo il quale “non si vede la luce in fondo al tunnel”.

La nota del Sul aggiunge: “Attualmente nel piazzale deserto si vedono solo poche decine di mezzi e il centro tecnico ormai in disuso e senza prospettive. Una realtà che fa nascere spontanea una riflessione sulle concessioni demaniali”. Nonostante gli impegni presi dai vertici di Automar e Grimaldi con l’Autorità di Sistema Portuale in direzione di un’immediata e piena ripresa delle attività, “non possiamo che prendere atto e denunciare – continua il sindacato autonomo – che, ad oggi, nulla è cambiato e che il caso ha bisogno di essere affrontato con pragmatica capacità di intervento a tutela dei lavoratori e dell’area portuale». Il Sul chiede a Bellanova “di valutare (tramite evidentemente la port authority, ndr) la possibilità di aprire un fascicolo su detta realtà per l’eventuale verifica delle concessioni”.

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