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Anche la proroga dell’avvio dei controlli radiometrici nel dl Super Green Pass

Il decreto legge che potenzia le misure di contenimento della pandemia da Covid-19 – approvato ieri sera in Consiglio dei Ministri – contiene anche una nuova proroga in extremis dell’entrata in vigore della nuova normativa relativa ai controlli radiometrici sulle merci in import in Italia. La scadenza, che dopo una serie di rinvii era fissata […]

di Nicola Capuzzo
25 Novembre 2021
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Il decreto legge che potenzia le misure di contenimento della pandemia da Covid-19 – approvato ieri sera in Consiglio dei Ministri – contiene anche una nuova proroga in extremis dell’entrata in vigore della nuova normativa relativa ai controlli radiometrici sulle merci in import in Italia. La scadenza, che dopo una serie di rinvii era fissata per il 30 novembre, è stata infatti rimandata a fine anno, precisamente dall’articolo 9 del provvedimento che l’ha ora fissata al 31 dicembre 2021.

Nei giorni scorsi era stata tra gli altri Confetra a chiedere un intervento in materia. La confederazione si era rivolta in particolare al titolare del Mite, Roberto Cingolani, chiedendo una proroga dell’introduzione delle disposizioni stabilite dal decreto legislativo n.101/2020, in attesa che la nuova disciplina dei controlli sia stabilita tramite decreto interministeriale dallo stesso dicastero della Transizione Ecologica, con la definizione dell’elenco dei prodotti cui dovrà essere applicata.

Come evidenziato in passato dalla stessa Confetra, in assenza di un provvedimento di questo tipo i controlli si sarebbero estesi a circa “il 70-80% delle merci” in arrivo in Italia, ovvero “a gran parte delle tipologie di prodotti metallici e semimetallici – dalle viti ai bottoni” con effetti che, per usare invece le parole di Fedespedi, sarebbero stati quelli di una “tempesta perfetta” su porti e aeroporti italiani.

Il decreto legislativo n.101/2020, entrato in vigore il 27 agosto 2020, aveva aggiornato una serie di disposizioni sui controlli che devono essere eseguiti delle dogane al momento delle importazioni di prodotti potenzialmente radioattivi, stabilendo l’avvio delle stesse verifiche dopo 120 giorni (ossia il successivo 26 dicembre 2020). Avvio che è stato via via sventato da un serie di proroghe che, compresa quest’ultima, hanno ormai rimandato la scadenza di oltre un anno.

Lo scorso 16 novembre, in occasione dell’Agorà di Confetra tenutasi a Roma, il direttore generale dell’Agenzia delle Entrate e dei Monopoli, Marcello Minenna, aveva preannunciato la necessità di una proroga rispetto alla scadenza del 30 novembre nonostante da mesi la questione sia stata affrontata. “Il testo è stato svincolato già a fine maggio; poi è successo qualcosa” sono state le parole di Minenna per spiegare che già dalla scorsa primavera è stata messa mano al problema con l’elaborazione di un intervento normativo dedicato che, però, non riesce a fare passi avanti. “Manca ancora qualcosa per il necessario passaggio a livello europeo” aveva aggiunto, precisando come “il procedimento che porta a Bruxelles” richieda “30 giorni” e per questo un ulteriore rinvio era a tutti gli effetti inevitabile se non si voleva paralizzare, come detto, porti e aeroporti.

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