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Da Liguria e Campania torna la richiesta di trasformare le port authority in Spa

A pochi giorni uno dall’altro, dalla Campania e dalla Liguria sono arrivati messaggi in cui si chiede pubblicamente al Governo una netta discontinuità con il passato in merito alla natura giuridica delle Autorità di Sistema Portuale che oggi sono enti pubblici non economici. La discussione arriva proprio nel momento in cui l’Italia attende di sapere […]

di Nicola Capuzzo
6 Dicembre 2021
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Annunziata Andrea

A pochi giorni uno dall’altro, dalla Campania e dalla Liguria sono arrivati messaggi in cui si chiede pubblicamente al Governo una netta discontinuità con il passato in merito alla natura giuridica delle Autorità di Sistema Portuale che oggi sono enti pubblici non economici. La discussione arriva proprio nel momento in cui l’Italia attende di sapere se, come sembra probabile a molti, verrà condannata sul caso dell’imposizione fiscale a cui dovranno essere sottoposti gli enti di gestione delle banchine per l’attività d’impresa svolta (secondo la etsi di Bruxelles contrastato dalle AdSP italiane).

La prima uscita pubblica è stata quella di Andrea Annunziata, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centrale (Napoli e Salerno) che durante il suo intervento in occasione dell’assemblea di Alis a Roma ha detto: “Vi racconto un’esperienza incredibile con il documento di programmazione strategica. Mi arriva il parere di un ente che non voglio citare per fare un’opera infrastrutturale. È un parere richiesto nel 2014! Passo il tempo a sollecitare gli enti. È fortunato chi non ha avuto un avviso di garanzia. Di natura giuridica delle autorità mi piacerebbe si cominciasse a parlarne. Vorrei un modello tipo Ferrovie dello Stato, a capitale interamente pubblico ma con una velocità diversa. Siamo un ente pubblico non economico, dobbiamo a mio avviso diventare economico”.

Dichiarazioni che fanno il paio con quelle pronunciate pochi giorni fa dal sindaco di Genova, Marco Bucci e dal presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, in occasione di un convegno della Uil Liguria. “Se il porto di Genova vuole essere competitivo con Rotterdam o Anversa dobbiamo avere una dinamica di governance che è come la loro, dove i territori sono azionisti dei porti, il che non vuol dire essere sganciati dal Governo centrale. No. Vuol dire esattamente l’opposto” secondo il primo cittadino del capoluogo ligure.

Nel comitato di gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale “siamo già rappresentati come Città metropolitana, non è rappresentato il Comune di Genova, non è la stessa cosa” ha aggiunto Bucci. “Fossi io a decidere vedrei il porto di Genova con un’Autorità che rappresenti non solo la città, ma tutte le componenti della città e soprattutto con una presenza locale molto più forte di quella che c’è oggi, guardate i porti delle altre città d’Europa, che sono Società per Azioni”. Secondo il sindaco “se Genova vuole essere competitiva con gli altri porti d’Europa, che hanno cinque marce nell’automobile, non possiamo presentarci con tre marce, altrimenti vinceranno sempre”.

Sul tema della governance del porto di Genova del futuro è intervenuto anche il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti: “I porti – ha detto – devono avere ovviamente una programmazione nazionale per quanto riguarda gli investimenti, ma credo che la competitività degli scali dipenda anche dall’impegno delle istituzioni locali: le autorità portuali dovrebbero essere legate in maniera molto forte alle autonomie del territorio”.

Toti ha poi aggiunto: “Il modello tedesco, come quello olandese, è particolarmente efficiente. In Germania esiste un sistema di lander, di rappresentanza, di costruzione della governance delle autorità portuali che funziona: un pezzo della fiscalità degli scali viene destinata agli investimenti, e questo si traduce nel fatto che le autorità portuali che portano più traffico hanno maggiori risorse da investire. Tutto questo rientra ovviamente in un’impostazione generale di spiccata autonomia, come richiesto da tante regioni. Il mio auspicio è che ci si sieda attorno a un tavolo e ci si incammini su questa strada, e che questo Governo, che sta facendo diverse riforme, porti avanti anche questa”.

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