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Riassetto in vista per i terminal di porto Marghera

Con tutte le concessioni dell’area in scadenza fra 2022 e 2024 e la recente emanazione, da parte del Governo centrale, dei noti provvedimenti in materia di crocieristica – concorso di idee per il terminal fuori Laguna e divieto di approdo alla stazione marittima per navi sopra le 40mila tonnellate di stazza lorda – l’Autorità di […]

di Nicola Capuzzo
13 Dicembre 2021
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Venezia Marghera air

Con tutte le concessioni dell’area in scadenza fra 2022 e 2024 e la recente emanazione, da parte del Governo centrale, dei noti provvedimenti in materia di crocieristica – concorso di idee per il terminal fuori Laguna e divieto di approdo alla stazione marittima per navi sopra le 40mila tonnellate di stazza lorda – l’Autorità di Sistema Portuale della Laguna ha compiuto il primo passo verso la conseguente riorganizzazione dei terminal mercantili di Marghera.

Un passo, come detto, reso necessario dal ripensamento dell’industria crocieristica e possibile proprio dal cosiddetto decreto Venezia, che al commissario straordinario (il presidente dell’Adsp Fulvio Lino Di Blasio) attribuisce poteri enormi come la facoltà di approvare varianti al piano regolatore con il solo limite dell’intesa col presidente della Regione e adeguamenti tecnici funzionali a piacimento.

Per la realizzazione di cinque attracchi per le navi da crociera a Marghera Di Blasio si è quindi subito messo al lavoro (due dovranno esser pronti nel 2022). E, a complemento di ciò, ha emanato nei giorni scorsi un’ordinanza in base a cui l’area di Molo A, Molo B e Molo Sali (su cui oggi insistono le concessioni di Vecon, Tiv Terminal Intermodale Venezia, Multiservice e parte di quella di Terminal rinfuse Italia) viene suddivisa suddivisa in quattro lotti (solo parzialmente corrispondenti alle suddette concessioni) “indivisibili (ossia non frazionabili dopo l’assegnazione), da assegnarsi previo esperimento di procedura ad evidenza pubblica”.

Nell’invitare chi vi abbia interesse a formulare quindi un’apposita istanza, il provvedimento mette a fuoco alcuni altri dettagli utili a inquadrare i futuri assetti di Marghera pensati dall’ente. L’Adsp, infatti, si riserva espressamente fra le altre cose “di dare attuazione al progetto di sviluppo e valorizzare del compendio ‘Montesyndial’ quale terminal destinato allo sviluppo del traffico container, attualmente in fase di approvazione presso gli organi competenti”, di “pianificare, sviluppare ed attuare ulteriori interventi volti a consentire l’uso portuale della cassa di colmata Molo Sali” e di rivedere eventualmente il quadro generale una volta che dovesse redigere il nuovo Piano Regolatore Portuale (“valutare la necessità di parziali adattamenti del layout dei terminal, in attesa della definitiva suddivisione territoriale da adottarsi in sede di elaborazione dei nuovi strumenti di pianificazione portuale, anche in funzione delle aree demaniali che diverranno via via disponibili”).

Considerazioni che trovano espressione grafica negli allegati all’ordinanza, qui riportati:

L’ordinanza fornisce poi una serie di indicazioni di compilazione delle istanze concessorie, sottolinea che chi avesse già fatto domanda di proroga (è il caso di Vecon e Tiv) dovrà provvedere ad un’integrazione e ribadisce “che le concessioni pluriennali che dovessero essere assentite in relazione ai compendi di cui alla presente ordinanza, potranno essere oggetto di modifica”.

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