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Nasce per l’AdSP di Genova una nuova società retroportuale (che salverà parte di Uirnet)

Rispetto a quanto scritto circa una settimana fa in materia di emendamenti segnalati (in ambito di preparazione della Legge di Bilancio 2022), la versione più recente (14 dicembre) del fascicolo delle misure scelte dai partiti per essere sottoposte a discussione registra due differenze in ambito portuale. Sono stati infatti re-inseriti due provvedimenti di interesse specifico […]

di Nicola Capuzzo
16 Dicembre 2021
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Porto Genova veduta aerea da ovest

Rispetto a quanto scritto circa una settimana fa in materia di emendamenti segnalati (in ambito di preparazione della Legge di Bilancio 2022), la versione più recente (14 dicembre) del fascicolo delle misure scelte dai partiti per essere sottoposte a discussione registra due differenze in ambito portuale.

Sono stati infatti re-inseriti due provvedimenti di interesse specifico dell’Autorità di Sistema Portuale di Genova e Savona. Uno è quello proposto da Italia Viva per accollare all’ente gestione e risorse (oltre 12 milioni di euro) pensate per tentare di rivitalizzare la moribonda società savonese Funivie Spa (teoricamente destinata dalla controllante Italiana Coke alla liquidazione da gennaio).

L’altro è un emendamento, firmato dal Partito Democratico, che interviene (anche attraverso la revoca di un suo decreto) sulla scelta compiuta nell’aprile 2019 dal commissario straordinario per la ricostruzione del ponte Morandi, il sindaco di Genova Marco Bucci (su suggerimento dell’AdSP guidata da Paolo Emilio Signorini), di affidare (senza gara) a Uirnet le risorse (30 milioni di euro) e i poteri (assoluti, essendo identici a quelli commissariali) definiti dal Decreto Genova per “le attività connesse alla progettazione, all’affidamento e all’esecuzione dei lavori, servizi e forniture (…) volti alla ottimizzazione dei flussi veicolari logistici nel Porto di Genova, ivi compresa la realizzazione del Varco di Ponente, e alla progettazione del nuovo centro merci di Alessandria Smistamento”.

Organismo pubblico (ma partecipato anche da soci privati), Uirnet, dotata per la bisogna anche di poteri espropriativi e forte pure dei fondi europei del progetto E-Bridge che tale affidamento le aveva reso possibile ottenere (circa 6 milioni di euro), avrebbe dovuto fare da stazione appaltante per la realizzazione, l’automazione e la gestione informatica del varco portuale genovese di Ponente, del varco di San Benigno e del centro Alessandrino.

Attività avviate ma ad oggi molto indietro a dispetto del “carattere di urgenza” del Decreto Genova: ad oggi risultano affidate la progettazione definitiva per il varco di Ponente (all’accoppiata Technital e F&M, già progettisti dalla nuova diga foranea e del ribaltamento a mare), conclusa (ma senza ancora l’esito) una manifestazione d’interesse per San Benigno e uno studio preliminare per Alessandria. Appalti per poche centinaia di migliaia di euro.

Esito forse non imprevedibile nel 2019. Poche settimane fa il Governo ha optato per la liquidazione di Uirnet, da oltre tre lustri impegnata invano alla realizzazione della Piattaforma Logistica Nazionale. Invece che lasciare che, come per tutto il resto, Uirnet fosse surrogata dalla società in house ministeriale Ram Spa, ecco però l’emendamento-salvagente (promosso peraltro dal Partito Democratico, all’opposizione in Comune a Genova) che consentirà a Bucci e Signorini di dare “continuità” alla decisione di quasi tre anni fa.

“Al fine di garantire la continuità delle attività di cui all’articolo 6 del decreto legge 28 settembre 2018, n. 109” (cioè quelle affidate a Uirnet) il provvedimento prevede la creazione di una newco ad azionariato pubblico per almeno l’80% del capitale, in quote eguali suddiviso fra Regione Liguria, Regione Piemonte e AdSP di Genova. A tale società sarà affidata “la missione di realizzare il varco di San Benigno (…), il varco portuale di Ponente, lo sviluppo del Polo di Alessandria e le infrastrutture retroportuali” di Rivalta Scrivia, Arquata Scrivia, Novi San Bovo, Alessandria, Piacenza, Castellazzo Bormida, Ovada Belforte, Dinazzano, Milano Smistamento, Melzo e Vado Ligure (previsione di difficile lettura, trattandosi per la maggior parte di strutture già esistenti, private e in parte neppure site in Liguria o Piemonte).

Non solo, perché si prevede che alla newco sia trasferito “tutto quanto realizzato o in corso di realizzazione in attuazione del decreto commissariale succitato” e che in essa siano “assorbite fino a 7 unità di personale con competenze multidisciplinari, individuate fra le risorse di diglTAlog (nuovo nome di Uirnet, ndr)”, cioè non solo fra i dipendenti, ma anche fra i dirigenti. E si dota l’AdSP, per far fronte a tutto ciò, di altri 2,5 milioni di euro, non risultando evidentemente sufficienti i 30 milioni del Decreto Genova.

Andrea Moizo

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