• Chi siamo
  • Contatti
  • Perchè
  • Pubblicità
  • English
Il quotidiano online del trasporto marittimo

Il quotidiano online del trasporto marittimo

logo shipping italy
  • Home
  • Navi
  • Porti
  • Spedizioni
  • Cantieri
  • Interviste
  • Politica & Associazioni
  • Inserti speciali
  • Market report
  • Home
  • Navi
  • Porti
  • Spedizioni
  • Cantieri
  • Interviste
  • Politica & Associazioni
  • Inserti speciali
  • Market report
Il quotidiano online del trasporto marittimo

Il quotidiano online del trasporto marittimo

Navi

Le incertezze finanziarie e strategiche interessano anche lo shipping di Acciaierie d’Italia

Alcuni armatori segnalano sempre maggiori timori a lavorare con l’ex-Ilva per i ritardi nei pagamenti ma l’azienda smentisce criticità. Intanto la flotta è passata sotto gestione tecnica e commerciale di Scorpio

di Nicola Capuzzo
12 Maggio 2022
Stampa
Megrez (Ilva Servizi Marittimi) in Genoa NC (4)

“A Taranto ci sono diverse navi alla fonda in attesa di scaricare. Finchè ‘il conto non sarà saldato’ non sbarcheranno il carico. Ci sono armatori che in questo momento preferiscono non lavorare con Acciaierie d’Italia perchè le incertezze e i ritardi nei pagamenti preoccupano”. Questa segnalazione è arrivata a SHIPPING ITALY da una fonte che per evidenti motivi chiede di rimanere anonima ma trova conferma anche in altri stakeholder di mercato, tutti per ragioni differenti coinvolti in affari con l’ex Ilva e più o meno preoccupati dalla situazione attuale.

Le ben note vicende riguardanti il futuro della più grande acciaierie d’Europa e in generale del gruppo siderurgico oggi partecipato da Arcelor Mittal e Invitalia, tengono la società Acciaierie d’Italia in una condizione di costante instabilità e incertezza che non aiuta né la programmazione industriale, né gli investimenti, né la solidità finanziaria e di conseguenza crea un effetto a cascata anche sui trasporti marittimi e sulla logistica in & out verso gli stabilimenti del gruppo. Negli ultimi mesi, secondo quanto ricostruito, qualche armatore è dovuto ricorrere alle vie legali per sollecitare il saldo di fatture relative a spedizioni via nave di materie prime o semilavorati dirette a Taranto.

Molte delle criticità emergono dal mancato acquisto degli stabilimenti da Ilva in amministrazione straordinaria con ricadute gestionali ed economiche importanti; il contratto sottoscritto da Invitalia e ArcelorMittal nel dicembre 2020 subordinava l’acquisto degli asset da parte di Acciaierie d’Italia e la contestuale salita al 60% del socio pubblico alla realizzazione di condizioni sospensive che entro il 31 maggio avrebbero dovuto realizzarsi ma che invece non vedranno la luce (ovvero il dissequestro degli impianti a Taranto e un nuovo piano ambientale). L’attuale contratto d’affitto degli stabilimenti termina proprio il 31 maggio e se questi accordo non saranno in qualche modo prorogati o rinegoziati Acciaierie d’Italia dovrebbe in teoria restituire gli asset a Ilva in amministrazione straordinaria, la quale a sua volta si troverebbe a dover corrisponderle indennizzi e restituzione degli investimenti fatti in questo periodo. Una stuazione che evidentemnete non consente ad Acciaierie d’Italia di ottenere linee di credito significative dalle banche e da qui trae origine la situazione di stress finanziario che si riverberà anche nei contratti di fornitura con le società armatoriali. “Si naviga a vista sia sui noleggi che sui pagamenti” è l’espressione che una fonte utilizza per spiegare quello che sta avvenendo nella divisione shipping dell’ex-Ilva.

A questo proposito l’azienda ha fatto però sapere che “i pagamenti per navi e carichi sono regolari come da contratto”; poi ha aggiunto “per quanto riguarda gli altri pagamenti sono in linea con la prassi di mercato”. A Taranto arrivano minerali di ferro e carbone mentre in uscita vengono spediti semilavorati (diretti ad esempio a Genova) e prodotti siderurgici.

Ma che fine ha fatto invece la flotta di navi sotto il cappello di quella che una volta era la società armatoriale Ilva Servizi Marittimi e ribattezzata Adi Servizi Marittimi? Una barge (Megrez) attualmente si trova nell’area delle riparazioni del porto di Genova presso il cantiere San Giorgio del Porto e da qualche mese la gestione tecnica e commerciale di tutte le unità è passata al gruppo monegasco Scorpio guidato e controllato dai fratelli Emanuele e Filippo Lauro. Alle loro cure sono stati affidati sia gli spintori, che le barge così come la nave ammiraglia della flotta, vale a dire la Capesize bulk carrier Gemma, che attualmente viene impiegata a time charter per impieghi sia al servizio di Iva che di altri caricatori e noleggiatori.

Intanto anche a Genova la posizione di affittuaria sta pesando sull’attività di Acciaierie d’Italia. In tre giorni, infatti, la società ha dovuto incassare l’inammissibilità di due ricorsi al Tar, che non le ha riconosciuto il titolo all’azione proprio perché affittuaria e non proprietaria degli impianti di Ilva. Con la seconda sentenza Acciaierie d’Italia ha perso il ricorso contro la locale Autorità di Sistema Portuale per l’annullamento dell’atto con cui l’ente aveva disposto l’occupazione non preordinata all’esproprio di alcune aree nella disponibilità dell’acciaieria, per l’esecuzione dei lavori di riassetto della viabilità portuale.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY

Attenzione: errori di compilazione
Indirizzo email non valido
Indirizzo email già iscritto
Occorre accettare il consenso
Errore durante l'iscrizione
Iscrizione effettuata
Market Report
Tutte le notizie
Costa Firenze e Aida Nova (Costa Crociere) a Dubai
Crociere in Medio Oriente verso uno stop almeno biennale
Dall’analisi di Ticketcrociere emerge la diminuzione della domanda nel Golfo e la preferenza per le rotte oltreoceano, influenzate dall’incertezza geopolitica
  • crociere
  • Golfo Persico
  • Mar Rosso
  • Matteo Lorusso
  • Ticketcrociere
2
Market report
31 Marzo 2026
Axs 1
Più di mille navi imprigionate in Golfo Persico, 7 sono uscite negli ultimi giorni
Oltre 700 trasmettono un segnale attivo, mentre 323 hanno spento i loro transponder o sono sospettate di manipolazione o spoofing…
  • Golfo Persico
  • Hormuz
  • Stretto
2
Economia
30 Marzo 2026
Nave da crociera MSC – Stazioni Marittime Genova – MSC Crociere
Dalle crociere un indotto di 18,1 miliardi in Italia secondo Clia
Ai 3,4 miliardi di investimenti nei cantieri navali, si aggiungono 2,9 miliardi di acquisti diretti, 1,7 miliardi di spesa di…
  • CLIA
  • impatto
  • indotto
  • Italia
2
Market report
30 Marzo 2026
Ravenna Container Terminal .JPG
Srm: “Crolla il treno, cresce il porto di Ravenna nell’import-export di container italiano”
Secondo la survey sui corridoi logistici gli spedizionieri si confermano fornitore logistico privilegiato (92%) e la resa Ex-Works sale ancora…
  • container
  • Contship
  • corridoi logistici
  • SRM
3
Market report
25 Marzo 2026
Transport legal
Avvocati marittimisti: chi sono i migliori per il 2026 secondo Chambers & Partners
Advant Nctm, Dardani Studio Legale, Siccardi Bregante & C e Studio Legale Mordiglia si confermano nella Band 1
  • avvocati marittimisti 2026
  • Chambers & Partners
2
Market report
24 Marzo 2026
Il quotidiano online del trasporto marittimo
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Perchè
  • Pubblicità
  • English

© SHIPPING ITALY (Riproduzione riservata – All rights reserved)
Testata iscritta nel registro stampa del Tribunale di Genova n.608/2020 edita da Alocin Media Srl
Direttore responsabile: Nicola Capuzzo

  • Informativa Cookie
  • Informativa Privacy
  • P. IVA: 02499470991
Credits: Edinet s.r.l. - Pietra Ligure (SV)