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Cosulich: “La Russia vuole impadronirsi della nostra nave a Mariupol”

L’armatore sperava di far ripartire in questi giorni verso l’Italia la general cargo Tzarevna con a bordo 15.000 tonnellate di bramme

di Nicola Capuzzo
31 Maggio 2022
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Tzarevna

“La Russia vuole nazionalizzarsi la nostra nave general cargo Tzarevna che dall’inizio del conflitto in Ucraina si trova nel porto di Mariupol. In pratica la Repubblica di Doneck si vuole impossssare della nave e del carico”. Ad annunciarlo a SHIPPING ITALY è Augusto Cosulich, amministratore delegato del gruppo Fratelli Cosulich che controlla la società armatoriale Vulcania proprietaria di questa nave, ferma in banchina dal 24 febbraio scorso, e di altre unità simili che però in questo momento operano lontano dal Mar Nero e dale Mare d’Azov.

“Lo abbiamo appreso poco fa dal nostro agente marittimo locale” aggiunge Cosulich, precisando che “la nave batte bandiera maltese e io sono Console di Malta in Italia per cui ci siamo già mossi per avviare una formale protesta diplomatica”. Dal punto di vista assicurativo la nave e il carico non avevano un’apposita copertura sui rischi guerra.

La sensazione è che ci sia poco da fare e che il destino di questa nave sia quello di passare nelle mani della Russia con tutto il suo carico di bramme che l’armatore genovese confidava di poter portare a sbarcare in Italia, a Monfalcone, approfittando della riapertura della navigazione nel Mar Nero dopo che un tratto di mare era stato sminato. “La nave oggi ha un valore di mercato di circa 8-9 milioni di dollari mentre il carico di bramme vale 12 milioni di dollari” informa il numero uno della Fratelli Cosulich, ricordano che in questo momento sono imbarcati 5 marittimi bulgari.

Sulla questione è interventuo anche il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, dicendo che “quanto sta avvenendo con la nave Tzarevna di proprietà di una società del Gruppo Fratelli Cosulich, con sede a Genova, è inammissibile e grave: la nave rischia di essere nazionalizzata dal governo della nuova Repubblica di Doneck e cioè sottratta ai proprietari italiani. Come presidente della Regione Liguria esprimo tutta la mia solidarietà all’armatore genovese con cui sono in contatto e assicuro il mio impegno anche nei confronti del governo: sono in contatto anche con il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che ci ha già assicurato tutto l’impegno della Farnesina per evitare questo danno significativo nei confronti del nostro paese e di uno dei principali gruppi armatoriali italiani”.

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