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Scarpa (Archimede Gruden) presenta il suo programma per la presidenza di Fedespedi

Dai timori per il fatto che la sua società è controllata da Fratelli Cosulich alla promessa di proseguire la battaglia contro i fattori che avvantaggiano i vettori marittimi

di Nicola Capuzzo
13 Giugno 2022
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Scarpa Andrea (Archimede Gruden) NC

Andrea Scarpa, veneziano, amministratore delegato della società di spedizioni Archimede Gruden, nelle prossime ore illustrerà nel dettaglio agli associati di Fedespedi la propria candidatura al vertice delle Federazione nazionale delle imprese di spedizioni internazionali di cui negli ultimi anni è stato vicepresidente con delega al settore marittimo. Se la vedrà con Alessandro Pitto, genovese, vertice della società di spedizioni Casasco & Nardi nonché presidente uscente dell’associazione Spediporto. L’elezioni, a cui voteranno le singole aziende (dunque non le associazioni territoriali). avverrà la prossima settimana.  In questa intervista a SHIPPING ITALY Andrea Scarpa intende fornire alcuni spunti su quelle che sono le sue idee e il suo ‘programma elettorale’.

 

Partiamo dal raccontare perché questa volta si è arrivati ad avere due candidati alla presidenza di Fedespedi?

“Mi limiterei a rilevare che le associazioni territoriali di Milano (Alsea) e di Genova (Spediporto) si sono coalizzate per esprimere un proprio candidato che non a caso ha presentato agli associati il proprio programma proprio dalla sede dell’associazione milanese degli spedizionieri e trasportatori. Io lo farò dalla sede di Fedespedi perché mi sembra più corretto e penso di avere il supporto del resto d’Italia.”

Sembra profilarsi quasi una sfida Milano-Genova contro resto d’Italia dunque. La sua candidatura, però, viene vista con sospetto da alcuni per il fatto che Archimede Gruden è parte del gruppo Fratelli Cosulich, una delle maggiori agenzie marittime in Italia. Gli agenti che si insinuano nell’associazione degli spedizionieri: come risponde?

“Intanto rispondo dicendo che il 40% dell’azienda ancora oggi è mio e della figlia del mio ex socio e poi precisando che la controllante di Archimede Gruden è Express Srl (Express Global), un puro spedizioniere che fattura 100 milioni di euro in Italia e altri 80 milioni all’estero.

Il sottoscritto dal 1976 fa lo spedizioniere e Archimede Gruden ha una storia che risale al 1930: dopo 40 anni di professione nelle spedizioni marittime non ho certo intenzione di fare gli interessi delle compagnie di navigazione né degli agenti marittimi.”

Il Gruppo Fratelli Cosulich con questa candidatura cosa le ha chiesto?  

“Augusto Cosulich l’ha già detto molto chiaramente come la pensa, in occasione di un convegno organizzato a Genova dal Gruppo Giovani di Assagenti. L’agenzia marittima deve fare l’agenzia marittima, lo spedizioniere deve difendere l’attività dello spedizioniere, siamo contrari alle integrazioni verticali dei vettori marittimi che negli ultimi anni si sono consolidati e operano attraverso tre alleanze.

Fratelli Cosulich è ancora oggi un agente marittimo indipendente, uno dei pochi rimasti nel settore dei container, e anche da questo punto di vista vive problematiche simili a quelle degli spedizionieri. La maggiore garanzia sul mio programma di mandato che posso dare è rappresentata dal fatto che Fratelli Cosulich per il futuro punta molto e soprattutto sul business delle spedizioni.”

Quali sono dunque le proposte che intende presentare come candidato?

“Intendo portare avanti il lavoro svolto nell’ultimo mandato dalla presidente uscente Silvia Moretto e dal sottoscritto in qualità di vicepresidente con delega alla sezione marittima. Dunque proseguire la battaglia avviata da Fedespedi, da Clecat e dai caricatori per avere uguali condizioni competitive rispetto ai global carrier.

Come noto una grossa problematica oggi è rappresentata dal fatto che i vettori marittimi possono applicare alle spedizioni complete il trattamento fiscale di favore di cui godono in virtù delle Tonnage Tax. Su certi segmenti d’attività ci troviamo a competere noi spedizionieri con aliquote fiscali ben superiori a quelle degli armatori. Questa disparità di tassazione non è accettabile e si aggiunge ad altri privilegi come la Block Exemption Regulations e altri.”

Lei è fra quelli che sostengono sia in atto un cartello di mercato da parte delle compagnie di navigazione?

“Le conclusioni a cui è giunta recentemente la Federal Maritime Commission (nessuna evidenza di un cartello in atto, ndr) confesso che mi hanno sorpreso e lasciato amareggiato ma accolgo con favore l’interesse degli Stati Uniti a porre mano al problema del rincaro dei noli come detto dal presidente Biden. Quello che vedo sul mercato è che le compagnie, cancellando alcune partenze, adeguano la capacità di stiva alla domanda di spedizioni mantenendo le rate di nolo elevate.

Dal 2023 inizieranno a entrare sul mercato le nuove navi più grandi che sono state ordinate negli ultimi anni e lì potremo capire cosa succederà e se cambierà qualcosa rispetto ai trend attuali. Ultimamente abbiamo iniziato già a vedere alcune aperture da parte dei vettori su noli inferiori rispetto al recente passato”.

Se sarà eletto presidente di Fedespedi che azioni si impegna a realizzare?

“Questa battaglia contro i vettori marittimi per riportare il mercato a pari condizioni competitive sarà una delle mie priorità, così come intendo proseguire il lavoro relativo ai fondi che il Pnrr mette a disposizione per promuovere la digitalizzazione del lavoro e della nostra categoria. È stata poi condotta da Ipsos un’indagine su come la categoria della logistica e degli spedizionieri sia percepita dalla popolazione: durante la pandemia una maggiore percezione del valore del nostro mestiere è emersa ma ora bisogna consolidarla. Come? Ad esempio con una maggiore presenza sui media e attraverso dei nuovi testimonial.

Mi lasci aggiungere un’ultima cosa…”

Prego.

“Se sarò presidente di Fedespedi posso già indicare che, a proposito delle rielezioni di Confetra, squadra che vince non si cambia per cui la mia idea sarebbe quella di riconfermare in toto il presidente Guido Nicolini, il direttore generale Ivano Russo e tutto il loro team. Non posso che esprimere loro gratitudine e volontà di riconfermarli per l’ottimo lavoro svolto durante quest’ultimo mandato”.

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