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Anche le associazioni dei formatori marittimi si oppongono alla deroga per i traghetti

Aniformar e Conforrmar auspicano che il provvedimento d’emergenza rappresenti un unicum non replicabile in futuro perché non si deve abbassare le soglie di sicurezza sulle navi

di Redazione SHIPPING ITALY
3 Agosto 2022
Stampa
Massolo Eugenio

Dopo le esternazioni del (quasi ex) senatore Gregorio De Falco, critiche verso la scelta di consentire l’imbarco sui traghetti di personale di camera senza libretto di navigazione sono state espresse anche dalle associazioni Aniformar (Associazione nazionale italiana formatori marittimi) e Conformar (Associazione confederazione formatori marittimi…).

Le associazioni presiedute rispettivamente da Eugenio Massolo e Roberto Polisetti in una nota congiunta scrivono: “Era molto difficile trovare una soluzione senza aprire crepe nel regime di Registro Internazionale che tutela l’occupazione nazionale, aprendo a lavoratori extracomunitari e si è optato per una soluzione, altrettanto discutibile, che apre all’imbarco di lavoratori non iscritti alla Gente di Mare. Bastava – dicono le associazioni -qualche settimana di anticipo nell’affrontare una emergenza, che si avvia ad essere strutturale, per trovare soluzioni che abbreviassero e semplificassero le lunghe procedure burocratiche per consentire l’imbarco di lavoratori non iscritti al Registro della Gente di Mare, senza creare un precedente assai pericoloso, quello di mettere a bordo lavoratori senza l’addestramento obbligatorio previsto dalla normativa Nazionale, dall’EMSA e dalla Convenzione Internazionale STCW”.

Secondo le due associazioni “tale addestramento obbligatorio, per tutto il personale imbarcato, a qualunque titolo e per qualunque funzione a
bordo, si riferisce ai corsi quali Sopravvivenza e Salvataggio, Antincendio, Assistenza Passeggeri, necessari in modo che, all’occorrenza, i lavoratori a bordo siano in grado di tutelare sé stessi e gli ospiti della nave. Derogare, anche temporaneamente, a queste garanzie di sicurezza a bordo, introduce un conflitto tra due esigenze, entrambe inderogabili: necessità operativa dei vettori navali e tutela dei livelli di safety a bordo. Forse si è arrivati troppo tardi ad affrontare la crisi; con non molto anticipo si poteva fare meglio e come Centri di Addestramento e Formazione Marittima accreditati presso l’Autorità Marittima saremmo stati ben lieti di metterci a disposizione con le nostre competenze e strutture addestrative per venire incontro alle esigenze della Marineria Nazionale, anche proponendo la deroga della sospensione delle attività addestrative nelle due settimane di agosto, al
fine di offrire il massimo del servizio necessario”.

Anbiformar e Conformar auspicano che “tale provvedimento di emergenza adottato dal MIMS rappresenti un unicum non replicabile in
futuro, perché è interesse di tutti non abbassare mai le soglie di sicurezza sulle nostre navi. Ritenendoci, a pieno titolo, attori dei processi addestrativi e formativi che l’Autorità Marittima Nazionale dispone, sulla base di Convenzioni Internazionali, a favore dei marittimi e delle Compagnie di Navigazione, avendo affrontato in questi ultimi due anni, a causa della Pandemia, altri problemi complessi sul piano addestrativo, per poter garantire ai marittimi di continuare ad operare con le necessarie certificazioni, ci rendiamo disponibili nei confronti delle istituzioni e delle Parti Sociali per qualunque tipo di collaborazione che consenta, per il futuro, di affrontare situazioni emergenziali senza derogare ai livelli essenziali di sicurezza a bordo”.

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