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Cantieri

Zero vendite di portacontainer per demolizione nei primi sei mesi del 2022

Un fenomeno che non si verificava da anni e che potrebbe – secondo la società di analisi Alphaliner – proseguire fino a inizio 2023

di Redazione SUPER YACHT 24
26 Agosto 2022
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A Daisen (Alibaba, Transfar)

Secondo l’aggiornamento settimanale di Alphaliner l’azzeramento delle vendite delle navi portacontenitori destinate alla demolizione avuto nel primo semestre 2022 è un fenomeno che non si verificava da molti anni e nota che anche nelle vendite per il riciclaggio nello stesso periodo si sono toccati dei minimi storici.

La ragione è da ricercarsi nell’alta remunerazione del noleggio e dei noli che spingono gli armatori a proseguire le attività commerciali con navi ormai di vecchia generazione evitando la loro demolizione nonostante i ricavi interessanti che ne conseguirebbero.

Questa fase di azzeramento al ricorso alla demolizione segue comunque al trend di diminuzione iniziato nello scorso anno nel quale solo 19 navi, per una capacità totale di 16.500 Teu, erano state demolite; la diminuzione è ancora più significativa – spiega Alphaliner – se la capacità 2021 viene confrontata con quella del 2020 di 194.500 Teu, e ancora di più risalta a confronto con quelle degli anni 2017 e 2016 che riportano rispettivamente 417.000 e 655.000 Teu.

Il trend di stallo nella demolizione secondo Alphaliner resterà su questi standard anche nel secondo semestre dell’anno stimando tra l’altro per l’intero 2022 un massimo di 30.000 Teu ma con forte possibilità di quantitativi inferiori, forse addirittura inferiori ai 16.500 Teu riciclati nel 2021.

Tornando agli allettanti prezzi di demolizione: hanno oscillato tra i 600 e i 700 dollari per tonnellata di dislocamento leggero (ldt) nel subcontinente indiano e tra i 300 e i 450 dollari per ldt in Turchia; sono stati quindi particolarmente alti, ma non abbastanza da poter favorire il tonnellaggio.

Sempre secondo la società di analisi Alphaliner gli armatori continueranno ad evitare la demolizione, data la scarsità di tonnellaggio che potrebbe continuare ad avvantaggiare i guadagni commerciali fino a fine 2022 – inizio 2023.  Da quel momento si prevede un ritorno al rischio di sovraccapacità dovuto alle nuove costruzioni di navi la cui capacità inciderà per 2,3 milioni di Teu sul mercato. Questo impatto potrebbe verificarsi nel secondo semestre 2023 dando il via alla ripresa delle vendite per demolizioni per una potenziale capacità di 250.000 Teu, che potrebbe proseguire ed aumentare con gli ulteriori 2.8 milioni di Teu di nuove costruzioni del 2024.  Alphaliner prevede che, a quel punto, 350.000 Teu di vecchi container saranno in eccedenza e pronti per il riciclaggio.

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