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Cdp, Bei e Intesa Sanpaolo finanziano con 160 Mln l’ampliamento del terminal Lsct

Il finanziamento servirà all’acquisto di nuove gru di banchina di ultima generazione, di quelle di piazzale Asc (automated stacking crane) e di altre dedicate al servizio di terra, oltre al miglioramento dell’infrastruttura nel suo complesso

di Redazione SHIPPING ITALY
3 Ottobre 2022
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La Spezia Container Terminal ampliamenti previsti

Migliorare l’accessibilità portuale con il rafforzamento dell’impianto ferroviario e generare impatti positivi sull’occupazione e sull’ambiente. Questi gli obiettivi dichiarati del finanziamento da 160 milioni che Cassa Depositi e Prestiti (Cdp), Intesa Sanpaolo e Banca Europea degli Investimenti (Bei) hanno concesso a La Spezia Container Terminal (società privata parte del gruppo Contship Italia e partecipata dalla Marinvest di Msc), società attiva nella movimentazione di merci containerizzate nello scalo ligure.

Una nota spiega più nel dettaglio che le risorse sosterranno il piano investimenti di Lsct – perfezionato il 29 luglio 2022 con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale – dedicato all’acquisto di nuove gru di banchina di ultima generazione, di quelle di piazzale Asc (automated stacking crane) e di altre gru dedicate al servizio di terra, oltre al miglioramento dell’infrastruttura nel suo complesso. I lavori riguarderanno principalmente: la costruzione di una nuova banchina, la realizzazione di un piazzale operativo, i lavori presso la Marina del Canaletto e infine il rafforzamento dell’impianto ferroviario nel movimento a terra delle merci. “Lo sviluppo di tali opere permetterà al terminal di raggiungere una capacità totale di movimentazione pari a circa 2 milioni di Teu e una quota di trasferimento delle merci tramite ferrovia che aumenterà dall’attuale 33% fino al 50%. In questo modo il porto di La Spezia potrà diventare sempre più centrale nel Mar Ligure, dove rappresenta uno dei punti di ingresso dei principali corridoi di trasporto che collegano l’Europa centrale e settentrionale” aggiungono i finanziatori.

L’operazione è stata strutturata dalla Direzione corporate finance mid-cap della divisione Imi Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo (che opererà inoltre in qualità di banca agente), da Cdp e da Bei.

Il finanziamento ha una durata complessiva di 15 anni con un periodo di disponibilità fino a dicembre 2025 “ed è finalizzato a sostenere un’infrastruttura strategica per il Paese e un nodo importante nel Mediterraneo. I lavori di ampliamento, razionalizzazione ed efficientamento del terminal, infatti, potranno aumentare la competitività del sistema logistico nazionale nel suo complesso, anche grazie all’adozione di soluzioni di automazione ed elettrificazione all’avanguardia, in linea con i più moderni porti del Nord Europa” è scritto ancora nella nota.

Oltre a ciò il progetto è coerente con il Piano strategico 2022-2024 di Cdp e segue le priorità di intervento individuate dalle Linee guida strategiche settoriali relative ai trasporti e nodi logistici ma punta anche a generare impatti positivi sull’ambiente pur considerando l’importante aumento delle movimentazioni. “Le emissioni di CO2 per Teu movimentato, a regime, verranno dimezzate, mentre quelle complessive a partire dal 2026 saranno ridotte di circa il 10%” spiegano ancora i protagonsiti dell’accordo.

Andrea Clerici, capo divisione Bei per finanziamenti infrastrutture, energia e settore pubblico in Italia e Malta, ha dichiarato: “Con questa operazione la Bei si conferma come il principale finanziatore dei porti italiani e, ancora una volta, dimostra il proprio impegno nel sostenere lo sviluppo economico e la decarbonizzazione del settore portuale, un elemento fondamentale per permettere all’Italia di rimanere uno dei principali attori europei per il trasporto marittimo”.

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