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Subito firmato da Adsp e Webuild il contratto per la nuova diga di Genova

I lavori cominceranno ad aprile, ma restano il nodo della direzione lavori (e del rapporto col verificatore del progetto) e il giallo dell’anticipo del pagamento

di Andrea Moizo
23 Novembre 2022
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Webuild – nuova diga foranea di Genova

“È stato firmato il contratto per la costruzione della nuova diga di Genova”.

A dare in questi termini la notizia non è stata né la stazione appaltante (l’Autorità di Sistema Portuale di Genova) né il commissario per l’opera (il presidente del medesimo ente Paolo Emilio Signorini), né l’aggiudicataria (la cordata guidata da Webuild), bensì il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, celebrando la decisione del Tar di Genova di rigettare la richiesta di sospensiva dell’aggiudicazione avanzata dalla cordata seconda classificata, capitanata da Eteria: “Viene così scongiurata ogni ipotesi di blocco di un cantiere fondamentale. La priorità è partire con i lavori nel più breve tempo possibile: con la firma del contratto non ci saranno battute d’arresto e verrà garantita la realizzazione dell’opera nei tempi previsti e questa non può che rappresentare una notizia bellissima per tutti noi”.

A proposito del calendario dei lavori, qualche indicazione è stata fornita pochi giorni fa dal Rup (responsabile unico del procedimento) Marco Vaccari, dirigente dell’Adsp, in ocasione del convegno organizzato da Animp (Associazione nazionale impiantistica industriale). Detto che già in pendenza di giudizio sulla sospensiva l’Adsp aveva emesso un ordine di servizio a Webuild per – si legge nella memoria dell’ente – “l’immediato avvio della progettazione esecutiva della fase A, procedendo all’accorpamento dei livelli di progettazione definitiva ed esecutiva, nonché all’avvio di tutte le attività ad essa prodromiche o comunque connesse quali, a titolo esemplificativo, le indagini”, lo step successivo dovrebbe riguardare, il 5 dicembre, “sondaggi, campi prove (che secondo il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici avrebbero dovuto essere approntati prima dell’aggiudicazione, nda), aree di cantiere” (l’ente non ha ancora chiarito dove).

“L’avvio dei lavori di costruzione”, invece, coincide col giorno previsto per l’emanazione del decreto di approvazione della progettazione, vale a dire il 3 aprile 2023. Il che apre, però, a due considerazioni. Perché fra le due suddette date (5/12/2022 e 3/4/2022) sono previste due cose. La prima è la verifica della progettazione (definitiva ed esecutiva), affidata alcuni mesi fa a Its Controlli Tecnici/Socotec.

Si tratta di una società appartenente allo stesso gruppo di cui fa parte Progetti Europa&Global, la società seconda classificata nella gara per il project management, la cui aggiudicazione, dopo la recente pronuncia del Consiglio di Stato, è ancora in attesa di definizione: se Rina Consulting dimostrerà di soddisfare il requisito del contratto di punta, s’aggiudicherà l’appalto, sennò toccherà a Peg. Ma, siccome il project manager ha un ruolo di coordinamento ben preciso anche “nella redazione del progetto definitivo ed esecutivo e nella gestione del relativo iter approvativo necessario all’avvio dei lavori”, potrebbe non esser indifferente che Its debba verificare il lavoro di Peg oppure quello di Rina in ragione di un contenzioso perso dalla consorella.

La seconda ‘attività’ menzionata da Vaccari solleva interrogativi anche più spinosi (per ora senza risposta da parte di palazzo San Giorgio). Si tratta infatti della “anticipazione del 30% del contratto” fissata al 15 dicembre. In attesa di ulteriori chiarimenti, sembra di capire che l’Adsp a metà del prossimo mese verserà alla cordata di Webuild 253 milioni di euro di anticipo (il 30% appunto degli 843 milioni dell’appalto), da ripartirsi in quota parte fra i progettisti F&M e Ramboll (circa 5,5 milioni) e gli esecutori dei lavori Webuild, Fincantieri, Fincosit e Sidra.

Tale previsione, però, sembra cozzare con la bozza di contratto letta da SHIPPING ITALY e con la normativa in materia da essa richiamata. Che è disciplinata dal Decreto Rilancio, il quale stabilisce sì che la soglia normalmente prevista dal Codice degli appalti possa essere portata dal 20% al 30%, senza però il venir meno delle condizioni da esso stabilite, cioè il rilascio di adeguate garanzie fidejussorie e “l’effettivo inizio delle rispettive prestazione” (l’espressione del Codice è ripresa testuale nella bozza di contratto). Il 15 dicembre la ‘prestazione progettuale’ soddisferà tale criterio ma, evidentemente, non quella dell’esecuzione dei lavori, calendarizzata come detto dalla stessa Adsp al prossimo aprile: su quali basi giuridiche quindi l’ente sborserà a Webuild e soci 247,5 milioni di euro al momento non è chiaro.

“Oggi abbiamo firmato. L’avevamo preventivato dopo l’ordinanza del Tar di lunedì e avevamo preparato la documentazione e proprio raccogliendo la motivazione principale dell’ordinanza siamo andati spediti con la firma” ha spiegato il presidente dei porti di Genova e Savona, Paolo Emilio Signorini, parlando a margine della presentazione del primo Bilancio di sostenibilità dell’Autorità di sistema portuale. “Ora si va avanti, anche se il tribunale dovesse decidere una cosa diversa nel merito” ha sottolineato. “E’ l’impianto della norma specificamente previsto per le principali opere del Pnrr, è una misura che essenzialmente pone rimedio a uno dei principali mali del nostro sistema che con un meccanismo di sospensive aveva come effetto ultimo che l’opera non poteva mai partire. Con questo sistema siamo sicuri di poter partire e andare comunque avanti con l’opera”. Se poi nel merito il Tar, che ha respinto la richiesta di sospensiva, dovesse dare ragione ai ricorrenti, ormai con la firma fatta sarà la cordata Webuild, Fincantieri Infrastructure, Fincosit e Sidra ad andare avanti con l’opera e consorzio Eteria- Acciona potrebbero, nel caso, ricevere solo un risarcimento finanziario. “Anche se noi riteniamo non ne sussistano i presupposti nel caso sarà questo il rimedio previsto” ha aggiunto il presidente della port authority.

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