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La Lega ‘sceglie’ i portuali livornesi a scapito di quelli genovesi

Bocciato l’emendamento che doveva compensare l’apertura alle imprese portuali dei fondi destinati agli articoli 17, portando al 25% la quota di tasse di imbarco/sbarco da utilizzare in tal senso

di Redazione SHIPPING ITALY
7 Dicembre 2022
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Sciopero portuali

Come era prevedibile, l’emendamento di materia portuale selezionato dai senatori della Lega per la prosecuzione nell’iter di conversione del Decreto Aiuti Quater, di cui ieri SHIPPING ITALY ha dato notizia, ha creato subbuglio negli ambienti sindacali genovesi.

La misura, che consentirà, una volta approvata, alle Autorità di Sistema Portuale di utilizzare il 15% delle tasse di imbarco/sbarco non solo per formazione, ricollocazione e prepensionamenti dei lavoratori degli articoli 17, ma anche per i prepensionamenti dei dipendenti delle imprese portuali (articoli 16) “titolari di contratti d’appalto di attività comprese nel ciclo operativo” (espressione che contribuisce ad identificare il principale beneficiario nel Gruppo Cpl di Livorno), rischia infatti di impattare sulle risorse a disposizione dell’ente genovese impegnato in un articolato e pluriennale piano di pensionamenti anticipati delle compagnie portuali dei porti del sistema (Culmv e Culp).

Non a caso avrebbe dovuto essere accompagnata da un altro emendamento, a firma degli stessi proponenti (i senatori Marco Dreosto, Manfredi Potenti, Elena Trestor), elaborato appositamente per compensare lo storno di risorse dai 17 ai 16 con una riscrittura del comma 15bis dell’articolo 17 della legge portuale che avrebbe permesso (qui sotto il testo completo) alle Adsp di alzare al 25% la quota utilizzabile di tasse di imbarco/sbarco da destinare all’esodo anticipato dei lavoratori.

Al momento però di selezionare gli emendamenti da portare in commissione, il gruppo parlamentare della Lega, dovendo ridurre il numero complessivo di proposte modificative da sottoporre al voto, ha stralciato l’emendamento ‘genovese’, salvando quello ‘livornese’. Fra iter di conversione del Decreto Aiuti Quater da completare, Finanziaria appena varata e Milleproroghe in arrivo, non mancheranno tuttavia le occasioni per ulteriori interventi sul tema, come ha confermato lo stesso Potenti: “Gli emendamenti depositati sul dl aiuti quater che riguardano i lavoratori portuali, comunque classificati, sono tutti meritevoli di attenzione. Il nostro ministero non farà distinzioni e si esprimerà in sede di conversione in legge del decreto a tutela della categoria”.

Rassicurazioni che non placano la protesta del sindacato Filt Cgil, che per voce del suo segretario nazionale, Natale Colombo, parla di “un emendamento che mina pesantemente l’attuale sistema regolatorio nei porti” perchè “prevede, sostanzialmente, di concedere le risorse del comma 15 bis dell’articolo 17 della legge 84/94 a tutte le imprese portuali a cui è affidato un segmento del ciclo portuale”.

Colombo aggiunge: “Non abbiamo nulla contro le imprese portuali in difficoltà ma le risorse in questione, relativamente alle misure di incentivazione all’esodo, sono esclusivamente dedicate ai lavoratori del pool di manodopera temporanea di cui all’art.17 della 84/94 su approvazione dell’Autorità di Sistema Portuale. Tra l’altro il decreto Milleproroghe nel 2021 ha già stabilito lo stanziamento da parte delle AdSP del 1% delle tasse provenienti dalla movimentazione delle merci da dedicare ad uno specifico Fondo per i lavoratori delle imprese portuali, dipendenti AdSP e terminal passeggieri al fine di fornire anche a questi lavoratori uno strumento idoneo a favorire l’esodo anticipato che si aggiunge a quanto individuato dal contratto nazionale dei porti per quelli delle imprese di interesse generale. Infatti, è in via di definizione l’iter relativo alla promulgazione del suddetto Fondo di accompagnamento all’esodo sulla scorta delle indicazioni scaturite dai vari incontri tra Ministero dei Trasporti, associazioni datoriali e sindacati di categoria”.

Filt Cgil promette di contrastare “in ogni sede la creazione di quello che potrebbe essere un aiuto di Stato a tutti gli effetti e che genererebbe un grave precedente in grado di mettere in discussione l’intero impianto normativo. Chiediamo, pertanto, il ritiro dell’emendamento in questione e di favorire, invece, l’emanazione del decreto istitutivo del fondo di accompagno all’esodo per tutti i lavoratori piuttosto che guardare solo ad una parte specifica, cosi come è necessario impegnarsi per l’emanazione del decreto attuativo sull’autoproduzione di cui non si ha notizia da due anni”.

A.M.

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