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Noleggi car carrier al record di sempre, mentre il settore container sprofonda

Per una unità da 6.500 Ceu di capacità la richiesta media è ora di 105.000 dollari al giorno

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
13 Dicembre 2022
Stampa
Grimaldi car carrier Southampton _MLX_3614 (5)

Mentre il trasporto di container affronta quello che Sea-Intelligence senza mezzi termini definisce un “collasso”, cresce a livelli storici sotto diversi profili quello di auto tramite car carrier, spinto da un mercato decisamente vivace.

I traffici globali – rileva Splash 24/7 su dati di Clarksons Research – sono dati in aumento nel 2022 a 20,3 milioni di vetture (+8% sul 2021), ma a crescere in misura ancora maggiore, secondo le stime, saranno le percorrenze (in auto-miglia) delle navi, in progressione del 14% sull’anno precedente (e del 2% sui livelli pre-Covid). Un risultato provocato dall’allungamento delle rotte globali, con lo svilupparsi in particolare di quella per l’export dalla Cina verso l’Europa, cui si dovrà la metà (50%) dell’aumento delle tratte percorse quest’anno.

Questa dinamica sta già portando le rate di nolo delle navi a un record storico, dato che per una unità con capacità di 6.500 Ceu la quotazione media ora è di 105.000 dollari/giorno, il doppio del precedente primato, raggiunto nel secondo trimestre 2008. I contratti siglati attualmente, rileva anche la testata, sono perlopiù pluriennali.

Di tutt’altro segno, come visibile ormai da tempo, l’andamento del trasporto marittimo di container. Almeno tre gli indicatori – oltre naturalmente al crollo dei noli per le spedizioni – che secondo la testata danno ora la misura del suo declino: il primo è il fatto che gli armatori stiano tornando a demolire le navi più piccole. Secondo Braemar, all’inizio della settimana erano 14 le portacontainer per le quali i rispettivi proprietari erano alla ricerca di offerte per avviarle a scrapping. In particolare è di ieri la ricerca di manifestazioni di interesse da parte della compagnia taiwanese Wan Hai per la demolizione di sei unità da 1.368 Teu di capacità e di altre quattro da 1.088. La società di analisi ha aggiunto di non aspettarsi al momento un profluvio di demolizioni, tantomeno per le unità di taglia più grande, ma di vedere comunque queste prime operazioni come un segnale del fatto che “la bolla sia scoppiata”.

Particolarmente indicativo del “collasso del mercato”, secondo Sea-Intelligence, è inoltre anche il fatto che almeno 13 portacontainer in viaggio tra Nord Europa e Asia stiano attualmente percorrendo la via del Capo di Buona Speranza, anziché quella tradizionale del Canale di Suez, con lo scopo di “assorbire capacità”.

Terzo segnale preoccupante è la prima procedura di insolvenza avviata tra le shipping company di settore. La società in questione, come evidenziato nei giorni scorsi, è la britannica Allseas Global Project Logistics, che nel 2021 aveva ‘sconfinato’ debuttando nei collegamenti tra Asia ed Europa (in particolare con il porto di Liverpool) che avrebbe alzato bandiera bianca, terminando pertanto a ottobre i contratti di charter nave in essere.

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