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Economia

Gianluigi Aponte dominatore di acquisizioni e nuovi investimenti nel 2022

Il patron di Msc, oltre ad aver avviato una nuova compagnia area cargo, negli ultimi dodici mesi ha messo le mani su Africa Bollorè Logistics, su Rimorchiatori Mediterranei, sul 49% di Moby e sull’80% di Trieste Marine Terminal solo per citare alcuni degli affari conclusi

di Nicola Capuzzo
31 Dicembre 2022
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Aponte Gianluigi

Nel 2022 l’oscar dei nuovi investimenti e delle acquisizioni nella logistica e nei trasporti può essere idealmente assegnato al gruppo Mediterranean Shipping Company (Msc) fondato e presieduto da Gianluigi Aponte, imprenditore di origini sorrentine ma di stanza a Ginevra ormai da diversi decenni. Di lui, nell’anno appena trascorso, si è parlato molto per la proposta di acquisire (in cordata con Lufthansa) Ita Airways, un progetto naufragato ma che non gli ha impedito di avviare un nuovo business nel trasporto aereo merci con la nuova compagnia Msc Air Cargo. Il primo di quattro aerei è stato da poco consegnato ed è entrato in servizio fra Nord Europa, Centro-Nord America e Asia.

Forte di un triennio 2020-2022 particolarmente ricco per il trasporto marittimo di container (gli utili stimati sono stati nell’ordine di almeno 20 miliardi di euro l’anno scorso), Msc ha messo a segno nei mesi scorsi una serie di acquisizioni di primissimo piano. L’ultima appena formalizzata è stata l’acquisto di tutte le attività logistiche Bolloré Africa Logistics per 5,1 miliardi di euro.

L’azienda è presente in Africa con oltre 20 mila collaboratori, nonché in 42 porti come operatore di terminali portuali, agenti marittimi di linea e gestore di merci non containerizzate. La società gestisce 16 terminal container in Africa centrale e occidentale, 7 terminal ro-ro, tre concessioni ferroviarie, magazzini, inland terminal e altro.

Vale, invece, circa 1 miliardo di euro l’acquisizione del 100% di Rimorchiatori Mediterranei dal gruppo Rimorchiatori Riuniti e dal fondo Dws Infrastructure Investments, la terza società al mondo nel business del rimorchio portuale. Il closing di questa operazione dovrebbe prendere forma nei primi mesi del 2023 dopo aver ottenuto il benestare delle autorità antitrust competenti. A passare di mano sarà un’azienda attiva nella maggior parte dei porti in Italia, ma anche a Malta, Singapore, Malesia, Norvegia, Grecia e Colombia.

Nella prima metà del 2022 Rimorchiatori Mediterranei è diventata il terzo player mondiale grazie all’acquisizione del 100% della Keppel Smit Towage Private Limited di Singapore e della Maju Maritime Pte Ltd che ha sede in Malesia. Rimorchiatori Mediterranei può vantare una flotta di circa 170 rimorchiatori operativi in tre continenti (Europa, Asia e Sud America) e uno staff di oltre 1.000 dipendenti.

Un altro affare significativo destinato a prendere forma a breve è l’ingresso al 49% del Gruppo Msc, attraverso la sub-holding italiana Marinvest, nella compagnia di traghetti Moby il cui concordato preventivo è andato a buon fine proprio grazie alla discesa in campo di Gianluigi Aponte. La scorsa estate il colosso ginevrino (che in Italia controlla anche Grandi Navi Veloci) si era impegnato a sottoscrivere ed effettuare un aumento di capitale in Moby per 150 milioni di euro utile per un accordo “saldo e stralcio” con Tirrenia in Amministrazione Straordinaria del valore di 72 milioni di euro (a fronte di un debito non onorato da Moby con lo Stato da 180 milioni per l’acquisto dell’ex compagnia pubblica Tirrenia del 2012).

A passare di mano in questo caso è una flotta di oltre 40 navi fra rimorchiatori attivi nei porti della Sardegna e traghetti impiegati sui collegamenti fra l’Italia continentali e le isole maggiori (Sicilia, Sardegna e Corsica).

In banchina il gruppo presieduto da Gianluigi Aponte e guidato insieme ai figli Diego e Alexa ha rilevato da T.O. Delta un altro 30% del Trieste Marine Terminal di Trieste, salendo così dal 50 al 80% del principale terminal container dello scalo giuliano e del Nord Adriatico. Questo terminal, grazie a fondali naturali profondi oltre 16 metri, sarà in grado di ricevere navi portacontainer di ultima generazione dopo che saranno stati completati investimenti in nuove gru (due, più forse altre due) e un primo prolungamento della banchina d’accosto.

Dall’agosto 2020 la compagnia di navigazione ginevrina ha acquistato più di 250 navi portacontainer di seconda mano, oltre ad aver accumulato un portafoglio ordini pari a 1,7 milioni di Teu di capacità di stiva; un piano d’espansione di dimensioni mai visto prima in nessun settore del trasporto marittimo commerciale.

Per dare un’idea dell’espansione del global carrier elvetico, il portafoglio ordini attuale di Msc (primo vettore al mondo dopo aver superato Maersk) corrisponde circa all’intera flotta di Hapag-Lloyd, la quinta compagnia di navigazione più grande del mondo. I dati di Alphaliner mostrano che il numero di acquisti navali di Msc da agosto 2020 è superiore a quello degli altri sette maggiori acquirenti messi insieme. Secondo Linerlytica dall’inizio del 2020 la quota di navi di proprietà di Msc sul totale della flotta mondiale di navi portacontainer attiva è salita al 69% dal 51%.

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Gianluigi Aponte

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