• Chi siamo
  • Contatti
  • Perchè
  • Pubblicità
  • English
Il quotidiano online del trasporto marittimo

Il quotidiano online del trasporto marittimo

logo shipping italy
  • Home
  • Navi
  • Porti
  • Spedizioni
  • Cantieri
  • Interviste
  • Politica & Associazioni
  • Inserti speciali
  • Market report
  • Home
  • Navi
  • Porti
  • Spedizioni
  • Cantieri
  • Interviste
  • Politica & Associazioni
  • Inserti speciali
  • Market report
Il quotidiano online del trasporto marittimo

Il quotidiano online del trasporto marittimo

Spedizioni

Sequestrati in porto a Genova container con macchinari per produrre armamenti diretti in Etiopia

Gli impianti, del valore di 3 milioni di euro, erano stati descritti genericamente come un “tornio parallelo” e “macchine per la formatura a caldo”

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
23 Gennaio 2023
Stampa
Adm Gdf funzionari

Due container sequestrati e tre persone indagate: questo al momento il bilancio di una operazione condotta nel porto di Genova che ha portato ad accertare la presenza nello scalo di macchinari per la fabbricazione di bossoli destinati all’esportazione, non autorizzata, in Etiopia.

Il fermo è stato messo in atto dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Genova con i funzionari del reparto Antifrode dell’Ufficio delle Dogane di Genova 1, coordinati dalla locale Procura e fa seguito a verifiche condotte lo scorso ottobre negli spazi doganali dello scalo e successive perquisizioni nelle sedi delle società coinvolte nell’operazione.

Sulla base di questi accertamenti si è appurato come gli impianti, del valore di oltre 3 milioni di euro, fossero stati descritti dall’esportatore – una azienda di Lecco – genericamente come un “tornio parallelo” e “macchine per la formatura a caldo”, senza alcun riferimento al fatto che potessero invece servire alla fabbricazione di materiali di armamento.

Il loro sequestro, ricorda la Guardia di Finanza in una nota, trova ragione nella Risoluzione con cui il 7 ottobre del 2021 il Parlamento Europeo ha bloccato l’esportazione di armi verso l’Etiopia, a causa della grave crisi umanitaria in corso nella regione del Tigray. Per i tre indagati si ipotizzano i reati di “esportazione di materiali di armamento senza la prescritta autorizzazione” e di “falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico”.

In una nota l’associazione The Weapon Watch spiega che il carico (valore approssimativo 3 milioni di euro) sarebbe stato spedito dalla società Forza 3M Srl, con sede a Lecco, “azienda che non ci risulta iscritta nel Registro nazionale delle imprese ex lege 185/1990, e che quindi non poteva richiedere l’autorizzazione all’esportazione come materiale d’armamento”. Non solo: l’azienda in questione risulterebbe “strettamente collegata a un’altra azienda lecchese, Minuterie 3M Srl, appartenente agli stessi esponenti societari e che opera dal 1995 nel settore delle minuterie metalliche”.

Le merci erano come detto destinate all’Etiopia, “paese verso cui il Parlamento europeo ha adottato nell’ottobre 2021 una risoluzione che invita gli Stati UE a bloccare l’esportazione di armi verso l’Etiopia, a causa di una grave crisi umanitaria nella regione del Tigray, dove sono in corso guerre con ingenti perdite di civili e violazioni di diritti umani” sottolinea The Weapon Watch. “I materiali – aggiunge l’associazione – presentati all’imbarco non erano qualificabili come dual use, perché specificamente destinati alla fabbricazione di munizioni, come conferma la presenza di stampi per il calibro 7.62×39 mm, tipico delle armi da guerra di produzione sovietica e in particolare dell’AK-47 ‘Kalashnikov’, fucile d’assalto che è stato anche prodotto su licenza in Etiopia negli stabilimenti del Gafat Armament Engineering Complex”.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY 

Attenzione: errori di compilazione
Indirizzo email non valido
Indirizzo email già iscritto
Occorre accettare il consenso
Errore durante l'iscrizione
Iscrizione effettuata
Market Report
Tutte le notizie
Sonangol Namibe – Golfo Persico
Circa 140 portacontainer bloccate in Golfo Persico e una petroliera colpita
Impatto per la 'chiusura' dello Stretto di Hormuz atteso anche sui traffici dry bulk con un allarme particolare per l'export…
  • calcare
  • container
  • dry bulk
  • Gnl
  • Golfo Persico
  • Iran
  • LNG
  • Stretto di Hormuz
4
Economia
5 Marzo 2026
Fumaiolo emissioni 2091 (1)
“I traghetti elettrici nel 2035 saranno più convenienti in 2 casi su 3”
Per Transport&Environment la propulsione a batterie è la strada maestra per la decarbonizzazione nei ro-pax, settore gravoso per l'Italia (Genova…
  • batterie
  • elettrico
  • traghetti
  • Transport&Environment
3
Market report
5 Marzo 2026
Salerno_Hapag-Lloyd_LOU_4746 container
Lieve calo della puntualità delle navi container a gennaio (62,4%)
Hapag Lloyd e Maersk sono ancora i vettori più affidabili con un punteggio del 72,2%
  • container
  • Sea-Intelligence
2
Market report
28 Febbraio 2026
Yasa Scorpio – VLCC tanker al terminal Sarroch – Saras (1)
Le tensioni fra Usa e Iran spingono i noli delle petroliere ai massimi
Lo shopping di navi da parte di Sinokor (con Msc?) contribuisce in maniera determinante a un'ulteriore concentrazione dell'offerta di stiva…
  • petrolio
  • Sinokor
  • trasporto marittimo
  • Vlcc
3
Market report
26 Febbraio 2026
Xeneta prev
Noli container stabili tra Far East e Mediterraneo ma in futuro si attendono ribassi
Secondo Xeneta nelle prossime settimane la discesa in atto da gennaio si arresterà, per poi riprendere in primavera a causa…
  • container
  • Drewry
  • noli
  • Xeneta
2
Market report
26 Febbraio 2026
Il quotidiano online del trasporto marittimo
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Perchè
  • Pubblicità
  • English

© SHIPPING ITALY (Riproduzione riservata – All rights reserved)
Testata iscritta nel registro stampa del Tribunale di Genova n.608/2020 edita da Alocin Media Srl
Direttore responsabile: Nicola Capuzzo

  • Informativa Cookie
  • Informativa Privacy
  • P. IVA: 02499470991
Credits: Edinet s.r.l. - Pietra Ligure (SV)