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Porti

“Nuova Tasca”, tunnel sottomarino e collegamenti terrestri per il futuro dei porti di Savona-Vado

La lista dei desideri degli operatori dello scalo ligure per il Prp in via di redazione comprende sia progetti esistenti che interventi di nuova concezione fra cui un nuovo terminal a sud degli Alti Fondali

di Andrea Moizo
8 Marzo 2023
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Porto_di_Savona_-_Terminal_rinfuse_e_merci_varie

Per quanto possa fare la denominazione ufficiosa, a fini mediatici, nelle fortune di un’opera portuale, parte con forti ambizioni quella che rappresenta l’intervento principale inserito dagli operatori portuali savonesi, raccolti sotto le insegne dell’Unione industriali locale, nei documenti sottoposti all’Autorità di Sistema Portuale del mar Ligure occidentale in vista della redazione del nuovo Piano regolatore portuale.

“Nuova Tasca”, infatti, è il binomio che sintetizza l’auspicato ampliamento verso mare del porto storico. Secondo quanto ricostruito da SHIPPING ITALY, si tratterebbe in sostanza della realizzazione di alcuni riempimenti a sud dell’attuale diga, che diverrebbe il margine settentrionale di un nuovo amplio terminal, con contestuale realizzazione di un nuovo molo foraneo. La finalità evidente sarebbe quella di creare nuovi piazzali, in primis votati al potenziamento dei traffici ro-ro.

Ad ogni modo, la proposta degli industriali savonesi per il nuovo Prp è più articolata.

Premettendo la necessità, a monte, di interventi mirati a risolvere il “problema dell’isolamento infrastrutturale” attraverso il “potenziamento della rete autostradale (Carcare-Predosa, nuovo tracciato A6 Savona- Altare) e del nodo ferroviari TenT, l’adeguamento della linea Torino–Savona e il completamento del raddoppio del ponente”, sono tre le linee d’azione individuate dagli industriali, da declinarsi ognuna in breve, medio e lungo periodo: “accessibilità a mare e spazio acque disponibile, spazi e infrastrutture portuali a terra, accessibilità alle aree portuali a terra”.

Per la prima categoria, la Nuova Tasca operativa nel lungo periodo è l’obiettivo principale per il porto di Savona, essendo a essa complementari gli altri interventi enumerati (dal riassetto degli accosti alla nuova diga). Per Vado Ligure, invece, si punta su un progetto già in corso (e finanziato) quale quello della nuova diga foranea. Nell’elenco (per il breve periodo) il “riassetto degli energetici”, che non include però l’ipotizzata realizzazione di un deposito Gnl (cui comunque gli industriali non sono contrari e che dovrebbe sorgere su un’area dell’attuale Reefer Terminal a Vado Ligure).

La categoria degli “spazi e infrastrutture portuali a terra” appare funzionale a quella precedente (con il riempimento della Nuova Tasca a far da protagonista, senza tuttavia tralasciare, quanto a Vado, la “realizzazione di un progetto di Aree Buffer” e la “Zona logistica speciale”), mentre più densa appare la sezione dell’accessibilità da terra. Per Savona, infatti, gli industriali auspicano che il Prp preveda non solo il collegamento a un progetto stradale esistente come quello dell’Aurelia bis, ma anche la realizzazione di un collegamento fra il porto storico e la rete autostradale, possibile, indica il documento, con un tunnel sottomarino verso la zona di Legino. Quanto a Vado, infine, spicca per il medio periodo la realizzazione di un intervento previsto da anni come quello del casello autostradale di Bossarino, che rappresentava addirittura una delle prescrizioni della Valutazione d’impatto ambientale della nuova piattaforma oggi controllata a gestita da Apm Terminals.

Contenendo sia opere già previste e in parte finanziate, sia progetti potenziali e in alcuni casi ancora molto poco definiti, il documento non azzarda alcuna previsione finanziaria quanto all’ammontare delle risorse che l’Adsp dovrebbe reperire qualora accogliesse nel Prp ognuno dei suggerimenti degli industriali savonesi.

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