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Ferraris (Fs): “Quadruplicamento Tortona-Milano entro 2028 massimo”

Il porto di Genova fa il punto sulla sua crescita ferroviaria, fra rinnovo infrastrutturale e riorganizzazione, mentre si fa attendere ancora la gara sulle manovre

di Andrea Moizo
3 Aprile 2023
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Parco Fuori Muro Genova

Genova – Il tappo del terzo valico sarà stappato, poco dopo l’apertura del tunnel, spostata al 2025.

A sostenerlo, a latere del convegno organizzato a Genova dall’Autorità di Sistema Portuale al “Potenziamento in corso del trasporto ferroviario merci dei porti di Genova-Prà-Savona-Vado Ligure”, è stato Luigi Ferraris, amministratore delegato del gruppo Fs Italiane: “Il tunnel da solo non basta, lo sappiamo da tempo. Per questo abbiamo inserito il quadruplicamento della tratta fra Milano Rogoredo e Pieve Emanuele già nel Pnrr, in modo da averlo pronto nel 2026. Per le porzioni più a sud, fra Pieve e Pavia e fra Voghera e Tortona (che nel contratto di programma fra Rfi e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti risultano progettate solo in parte e da finanziare per oltre 1,2 miliardi di euro, ndr) pensiamo di poter arrivare al quadruplicamento nel 2027, 2028 al massimo”.

Una tempistica solo poco successiva a quella di attivazione (dicembre 2025) annunciata dall’Adsp per l’attivazione dell’itinerario fra il parco Rugna, il parco ferroviario in via di realizzazione a servizio dei terminal container del porto storico (Sech e Bettolo), e il Bivio Fegino di ingresso nel Terzo Valico, via Campasso, il parco ferroviario in via di riapertura e riallestimento (8 binari da 750 metri), previo restyling della galleria di Molo Nuovo.

Secondo Ferraris, il ‘nuovo’ Campasso (riguardo alle cui problematiche relative all’impatto sull’abitato il sindaco di Genova Marco Bucci ha annunciato l’imminente pubblicazione di un accordo di ristoro) avrà una capacità di operare su 40-42 treni al giorno. Il parco Rugna, ad ogni modo, manterrà il collegamento anche con il parco Fuori Muro (il dubbio, emerso a valle della redazione del nuovo progetto relativo al tunnel subportuale, è stato fugato), l’altro polmone ferroviario del bacino di Sampierdarena, il cui restyling (con realizzazione di binari da 750 metri) è parte del piano straordinario degli investimenti dell’Adsp, calendarizzato fra 2024 e 2026.

“Qui prevediamo di poter movimentare 20-22 treni di standard europeo al giorno, che potranno raggiungere il Terzo Valico attraverso la linea sommergibile” ha precisato Ferraris, mentre sulle possibili limitazioni che il traffico di prodotti chimici (derivante dal previsto, ma autorizzando spostamento dei relativi depositi su Ponte Somalia) apporterebbe all’operatività del Fuori Muro il presidente dell’Adsp Paolo Emilio Signorini è stato cauto: “Lo stazionamento sarà in ogni caso minimo, ma eventuali ulteriori prescrizioni saranno definite durante la conferenza dei servizi”.

I numeri portati da Ferraris sono ad ogni modo grossomodo corrispondenti con l’obiettivo di medio-lungo periodo dichiarato dall’Adsp a fronte dell’innalzamento della capacità portuale di movimentazione di Sampierdarena legata a nuova diga foranea e al tombamento (al momento vietato dal Ministero della Cultura ma comunque preventivato per il nuovo Piano Regolatore Portuale) delle calate Inglese e Giaccone (almeno 2,5 milioni di Teu): “Traguardare il 40% di modal split per i traffici container”.

Certo lo scenario è quello più roseo (per arrivare a 1 milione di Teu movimentati via treno quasi tutti i 60 treni giornalieri menzionati da Ferraris dovranno essere di container e una buona fetta a standard 750 metri), ma le ambizioni dell’Adsp in termini di investimenti (si veda il dettaglio della brochure diffusa stamane) paiono commisurate. Non mancano tuttavia le ombre.

La più attuale è l’ennesimo slittamento della gara per la riassegnazione del servizio di manovra, la cui concessione è scaduta alla fine del 2020. L’Adsp si è limitata a pubblicare il decreto che proroga la concessione dell’impresa Fuorimuro di altri sei mesi, ma, al netto della durata (5 anni più due di possibile rinnovo) e del valore a base di gara, leggermente più alto di quanto preannunciato (55,5 milioni di euro comprese l’eventuale prolungamento biennale), per i dettagli occorrerà aspettare ancora, malgrado in molti da tempo attendano di pianificare il proprio futuro.

Non solo i lavoratori, ma anche gli operatori: proprio il passaggio del parco Fuori Muro a Rfi, con la trasformazione in stazione ferroviaria a tutti gli effetti, ad esempio, avrà conseguenze. Non solo quanto all’operatività dei chimici, ma ad esempio sull’uso dei segnalamenti alti: se, come pare, Ansfisa li pretenderà, tutti i locomotori di manovra destinati a muovere i treni fra i terminal e il parco dovranno esserne dotati e la cosa sull’appetibilità del servizio e quindi sulla gara avrà un peso. La riserva dovrebbe essere sciolta a breve con la pubblicazione dei documenti di gara (ri)annunciata a giorni.

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