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Garofalo prova a spegnere l’incendio anconetano sulla somministrazione di lavoro portuale

Il presidente dell’Adsp non ritirerà il provvedimento come chiesto dai sindacati: “Ricorso alla somministrazione come estrema ratio, temporaneamente e in via eccezionale, presto avremo un nuovo articolo 17”

di Redazione SHIPPING ITALY
18 Luglio 2023
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Garofalo Vincenzo

“C’è stato un generale misunderstanding sulla comunicazione circolata ieri, anche se comprendo che alcuni passaggi potessero dare adito ai dubbi espressi dalle organizzazioni sindacali”.

Commenta così a SHIPPING ITALY il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico centrale, Vincenzo Garofalo, il caso scoppiato ieri, quando le segreterie nazionali di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno reso nota una comunicazione del segretario generale dell’Adsp del Mar Adriatco Centrale, Salvatore Minervino, diramata alle medesime e alle imprese portuali e ai terminalisti di Ancona per fare il punto sulla liquidazione dell’esistente soggetto autorizzato alla fornitura di manodopera temporanea (Clp), ventilando per gli articoli 16 e 18 la possibilità di ricorrere direttamente alle agenzie di somministrazione.

Soluzione, specificava la nota di Minervino, autorizzata dal Ministero dei Trasporti nonostante la normativa di settore preveda che solo l’agenzia ex articolo 17 legge 84/1994 autorizzato alla fornitura di manodopera (i picchi di lavoro) possa ricorrere alla copertura delle proprie eventuali carenze d’organico col ricorso alle agenzie di somministrazione.

“Ma il problema è che in brevissimo tempo il soggetto autorizzato (l’atto societario di scioglimento è datato 3 aprile, mentre il tema era già stato affrontato quantomeno dalla commissione consultiva del 15 marzo scorso, ndr) è venuto meno, peraltro senza problemi di ricollocazione dei lavoratori, e noi dobbiamo decidere il da farsi: valutare cioè, previo confronto con le imprese, se avviarci verso un articolo 17 comma 2 (società terza, da scegliere con gara, come avventuo a Genova, ndr) o comma 5 (agenzia partecipata dall’ente e dalle imprese sullo stile di quelle nate a Livorno e a Trieste, ndr)” ha continuato Garofalo.

Malgrado la legge preveda che le Adsp redigano un Piano organico porto da aggiornarsi annualmente, per il presidente dell’ente anconetano “il fabbisogno è da identificare bene, anche perché gli articoli 17 sono destinatari di supporto pubblico, all’occorrenza, attraverso il meccanismo dell’indennità di mancato avviamento. L’incontro convocato da Minervino è proprio volto a questo ed è naturalmente aperto, come richiesto, anche ad Ancip. Perché abbiano uno ‘storico’ che evidenzia un ricorso piuttosto ridotto al 17 ma non possiamo predire il futuro”.

Così, in attesa che lo facciano le imprese nell’incontro della settimana prossima, “in caso di picchi le imprese stesse potranno avvalersi direttamente della somministrazione. Ma si tratta – questo è stato chiaro nell’interlocuzione col Ministero – di una facoltà del tutto eccezionale e temporanea. Contiamo quanto prima di avere un nuovo 17”. Da capire se la temporanea eccezionalità sia sufficiente per le organizzazioni sindacali, che ieri avevano chiesto il ritiro tout court del provvedimento, ventilando, in caso contrario, “una forte e ferma presa di posizione”.

A.M.

Pubblichiamo di seguito la nota pervenutaci da Adsp poco dopo la pubblicazione dell’articolo di oggi, che riflette quanto riferitoci direttamente dal presidente Garofalo:

In relazione all’articolo “Lavoratori interinali al posto dei portuali ex art.17: ad Ancona scoppia la protesta”, pubblicato ieri 17 luglio dalla vostra testata, si informa che il 23 febbraio 2023 la società C.L.P.-Compagnia Lavoratori Portuali, soggetto dedito alle prestazioni di lavoro temporaneo ex art. 17 della legge n. 94 del 28 gennaio 1984 nel porto di Ancona, ha comunicato all’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale la volontà di cessare l’attività di impresa chiedendo l’estensione della durata dell’autorizzazione solo fino al 30 aprile 2023, con l’obiettivo di attivare la procedura di liquidazione volontaria della società e ricollocare i propri lavoratori.

L’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale ha espresso la volontà di assicurare continuità delle attività della società ex art. 17 e il mantenimento dell’equilibro nell’ambito del porto di Ancona rispetto al fabbisogno registrato da parte delle imprese portuali. Pertanto ha esteso l’autorizzazione sino a metà giugno, come da atti approvati unanimemente in sede di Commissione consultiva e Comitato di gestione nel mese di marzo. Obiettivo del decreto presidenziale n. 51/2023 è stato di assicurare l’operatività del sistema del lavoro portuale e allo stesso tempo favorire l’adozione di ogni utile iniziativa da parte dell’azienda per garantire il collocamento delle quattro persone occupate nell’impresa. Occupati che sono già stati ricollocati presso due imprese autorizzate ex art. 16 legge 84/1994.

E’ del tutto evidente, quindi, che l’Adsp non ha assunto alcuna decisione definitiva rispetto alla questione del lavoro interinale nel porto di Ancona, ma che, al contrario, intende avviare, prima di ogni decisione, un’attività di ricognizione e monitoraggio nelle imprese degli artt. 16 e 18 legge 84/1994, per definire l’effettivo e reale fabbisogno di lavoro temporaneo da parte di queste aziende. Il monitoraggio dovrà tenere conto anche dell’eventuale ricorso alle imprese di somministrazione esterna, sarà propedeutico alla revisione del piano dell’organico del porto e consentirà all’Ente di valutare i presupposti per l’attivazione delle procedure previste ai sensi dell’art. 17 legge 84/1994. Per non compromettere l’operatività del porto di Ancona e delle imprese portuali, l’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale intende, nel limite di quanto previsto dalle norme, in caso di picchi di lavoro imprevisti, rivolgersi ad agenzie di somministrazione di lavoro interinale. Su questa possibilità, l’Adsp ha chiesto un parere al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che ha condiviso questa ipotesi. Il prossimo passaggio dell’Autorità di sistema portuale sarà quindi il confronto con le imprese portuali, l’Ancip-Associazione nazionale compagnie imprese portuali e le rappresentanze sindacali di settore Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti il 26 luglio.

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