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Confitarma a un bivio: il futuro dell’associazione passa da un incontro fra Grimaldi e Maltese

Nelle prossime settimane il manager in uscita da Costa cercherà di avere un incontro con Grimaldi a Napoli ma a monte serve un’intesa con i cisternieri. Senza un accordo si rischierebbero ulteriori spaccature

di Nicola Capuzzo
26 Luglio 2023
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Grimaldi (Ics – Alis) – Messina (Assarmatori) – Mattioli (Confitarma) – Di Caterina (Alis)

Il destino della Confederazione Italiana degli Armatori (Confitarma) non è mai stato così incerto come in questo momento. Dalla corsa alla prossima presidenza passano infatti le sorti future e i nuovi equilibri dell’associazione confindustriale degli armatori che, a distanza di sei anni dall’uscita delle società controllate, partecipate o in sintonia con Msc e dalla conseguente costituzione, nel 2018, di Assarmatori (preceduta dalla nascita dell’associaizone Alis nel 2016 promossa dal Gruppo Grimaldi), si trova nel difficile compito di trovare un presidente che metta d’accordo le varie anime associative.

Come noto da tempo ci sono due candidati alla successione di Mario Mattioli alla presidenza: uno è Lorenzo Matacena, amministratore delegato di Caronte & Tourist appoggiato fin dalla prima ora dal Gruppo Grimaldi che di Confitarma è il socio effettivo più influente (in termini di contributi e quindi di voti), l’altro è Beniamino Maltese, direttore finanziario (uscente) di Costa Crociere e prossimo presidente di Genova Trasporti Marittimi (piccola società di traghetti partecipata al 50% da Finsea e dal cantiere San Giorgio del Porto) gradito da molti degli associati che per varie ragioni lo preferirebbero per la guida della confederazione. In particolare a sostenerlo sono i cosiddetti ‘cisternieri’, ovvero aziende con molte navi tanker che all’interno di Confitarma hanno un peso importante (d’Amico, Amoretti Armatori, Navigazione Montanari, Mediterrane di Navigazione, Novella, ecc.).

Una doppia candidatura frutto di correnti che negli ultimi anni si sono formate all’interno di Confitarma: da una parte Grimaldi e l’armamento partenopeo, dall’altra i genovesi, Costa Crociere e il resto d’Italia; ma anche gli armatori dei traghetti e quelli delle navi cisterna; il mondo dei passeggeri (inclusa Costa Crociere) e il mondo del trasporto merci. Sullo sfondo c’è anche il malcontento di chi non apprezza la deriva che ha preso l’associazionismo di settore (e le relative divisioni) da quando si sono acuiti i contrasti fra Msc e Costa Crociere, fra Grimaldi e Moby e ultimamente sempre più fra Grimaldi e Msc.

In un mondo, quello armatoriale, contraddistinto da personalità forti e storie imprenditoriali quasi sempre di successo, anche l’elezione di un presidente di associazione può assumere forme e contorni talvolta difficili da gestire e comprendere. In realtà, mai come in questo momento, per non rischiare di ritrovarsi ridimensionata dal crescente peso dell’associazione ‘concorrente’ Assarmatori, Confitarma sa di avere bisogno di razionalità e coesione nello scegliere il suo prossimo nocchiero. Il timore di una spaccatura profonda con il Gruppo Grimaldi è concreto. Non a caso in questi giorni si percepisce chiaramente fra gli associati (anche solo dal numero di “no comment” sul tema) l’importanza e la delicatezza del momento.

Un momento che nelle prossime settimane potrebbe essere contrassegnato da un evento spartiacque, ovvero l’incontro privato fra il primo armatore italiano nonché socio di maggior peso dell’associazione (Emanuele Grimaldi appunto) e il candidato presidente proposto dagli altri associati (Beniamino Maltese). Un incontro che verrà certamente richiesto (lo stesso avverrà anche con altri primari gruppi armatoriali italiani) ma non è chiaro se si terrà e quali risultati eventualmente produrrà.

Un primo incontro ‘pubblico’ fra Emanuele Grimaldi e Beniamino Maltese c’è già stato quando quest’ultimo a inizio luglio ha esposto il suo ‘programma elettorale’ ai tre saggi di Confitarma (ovvero lo stesso Grimaldi insieme agli altri due past president del passato recente, Paolo d’Amico e Nicola Coccia). La posizione del primo armatore d’Italia è rimasta quella di voler appoggiare Lorenzo Matacena, anche se lo stesso Grimaldi si è reso perfettamente conto che molti dei suoi colleghi associati preferiscono Beniamino Maltese come candidato presidente. Tutti all’interno di Confitarma sono ben consapevoli che il muro contro muro o la conta dei voti sarebbero da evitare perchè il prossimo presidente, chiunque esso sia, non potrà prescindere dal gradimento del Gruppo Grimaldi. Nessuno vorrebbe spaccature o divisioni che indebolirebbero ulteriormente una Confitarma che già sa di dover affrontare nel prossimo futuro anche la delicata questione dei ‘rimorchiatoristi’ (con il passaggio al Gruppo Msc è possibile, secondo alcuni probabile, che Rimorchiatori Mediterranei, il cui managing director Italy Alberto Dellepiane è presidente di Assorimorchiatori e dell’associazione europea di categoria, possa decidere di trasferirsi in Assarmatori).

Il fatto che questo incontro si tenga o meno (probabilmente dopo metà agosto) potrebbe essere già una prima importante cartina di tornasole sull’evoluzione dei rapporti all’interno della confederazione e sullo spostameno degli equilibri in vista di una soluzione che significherebbe la sopravvivenza futura dell’associazione così com’è stata fino ad oggi. Il prossimo consiglio direttivo di Confitarma è in programma a settembre; l’elezione del nuovo presidente in autunno.

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