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Dopo 35 anni Confitarma pare destinata a uscire dal Cnel

Il direttore generale Luca Sisto commenta questa possibilità dicendo che ci perderebbe più il Consiglio stesso che la Confederazione degli armatori

di Nicola Capuzzo
6 Agosto 2023
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Sisto Luca in audizione al Cnel

Il Cnel, Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, organo di rilievo costituzionale previsto dall’articolo 99 della Costituzione italiana, dopo 35 anni potrebbe vedere uscire dalle associazioni che trovano rappresentanza al suo interno la Confederazione Italiana Armatori (Confitarma). Questo organo ha funzione consultiva rispetto al Governo, alle Camere e alle Regioni con potere di iniziativa legislativa ma ha facoltà di contribuire all’elaborazione della legislazione economica e sociale. Un’uscita sostanzialmente non comprometterebbe nulla ma rappresenterebbe in termini di prestigio e di rappresentanza un passo indietro per l’associazione confindustriale degli armatori.

Il direttore generale di Confitarma, Luca Sisto, a SHIPPING ITALY commenta questa possibilità confermando che, seppure “nulla sia ancora stato deciso ufficialmente perchè siamo in una fase istruttoria, in effetti le prime indicazioni emerse lo scorso aprile e dalle ultime audizioni tenutesi il 12 luglio, pare che effettivamente la nostra associazione non rientri fra le 17 imprese che comporranno il prossimo consiglio”. Sisto, sottolineando come il presidente Mario Mattioli si sià già prontaamente attivato per fare valere le ragioni e il peso dell’associazione presso i ministeri e la Presidenza del Consiglio, ricorda che “Confitarma è entrata per la prima volta nel Cnel nel 1964, con Angelo Costa, e nel 1989 ci era rientrata non uscendone più fino ad oggi. C’è sempre stata perchè rappresenta la specialità del trasporto marittimo e dell’economia blu”. In quanto firmataria di tutti i contratti collettivi del settore, “mi spiacerebbe – afferma il direttore della Confederazione – se il Cnel decidesse di non avere Confitarma. Ne avrebbe da perdere più lo stesso Cnel che Confitarma”. Che comunque avrà la possibilità (ed è quasi scontato che provi a sfruttarla) di ricorrere alla giustizia amministrativa (Tar del Lazio) per fare valere le proprie ragioni in materia di rappresentanza chiedendo di essere inserita con un consigliere in uno dei 17 posti riservati alle imprese.

Fra le associazioni nuove entranti ci sarebbero invece Confapi e Conftrasporto.

Il Cnel è composto da 64 consiglieri, così ripartiti: 10 esperti, qualificati esponenti della cultura economica, sociale e giuridico (8 nominati dal Presidente della Repubblica e 2 proposti dal Presidente del Consiglio dei ministri); 48 in rappresentanza delle categorie produttive: 22 per il lavoro dipendente (comprensivi dei 3 delegati per dirigenti, quadri pubblici e privati), 9 per il lavoro autonomo, 17 per le imprese; infinee 6 rappresentanti delle associazioni di promozione sociale e delle organizzazioni del volontariato (3 sono designati dall’Osservatorio nazionale dell’associazionismo e 3 dall’Osservatorio nazionale per il volontariato).

Il prossimo consiglio sarà in carica per il quinquennio 2023 – 2028. A brevissimo si saprà se Confitarma sarà dentro o fuori dal prossimo consiglio.

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