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L’Europa è tornata a essere il maggior importatore di greggio via mare

I porti di Trieste, Sarroch e Augusta ai vertici continentali dei porti; i dati dei primi sette mesi 2023 al di sopra anche del 2019

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
28 Agosto 2023
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Nave cisterna d’Amico Tankers veduta aerea

L’Europa è diventata il maggior importatore mondiale di petrolio greggio via mare con tutto ciò che ne consegue in termini di attività e traffici per le navi cisterna nell’area.

Lo documenta in uno dei suoi report di mercato la società di brokeraggio navale Banchero Costa spiegando che, nonostante gli alti prezzi del petrolio e i rischi di recessione economica, il 2023 ha rappresentato finora un altro periodo positivo per il commercio del greggio. Il periodo preso in esame dal rapporto riguarda i primi sette mesi 2023 nei quali “i carichi globali di greggio sono aumentati dell’8,2% su base annua, raggiungendo 1.262,3 milioni di tonnellate, escludendo tutti i traffici di cabotaggio, secondo i dati di monitoraggio delle navi di Refinitiv (società americano-britannica fornitrice globale di dati e infrastrutture sui mercati finanziari). Questo dato è ben al di sopra dei 1.166,4 mln di tonnellate del gennaio-luglio 2022 e dei 1.083,3 mln di tonnellate del gennaio-luglio 2021, ma anche leggermente al di sopra dei 1.223,2 mln di tonnellate dello stesso periodo del 2019″.

Dal lato esportazioni dal Golfo Arabico – informa il rapporto – si evidenzia l’aumento del +2,4% su base annua a 510,5 mln tonn. nel gennaio-luglio 2023 giungendo a rappresentare il 40,4% del commercio globale di greggio via mare. Aumento del +6,2% su base annua a 137,8 mln di tonn., pari al 10,9% del commercio globale, anche nelle esportazioni dalla Russia. Dall’Africa occidentale, le esportazioni sono aumentate del +0,9% su base annua a 101,2 mln di tonn. Dal Sud America si è registrato un aumento del +25,6 su base annua a 88,5 mln di tonn. nel periodo gennaio-luglio 2023.  Con riguardo alle importazioni via mare queste in Cina sono aumentate del +20,4% a/a raggiungendo 295,0 mln di tonn nel gennaio-luglio 2023, pari al 23,3% del commercio globale. Verso l’India i volumi sono cresciuti del +2,3% a/a raggiungendo 136,9 mln di tonn nel periodo gennaio-luglio 2023. Per le spedizioni verso l’Asean (Brunei, Cambogia, Filippine, Indonesia, Laos, Malaysia, Myanmar, Singapore, Thailandia, Vietnam) l’aumento è stato del +16,1% su base annua a 137,4 mln di tonn.. Verso la Corea del Sud, i volumi sono aumentati del +3,8% su base annua a 82,3 mln di tonn. Le importazioni giapponesi sono invece diminuite del -6,7% su base annua realizzando 70,8 mln t nel gennaio-luglio 2023”.

Dalla sua analisi Banchero Costa rileva che “l’Unione Europea è ora nuovamente emersa come il più grande importatore di greggio via mare del mondo, dopo essere stata brevemente superata dalla Cina nel 2019-2021″. Evidenzia inoltre che nel 2020 i 27 Paesi dell’Unione Europea hanno importato 388,8 milioni di tonnellate di greggio via mare, sempre secondo i dati di monitoraggio delle navi di Refinitiv; questo significa un calo netto del -12,8% su base annua, rispetto ai 446,0 milioni di tonnellate importati nel 2019. Nel 2021 le importazioni via mare nell’Ue hanno registrato una certa ripresa, con un +3,5% su base annua, raggiungendo i 402,5 milioni di tonnellate, ma ancora ben al di sotto del periodo pre-Covid. Nei 12 mesi del 2022, le importazioni nell’Unione Europea hanno registrato un’ulteriore crescita del 12,3% su base annua, raggiungendo 452,0 milioni di tonnellate”.

Tornando al periodo gennaio-luglio 2023: “l’Ue ha importato 275,7 milioni di tonnellate di greggio, con un aumento del 5,3% su base annua rispetto allo stesso periodo del 2022 e – afferma ancora il rapporto – l’Ue rappresenta il 21,8% delle importazioni globali di greggio via mare. Circa il 15% dei volumi scaricati nell’Ue del periodo in esame sono stati trasportati da Vlcc, circa il 42% da Suezmax e circa il 42% da Aframax.

Dal lato porti i più importanti dell’Ue di questi primi sette mesi 2023 sono stati Rotterdam (58,7 mln di tonn. di greggio nel periodo gennaio-luglio 2023), Trieste (20,6 mln di tonn.), Danzica (19,4 mln di tonn.), Fos (12. 7 mln di tonn.), Wilhelmshaven (11,2 mln t), Le Havre (10,3 mln t), Cartagena (8,4 mln t), Sarroch (6,9 mln t), Augusta (6,3 mln di tonn.), Algeciras (6,1 mln di tonn.), Sines (5,8 mln di tonn.). Riguardo alle fonti delle spedizioni c’è stato chiaramente un po’ di rimescolamento a livello politico”.

Le importazioni via mare dalla Russia nello stesso periodo “sono diminuite del -43,4% su base annua nel gennaio-luglio 2023 a 37,6 milioni di tonnellate, da 66,5 milioni di tonnellate nel gennaio-luglio 2022, e sono diminuite di oltre la metà rispetto agli 80,2 milioni di tonnellate del gennaio-luglio 2019″. In questa fase la Russia è al quarto posto tra le fonti di petrolio via mare per l’Ue, con il 13,6% dei volumi nel periodo gennaio-luglio 2023, dopo il Mare del Nord con il 19,0%, il Nord Africa con il 17,8% e gli Stati Uniti con il 14,0%.

Le spedizioni dal Mare del Nord (Norvegia e Regno Unito) sono aumentate del 16,4% su base annua, raggiungendo 52,5 milioni di tonnellate nel periodo gennaio-luglio 2023.  Il dato delle importazioni dal Nord Africa (incluse quelle da Sidi Kerir) vede l’aumento del +31,2% su base annua a 49,0 mln di tonn. nel periodo gennaio-luglio 2023. Le importazioni dagli Stati Uniti sono aumentate del +30,3% su base annua, raggiungendo un nuovo record storico di 38,7 milioni di tonnellate nel periodo gennaio-luglio 2023. Le spedizioni dall’Africa occidentale verso l’Europa sono aumentate del +4,2% su base annua, raggiungendo 30,0 milioni di tonnellate nel gennaio-luglio 2023. Anche i carichi provenienti dal Golfo Arabico hanno registrato un forte rimbalzo del +63,1% su base annua a 25,2 mln di tonn, ma sono ancora in calo rispetto ai 25,9 mln di tonn. del gennaio-luglio 2019. Infine – conclude il rapporto Banchero Costa – i volumi dalla Turchia (Ceyhan) sono diminuiti del -23,7% su base annua a 15,3 mln di tonn, rispetto ai 20,1 mln t del gennaio-luglio 2022”.

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