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Economia

Circospezione nello shipping per la crisi mediorientale

La tensione in Israele non preoccupa più di tanto il settore container, mentre non si esclude un’ondata rialzista nel cisterniero e perturbazioni nel Gnl

di Redazione SHIPPING ITALY
18 Ottobre 2023
Stampa
israel port Ashdod

Secondo quanto ha riportato l’agenzia di stampa Reuters la compagnia taiwanese Evergreen è stata una delle prime shipping lines ad avvalersi della clausola di forza maggiore dopo la decisione di dirottare la sua portacontainer Every Cozy da Ashdod ad Haifa in relazione ai crescenti pericoli derivanti dalla crisi mediorientale.

Un fenomeno probabilmente non isolato, dato che secondo i dati di Marine Traffic sarebbero aumentate significativamente le navi alla fonda in attesa di entrare ad Haifa, dopo la chiusura del porto di Askelon (il più prossimo alla Striscia di Gaza) e i sempre maggiori timori sulla sicurezza di Ashdod. Solo uno, però, degli effetti della crisi mediorientale sullo shipping.

Pur considerando la peculiare situazione dell’israeliana Zim, il decimo vettore mondiale, soggetto a una sorta di golden share da parte del governo israeliano che consente a quest’ultimo di utilizzarne in caso di necessità le navi e al richiamo di personale per ragioni militari, gli analisti non si attendono dal conflitto effetti diretti dirompenti sui traffici container né in generale nel settore dry bulk, pur predicando attenzione ad eventuali sviluppi sulla funzionalità del Canale di Suez.

Diverso il discorso per i traffici di greggio, con un possibile inasprimento delle sanzioni americane su quello iraniano in relazione alla vicinanza del paese degli ayatollah ad Hamas e un conseguente aumento del prezzo. Secondo lo shipbroker Brs la possibile risposta di un aumento della produzione dell’Arabia Saudita potrebbe comunque rappresentare un plus per i principali operatori del settore tanker, generalmente attivi sul petrolio saudita e non su quello iraniano. Dinamiche similari per le very large gas carrier, come ha evidenziato a Freigh Waves Ted Young, Cfo di Dorian Lpg: “Che le problematiche geopolitiche continuino a far salire i prezzi del petrolio è storicamente positivo per la nostra attività, a patto che i prezzi del petrolio non salgano troppo e non soffochino la domanda”.

Preoccupazione nel settore dell’Lng, mentre molti paesi importatori sono ancora impegnati nella diversificazione delle forniture dopo gli stravolgimenti imposti dalla guerra russo-ucraina. Secondo Richard Tyrell, amministratore delegato di Cool Company, “Quello che sta accadendo in Israele è terribile. Se si intensificasse, avrebbe un impatto sul settore del Gnl. Il primo effetto è mettere tutti in allarme quando si parla di sicurezza energetica”.

La terza crisi internazionale nel giro di pochi anni, in sostanza, è guardata con circospezione dallo shipping. Da un lato infatti vale quanto dichiarato da Gregory Lewis, analista del settore navale presso Btig, in occasione dell’evento Capital Link: “Le perturbazioni e le dislocazioni tendono generalmente a essere positive per il trasporto marittimo. In periodi di incertezza geopolitica, ci sono sicuramente cose peggiori da possedere rispetto ai titoli delle petroliere”.

Allo stesso tempo, secondo Robert Bugbee, presidente di Scorpio Tankers, l’incertezza del mercato limita il rialzo dei titoli del trasporto marittimo fino a quando i noli non prenderanno veramente il volo: “Se si guarda al quadro generale del mercato delle navi cisterna, si può essere molto fiduciosi. Ma quanto si può essere fiduciosi sul quadro generale del mondo e sulla posizione economica mondiale? La situazione inizia a diventare un po’ grigia. La domanda ora non è necessariamente: Qual è il rischio per lo shipping? La domanda è: qual è il rischio geopolitico per il mondo? Cosa succederà nei prossimi due anni? Il mondo supererà questo periodo? Sarà un atterraggio morbido o duro? In questo momento l’incertezza sta prevalendo, ma non è detto che a ciò non segua un’impennata dei noli. E i noli alti curano tutto”. Dal punto di vista dell’armatore.

Nei giorni scorsi a Genova, durante il seminario sui noli marittimi organizzato dal Gruppo Giovani di Assagenti, il vertice di Bbc Chartering Genoa, Matteo Fortuna, ha detto che in questo periodo sul mercato “si naviga a vista” ed è “difficile fare previsioni. La guerra in Israele avrà sicuramente un impatto, ancora non possiamo sapere se positivo o negativo sull’andamento dei noli, ma certamente lo avrà sul mercato shipping delle merci varie”.

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