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Porti

Port authority promosse dalla Corte dei Conti su Pnrr e Pnc

Obiettivi finora sostanzialmente centrati; poche criticità rilevate a Messina, Gioia Tauro, Taranto, Ancona e Venezia

di Redazione SHIPPING ITALY
8 Novembre 2023
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Terminal Montesyindial Venezia Marghera

Nel report della Corte dei Conti sull’attuazione degli investimenti finanziati da fondi del Pnrr o del Pnc ha trovato spazio un focus dedicato a quelli in capo alle Autorità di sistema portuale.

Le risorse destinate ai porti dai due programmi ammontano a 3,16 miliardi di euro, per la maggior parte, 2,8 miliardi, facenti capo al Pnc, non potendosi finanziare con fondi europee azioni, in primis lo sviluppo infrastrutturale, che la Commissione avrebbe considerato soggette alla normativa sugli aiuti di Stato. Gli interventi Pnc “riguardano sostanzialmente – scrive la Corte – lo sviluppo dell’accessibilità marittima e della resilienza delle infrastrutture portuali ai cambiamenti climatici, l’aumento selettivo della capacità portuale, la realizzazione dell’ultimo/penultimo miglio ferroviario/stradale, l’efficientamento energetico, l’elettrificazione delle banchine”. La quota più importane dei fondi Pnrr è invece destinata al progetto Green Ports. In totale, fra Pnrr e Pnc, sono 142 i progetti afferenti alle Adsp, del valore complessivo di quasi 4,5 miliardi di euro, per l’appunto coperti per oltre il 70% dai suddetti fondi.

La valutazione della magistratura contabile sullo svolgimento alla data del 30 giugno scorso degli obiettivi prefissati per le Adsp è sostanzialmente positivo, dal momento che “Le AdSP hanno dichiarato generalmente il raggiungimento degli obiettivi di piano, ad eccezione di pochi casi per i quali sono state fornite le motivazioni sotto riportate. Va detto comunque che in gran parte gli obiettivi, legati all’espletamento di procedure pubbliche di acquisizione, prevedono il completamento delle gare nel secondo semestre 2023. Nelle prossime relazioni si darà quindi conto dell’evolversi della situazione”.

Oltre al noto caso relativo al capitolo cold ironing (con le lungaggini sull’avvio di alcuni progetti legate all’incerto quadro normativo), poche le criticità rilevate sul resto. A Messina il progetto di un deposito costiero di Gnl ha visto il ritiro dell’unico offerente (Edison): “l’AdSP ha chiesto la rimodulazione dei fondi assegnati ed è in attesa di risposta da parte del Mit”.

A Gioia Tauro, riguardo ad un progetto di miglioramento della viabilità stradale dello scalo, “l’AdSP ha comunicato di non aver potuto avviare la gara per l’affidamento dei lavori, a causa di una controversia con il Consorzio regionale per lo sviluppo delle attività produttive (Corap)”, ancora pendente.

A Taranto, dove l’Adsp beneficia di oltre 35 milioni per realizzare due tronconi della nuova diga foranea, per uno dei due progetti “l’AdSP risulta in ritardo rispetto all’obiettivo, con la pubblicazione di un bando di gara anziché due, come previsto, in quanto ha chiesto al Mit di poter riprogrammare l’intervento di realizzazione della diga di Levante, spostando i relativi fondi sulla diga di Ponente”. Quanto poi “all’unico progetto finanziato dal PNRR per 50 milioni, relativo all’infrastrutturazione primaria e all’accessibilità stradale e ferroviaria di un’area, l’AdSP ha evidenziato di non aver potuto raggiungere l’obiettivo non avendo potuto procedere all’affidamento delle opere, non essendosi ancora concluso il procedimento teso all’ampliamento della circoscrizione di competenza”.

L’Adsp di Ancona, poi, ha specificato che l’intervento da 10 milioni di euro sul ‘lungomare nord per la rettifica e la velocizzazione della linea ferroviaria con i materiali di escavo dei fondali marini’ “non è realizzabile a causa del mancato rispetto delle tempistiche di investimenti pregressi da parte di altri soggetti e di aver trasmesso in merito una comunicazione formale al Mit”.

A Venezia, infine, “un obiettivo non è stato raggiunto, in quanto il Mase ha chiesto la revisione tecnica del provvedimento di compatibilità ambientale da parte della Commissione Via (e quindi una revisione dello studio di impatto ambientale). Solo in data 24 maggio 2023 il Mase ha comunicato la conferma del parere Via. Risultano oggi in corso le verifiche di ottemperanza e la revisione della progettazione”.

A.M.

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