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In Usa maxi risarcimento da 315 Mln $ chiesto a Msc da un altro caricatore

La (ormai fallita) Bed Bath & Beyond invoca l’apertura di un procedimento per il mancato rispetto di obblighi fissati nei contratti di trasporto. Il vettore rispedisce al mittente gli addebiti

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
29 Novembre 2023
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MSC Shreya

Bed Bath & Beyond – catena statunitense di prodotti per la casa che ad aprile ha presentato istanza di bancarotta – ha chiesto alla Federal Maritime Commission di avviare un procedimento contro Msc per ottenere dalla compagnia marittima un risarcimento che potrebbe sfiorare i 315 milioni di dollari, accusandola implicitamente di avere contribuito alla sua crisi tramite comportamenti in violazione dello Shipping Act del 1984, tutto questo mentre raggiungeva profitti record.

Sotto accusa da parte della società, che oggi risponde al nome di Dk-Butterfly (avendo anche nel frattempo ceduto il marchio a Overstock.com), in particolare c’è il comportamento tenuto dal vettore negli anni tra 2020 e 2021, nel quale la ex Bb&B è stata titolare con la compagnia di due diversi contratti di trasporto (il primo a coprire il periodo compreso tra il 1 luglio 2020 e il 30 aprile 2021, il secondo con durata dal 1 maggio 2021 al 30 aprile 2022).  Da notare a margine che il retailer Usa riporta nella sua istanza i maxi utili ottenuti dalla compagnia nel 2022 (36,2 miliardi di euro), citando come fonte di questa informazione il quotidiano romano Il Messaggero, che li aveva svelati lo scorso ottobre (SHIPPING ITALY li aveva ripresi in questo articolo).

Secondo la sintesi dei ‘reclami’ di Bb&b fatta da Maritime Executive, la società – che già ha presentato richieste analoghe a Oocl e Yang Ming per il mancato rispetto di contratti di servizio e addebito di spese di detention & demurrage non dovute – nel dettaglio accusa Msc di non avere rispettato sistematicamente gli obblighi fissati nei due contratti, avendo trasportato nell’ambito delle intese solo 2.553,5 Feu sui 4.240 stabiliti e facendo sì che Bb&b si trovasse a dover trovare soluzioni alternative per i restanti 1.686,5 Feu, con costi aggiuntivi che la società ha ora quantificato in circa 7,29 milioni di dollari.

Nel suo claim, l’azienda ora fallita segnala anche – rifacendosi a un metodo di calcolo utilizzato in passato dalla stessa Fmc – di aver valutato che il potenziale profitto medio per la merce di ogni suo container negli anni in questione ammontasse a 66.924 dollari e che pertanto, se non fosse stata in grado di approntare soluzioni alternative per quei 1.686,5 Feu non trasportati da Msc, sarebbe incorsa in una perdita di profitti per circa 112,8 milioni di dollari. Su questo punto la società allarga ancora poi la portata del suo reclamo, evidenziando che il comportamento del vettore le avrebbe causato un danno significativo, generando “incertezza”, creando” interruzioni nella sua capacità di operare” e in quella di “garantire la tempestiva disponibilità della merce in vendita negli Stati Uniti clienti”,  “con conseguenti danni, inclusa la perdita di profitti”.

Alla lista di risarcimenti la società aggiunge quindi i costi aggiuntivi sostenuti per surcharge e simili, pari a circa 5,5 milioni di dollari nel 2020 e circa 9 milioni del 2021. Infine, le spese di detention & demurrage che la società ritiene di aver pagato ingiustamente ammonterebbero a circa 23 milioni. Fin qui il conto arriva a toccare i 158 milioni di dollari, una cifra che secondo la stessa ex Bb&b potrebbe raddoppiare – arrivando quindi fino a un massimo di circa 315 milioni di dollari – se fosse appurato, come questa sostiene, che Msc abbia agito mettendo in atto ritorsioni intenzionali. Va detto che comunque si tratta di importi potenziali, dato che sarà compito della Fmc non solo valutare la fondatezza delle accuse ma anche calcolare l’entità degli eventuali risarcimenti dovuti.

Come evidenziato da Maritime Executive, le richieste nei confronti di Msc superano di molto quelle avanzate nei confronti di Oocl (32 milioni di dollari) e di Yang Ming (7,7 milioni). La prima, riferisce la testata, aveva replicato alle accuse della società nel maggio dello scorso anno rispedendo la palla al mittente, ovvero sostenendo che fosse stata Bed Bath & Beyond a fallire ripetutamente nella gestione della sua supply chain.

su questa vicenda Msc ha fatto sapere con una nota di essere “a conoscenza di un reclamo presentata presso la Federal Maritime Commission (FMC) dal querelante ‘0230930-DK-Butterfly-1, Inc.’, precedentemente conosciuto come Bed Bath & Beyond Inc. prima del suo fallimento” e ha precisato che “sta ancora studiando il reclamo, ma ritiene che le affermazioni siano prive di fondamento. Msc è orgogliosa dei suoi sforzi nel fornire ai suoi clienti un servizio continuativo durante un periodo di condizioni di mercato straordinarie. Attendiamo con interesse di servire i nostri clienti per molti anni a venire e continueremo a contestare le accuse infondate attraverso gli opportuni canali legali. Msc – aggiunge il vettore nella sua nota – fornisce soluzioni di trasporto agli Stati Uniti da quasi quarant’anni. Con nove sedi distribuite lungo entrambe le coste e il Golfo, Msc si impegna a garantire che le imprese, gli agricoltori e i consumatori americani abbiano accesso ai mercati a livello globale. Il trasporto di container è il fondamento della crescita economica degli Stati Uniti e Msc è estremamente orgogliosa di far parte di questo successo”.

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