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“Dal 1 gennaio entra in vigore l’Ets nel trasporto marittimo ma solo 171 aziende sono pronte”

L’allarme è stat lanciato da Mattia Ferracchiato (BRS Shipbrokers) che ha spiegato quali siano i primi passi da compiere per le società armatoriali e le società di gestione tecnica navale

di Redazione SHIPPING ITALY
5 Dicembre 2023
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BRS Shipbrokers – ETS

Il prossimo 1 gennaio prenderà avvio il primo periodo sperimentale di applicazione dell’Emission Trading System applicato al business del trasporto marittimo ma meno del 10% delle shipping company coinvolte è già pronta per quella scadenza. Mancano ancora all’appello più di 1.600 compagnie armatoriali (precisamente si parla di 1.677 Ism/technical manager) e solamente 171 (in 14 Paesi) ad oggi sono pronte.

Questi dati preoccupanti sono emersi durante un webinar organizzato da BRS Shipbrokers e tenuto da Mattia Ferracchiato, broker che dalla sede di Ginevra del gruppo riveste il ruolo di Head of carbon markets.

Durante il webinar, al quale erano collegati oltre 100 stakeholder (in larga parte armatori) direttamente interessati dalla materia, è stato ricordato che mancano appena 25 giorni all’entrata in vigore dell’Ets e che, appunto, finora solo 171 shipping company si sono già iscritte al sistema di scambio di certificati optando per il trading account (in alternativa al holding account che sarà attivo solo dal prossimo mese di febbraio. Un ritardo dovuto al fatto che l’Europa deve ancora recensire e stilare l’elenco delle società proprietarie di navi che saranno direttamente impattate dalla novità normativa in vigore dal 2024.

Durante il webinar sono stati condotti da Ferracchiato anche un paio di sondaggi fra gli operatori collegati dai quali è emerso ad esempio che il 38% dei soggetti collegati non ha ancora aperto un proprio carbon trading account e un 7% sta riscontrando problemi ad aprirlo non essendo una società basata in Europa. Erano invece il 42% le aziende che hanno risposto ‘sì’ e si sono quindi già dotate di un proprio account.

Durante l’approfondimento offerto da BRS Shipbrokers è emerso che l’opzione di trasferire alla società Ism Manager (gestore tecnico della nave) la responsabilità di gestire l’Ets risulti la più efficiente anche perché, in caso contrario, sarebbe necessario aprire quasi 10mila account per ogni società a cui è riconducibile almeno una nave. Non a caso il 47% dei rispondenti a un altro sondaggio condotto durante il webinar hanno risposto affermativamente alla domanda se intenderanno trasferire la responsabilità dell’Eu Ets alla Ism company (il restante 40% ha risposto ‘non lo so’ e solo il 14% ha detto ‘no’).

Ben 1.373 sono i technical ship manager extra-europei e costretti dunque ad aprire almeno un conto corrente bancario nel Vecchio continente per poter operare sul mercato dello scambio di certificati bianchi.

N.C.

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