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Interventi bipartisan per i portuali del transhipment e gli articoli 16 e 17

Tutte le forze parlamentari propongono emendamenti al Milleproroghe per supportare le agenzie del lavoro di Cagliari, Gioia Tauro e Taranto nonché compagnie e imprese portuali. Presidi sindacali contro i tagli all’indennità di malattia dei marittimi

di Nicola Capuzzo
23 Gennaio 2024
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Medcenter Container Terminal – porto Gioia Tauro (Msc)

Fra gli oltre 1.200 emendamenti al Decreto Milleproroghe presentati dai gruppi in commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera, ce ne sono svariati a correzione della norma che prevede un allungamento di tre mesi delle Agenzie del lavoro portuale di Cagliari, Gioia Tauro e Taranto.

Si tratta degli organismi creati a fine 2016 con l’obiettivo di coprire con una sorta di Indennità di mancato avviamento a spese dello Stato i lavoratori licenziati dai terminal di transhipment di Cagliari (Cict) e Taranto (Tct) a seguito della rinuncia alla concessione, oltre agli esodati dall’Mct di Gioia Tauro. I portuali avrebbero dovuto essere via via ricollocati, ma la misura è stata ripetutamente prorogata e al momento sono ancora quasi 600 i lavoratori iscritti alle tre agenzie (340 a Taranto, 172 a Cagliari e alcune decine a Gioia Tauro).

Anche in ragione di tale situazione da più parti era arrivata la richiesta di prevedere una proroga maggiore. Richiesta che ha trovato accoglimento bipartisan, con ampio ventaglio di proposte. Italia Viva vorrebbe una copertura a tutto il 2025 da 8,8 milioni l’anno; stesso importo per Forza Italia ma solo per il 2024; due anni di allungamento per il Pd, che auspica coperture per 9 milioni l’anno mentre Sinistra Italiana ne chiede 13,2 per il 2024 e altrettanti l’anno successivo e il M5S 8,8 per il 2024 e 4,4 per il 2025. Per Fratelli d’Italia solo un allungamento a fine anno ma senza stanziamenti ulteriori.

Ugualmente trasversali gli emendamenti mirati a modificare l’articolo 199 del Decreto Rilancio del 2020, che, per fronteggiare gli effetti della pandemia, prevedeva sostegni per compagnie e imprese portuali, poi rinnovati col pretesto della guerra in Ucraina. Ora nelle varie declinazioni compare l’inserimento della crisi in Mar Rosso (col M5S che ci aggiunge anche la possibilità per le Adsp di “destinare temporaneamente aree e banchine di competenza a funzioni portuali diverse da quelle previste nei piani regolatori portuali vigenti”).

Ritocchi al comma della Finanziaria dello scorso anno che ha istituito il fondo per la formazione dei portuali sono infine stati proposti da Fratelli d’Italia e Forza Italia.

Intanto diverse sedi locali di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, fra cui quella genovese, hanno indetto presidi unitari di protesta contro i tagli all’indennità di malattia dei marittimi introdotti dall’ultima finanziaria, per “chiedere maggiore rispetto e tutela nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori che portano avanti un settore strategico e vitale non solo per l’economia regionale, ma per tutto il Paese. Sui lavoratori marittimi già grava un recupero salariale, che risulta incapace di offrire adeguate garanzie, considerato che la stessa indennità non viene erogata in tempi certi quello previsto dalla Legge di Bilancio, è un provvedimento che rischia di minare anche la sicurezza sul lavoro dei marittimi, per questo motivo chiediamo al Governo di annullarlo”

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