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Fratelli d’Amico Armatori verso la vendita (a caro prezzo) della petroliera Mare Oriens

Contenzioso in atto invece con gli assicuratori per la dichiarata (e contestata) perdita totale della nave Mare Doricum protagonista di un incidente con inquinamento in Venezuela

di Redazione SHIPPING ITALY
26 Gennaio 2024
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Mare Oriens (Fratelli d’Amico Armatori)

Dalla flotta della shipping company romana Fratelli d’Amico Armatori si prepara a uscire la nave cisterna Mare Oriens, una LR2 da 110.500 tonnellate di portata lorda costruita nel 2008 e consegnata dal cantiere giapponese Mitsui Ichihara.

Secondo quanto riportato da diversi broker marittimi attivi a livello internazionale gli acquirenti della nave sarebbero di nazionalità cinese il prezzo concordato dovrebbe aggirarsi intorno ai 42 milioni di dollari.

Il valore dell’asset, trainato anche e soprattutto dal buon andamento dei noli per le navi cisterna, guardando al track record che riporta VesselsValue, è dunque tornato ai livelli del 2015. Nella primavera del 2021, invece, la stessa Mare Oriens sul mercato della compravendita navale avrebbe potuto spuntare fra i 17 e i 18 milioni di dollari secondo i valori di quel periodo.

Dal quartier generale della Fratelli d’Amico Armatori a Roma nessun commento sulle indiscrezioni riguardanti questa cessione.

Dall’ultimo bilancio disponibile (quello del 2022) si apprende che la società guidata dal presidente e amministratore delegato Carlo Galdo ha operato finora con una flotta composta da cinque navi petroliere: tre della classe Suezmax da 158.000 tonnellate di portata lorda (Mare Doricum, Mare Picenum e Mare Siculum) e due aframax da 110.000 Tpl (mare oriens e Mare Nostrum).

A febbraio dello scorso anno, un anno dopo l’incidente che l’aveva vista coinvolta in Venezuela (con conseguente sversamento in mare di petrolio), la nave Mare Doricum è stata ‘ceduta’ agli assicuratori “Corpo e Macchina – Rischi Gerra” (con capofila Swiss Re International) tramite la comunicazione di abbandono nave e in forza del quale, secondo la shipping company romana, “gli assicuratori sono tenuti a corrispondere un indennizzo peri a 35 milioni di dollari”. Gli assicuratori però non la pensavano allo stesso modo e in data 15 marzo 2023 hanno notificato a Fratelli d’Amico Armatori “un atto di contestazione e reiezione di abbndono di nave nel quale contestano e respingono la validità e l’efficacia dell’atto di abbandono”. Il caso è finito al tribunale di Milano dove una prima udienza era in programma lo scorso 23 novembre.

Dal punto di vista finanziario la società armatoriale aveva chiuso il 2022 nuovamente in utile con un fatturato risalito a 85 milioni di euro (rispetto ai 45 milioni del 2021 e ai 79,5 milioni del 2020) e un utile netto di 8,6 milioni di euro (mentre il 2021 aveva chiuso in rosso di 20,2 milioni). Tutti gli utili del 2022 sono stati riportati a nuovo.

A proposito invece dell’impiego delle navi, tutta la flotta di navi è inserita in pool commerciali e quindi prevalentemnete sul mercato dei noli spot. Più precisamente la Mare Doricum e la Mare Siculum erano impiegate nel Pool Tekkay Rsa Suezmax, mentre la Mare Picenum da gennaio 2022 era impiegata nel Pool Penfiled Tankers Suezmax Lcc. Le ulteriorri due Aframax tanker sono state gestite comercialmente dal pool Teekay (la Mare Nostrum) e dal pool Maersk (la Mare Oriens). Nel 2022, rispetto al 2021, i ricavi della flotta (base time charter equivalent).

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