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Cornetto (Fhp): “Negli ultimi vent’anni perso il 35% di traffici di rinfuse solide in Italia”

Il neoamministratore delegato di F2i Holding Portuale ha suggerito di ridurne la frammentazione nella logistica e utilizzare tutte le possibili innovazioni

di Redazione SHIPPING ITALY
1 Marzo 2024
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Negrini benna rinfuse

La portualità italiana continua a perdere terreno nella movimentazione di rinfuse solide ma il grupo Fhp (F2i Holding Portuale) intende invece puntare su questo segmento di mercato per rilanciarlo e renderlo competitivo anche in termini di offerta logistica.

Il tema è stato al centro dell’ultima riunione conviviale del Propeller Club – Port of La Spezia (presieduto da Gianluca Agostinelli) alla quale ha preso parte, in qualità di ospite d’onore, Paolo Cornetto, manager spezzino d’origine nonchè nuovo amministratore delegato del FHP Holding Portuale.

Paolo Cornetto ha mostrato, numeri e trend alla mano, quanto il traffico delle rinfuse solide sia rilevante e strategico nella portualità nazionale (accanto ai container e alle rinfuse liquide) per un Paese manufatturiero come l’Italia che importa materie prime ed esportazione prodotti. Lungo l’elenco dei settori industriali e delle tipologie di rinfuse solide movimentate nei porti italiani: edilizia e vetro (dal cemento alle ceramiche), siderurgia (dai rottami alle bramme), cerealicoli, derrate alimentari e frutta, concimi e fertilizzanti, forestali (legname e cellulosa) e da ultimo il carbone.

Il vertice di Fhp ha evidenziato però come, nonostante questa strategicità ai fini del Pil nazionale, l’Italia risulti scarsamente efficiente nella portualità e nella logistica anche a causa della elevata frammentazione dell’offerta logistica sia a mare sia a terra (non a caso l’obiettivo di F2i è quello di consolidare il più possibile l’offerta). Le inefficienze esistenti si stanno pagando in termini di perdita costante dei traffici: il trend delle rinfuse solide nei nostri porti, infatti, è in calo costante, essendo passata dai 93 milioni di tonnellate del 2005 ai 73 milioni nel 2014 fino ai 61 milioni nel 2023 con una perdita del 35%.

Fhp che, oltre a Marina di Carrara, è presente nei porti di Trieste, Monfalcone e Livorno, “cerca – ha detto Cornetto – la ricerca costante della massima efficienza, organizzativa e operativa, per garantire la massima soddisfazione di clienti e investitori”. E per fare questo “dobbiamo continuare a mettere ordine nelle rinfuse cominciando dal ridurne la frammentazione e utilizzando tutte le possibili innovazioni” ha aggiunto.

Le rinfuse solide – è stato sottolineato al Propeller spezzino – sono la vocazione e la funzione portante del porto di Marina di Carrara che garantisce così al Sistema portuale del Mar Ligure Orientale la complementarietà dell’offerta insieme al porto della Spezia che, nonostante la prevalenza del traffico container, deve essere attento esso stesso anche al traffico delle rinfuse solide, accanto a quello delle rinfuse liquide arrivato in questi anni al top con il gas a compensazione della perdita di petrolio e carbone.

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Paolo Cornetto – Gianluca Agostinelli

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