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Crociere a Venezia: Di Blasio si difende e resta fiducioso nella mediazione di Rixi

Il commissario alle crociere di Venezia risponde a muso duro alle critiche scaturite dal contenzioso con Vtp e s’affida al Mit

di Nicola Capuzzo
25 Marzo 2024
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Di Blasio Lino

Bersagliato dal fuoco di fila partito nei giorni scorsi da Msc Crociere, Costa Crociere, Clia e Save (azionista di riferimento di Vtp – Venice Terminal Passeggeri), Fulvio Lino Di Blasio, presidente dell’Autorità di sistema portuale e commissario alle crociere di Venezia, ha risposto per le rime a chi lo accusa di inerzia e vessazione (speculativa) nei confronti dell’attuale concessionario dei servizi ai passeggeri.

“È inaccettabile che chi opera in questo settore non approfondisca e non conosca la legge. Io opero secondo la legge e ad essa rispondo. E se qualcuno ha letto il decreto 103 del 2021 (il decreto Venezia, quello che ha limitato l’accesso delle navi bianche alla Stazione marittima e creato la struttura commissariale, ndr) troverà le risposte ai propri dubbi” ha esordito Di Blasio in una lunga intervista a Il Gazzettino.

Il primo punto su cui si sofferma Di Blasio è il binomio indennizzo-rinnovo concessorio su cui si è incistato il rapporto con Vtp: “L’indennizzo lo chiedono a me, ma non sono io a doverlo o poterlo riconoscere. Le cose sono andate così. Nel 2022 Vtp ha presentato un piano economico e finanziario in base al quale noi eravamo pronti a valutare la proroga della concessione per alcuni anni, anche nel rispetto della normativa Ue. L’anno dopo, nel 2023, sulle base di proprie considerazioni, Vtp ha modificato il piano inserendo una richiesta di indennizzo di oltre 50 milioni che l’Autorità avrebbe dovuto riconoscere in sede di riequilibrio della concessione. Ma nel riequilibrio previsto dal decreto 103 non c’è alcuna logica risarcitoria, non è previsto, non si può fare. Si tratterebbe di trovare soldi pubblici – che al momento non ci sono – o, in alternativa, di concedere la Marittima e gli attracchi gratis (o quasi) per 20 anni. È una richiesta insostenibile giuridicamente, oltre che finanziariamente per il nostro ente. Pertanto quella di riequilibrare la concessione confermando la scadenza della concessione al 2026 è stata una via obbligata, non una scelta illogica. Vtp, nel frattempo, ha già ricevuto contributi dal Ministero per le Infrastrutture e Trasporti per 17 milioni e ulteriori 8 milioni circa, in riduzione del canone, sono stati riconosciuti dall’Autorità in attuazione del decreto 103, oltre alla disponibilità degli approdi temporanei di Chioggia e Fusina in aggiunta alle due banchine Liguria e Lombardia”.

Altro oggetto di lite è il ritardo nell’esecuzione del piano degli approdi diffusi, in particolare per quel che riguarda il Canale Nord: “Anche qui, chi contesta ritardi non ha letto la legge. Siamo perfettamente in linea con i tempi tecnici e le risorse stanziate. Basti sapere che per gli interventi abbiamo già impegnato tutti i 26 milioni previsti per il triennio 2021-2023 e 5,7 milioni del 2024. Ci hanno anche imputato colpe nell’individuazione e ritardi nella realizzazione dell’attracco per crociere sul canale industriale Nord di Marghera, lato nord, dimenticando che quel sito è stato individuato dal decreto interministeriale attuativo della stessa legge (quindi senza alcuna discrezionalità per il Commissario) e che è stato necessario un progetto di fattibilità senza il quale non si poteva procedere” ha spiegato Di Blasio, precisando che anche per quel che riguarda l’escavo dei canali (sia il Vittorio Emanuele III che il Malamocco-Marghera) è “tutto nei tempi e secondo le legge, nel rispetto delle procedure”.

Terzo attacco quello alle speculazioni evocate dai vertici di Save: “Ma stiamo scherzando? Non so in quali bàcari veneziani si siano alimentate queste falsità. Sul Canale nord, ad esempio, stiamo seguendo il testo unico sugli espropri. Ma quali speculazioni. La Marittima sarà interessata dal piano di riqualificazione del waterfront, è vero, ma non nella parte in concessione a Vtp e, in generale, porterà un miglioramento della città e della vita dei cittadini”.

Quanto al futuro Di Blasio ha fiducia in una possibile ricomposizione del rapporto con Vtp, ma non appare turbato dall’eventualità che ciò non avvenga (e che quindi si proceda sulla strada del contenzioso avviato dal terminalista): “Credo molto nella mediazione del viceministro Rixi, che tengo a ringraziare per l’impegno assunto nel sentire tutte le parti per fare chiarezza e per trovare una composizione positiva della vicenda. Sono convinto che si arriverà a una soluzione perché questo vogliamo tutti». E se non sarà così il piano B è un nuovo bando (o un avviso per manifestazioni di interesse) per trovare il gestore, a cui potrà partecipare la stessa Vtp, ovviamente se lo vorrà. Ma le crociere non si fermano, e il lavoro nemmeno”.

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