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Porti

Il ponte crollato a Baltimora impatterà anche su una linea di Grimaldi verso gli Usa (VIDEO)

Il risarcimento dei danni probabilmente supererà il claim da 1,5 miliardi di dollari della Costa Concordia

di Nicola Capuzzo
27 Marzo 2024
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Il giorno dopo il crollo del Francis Scott Keybridge è stato dedicato alla ricerca di eventuali superstiti, al conto delle vittime e dei danni, dei primi accertamenti sulle cause di un sinistro marittimo che gli assicuratori hanno già classificato come uno dei più gravi degli anni recenti. Qualcuno si è già spinto a sostenere che il claim, da un punto di vista assicurativo (P&I in primis) supererà il miliardo e mezzo di dollari raggiunto dal naufragio della Costa Concordia.

La morte di una persona sarebbe accertata mentre altre sei risultano disperse e rimangono poche speranze di ritrovarle in vita. L’elenco delle vittime sarebbe potuto essere molto superiore se dalla nave portacontainer Dali non fosse stato prontamente lanciato un segnale d’allarme alle autorità; un gesto, quello dell’equipaggio a bordo, che ha consentito di bloccare il traffico sull’infrastruttura sospesa tanto che le vittime pare siano operai che sul ponte si trovavano per lavorare alla manutenzione stradale.

L’industria internazionale del trasporto marittimo fin da subito ha iniziato a fare i conti con il porto di Baltimora fuori uso con diverse navi rimaste ‘intrappolate’ perché impossibilitate a uscire navigando il fiume Patapsco invaso dai detriti del ponte crollato. Lo scalo, oltre che per i container (dirottati verso porti limitrofi come New York), è importante soprattutto per i traffici bulk e per l’automotive. Il Gruppo Grimaldi tradizionalmente scala questo porto statunitense nell’ambito della sua linea per il trasporto di auto da e per il Mediterraneo e le ha infatti dedicato il nome della nave Grande Baltimora (entrata in servizio nel 2017).

In molti si sono interrogati su quali possano essere state le cause di un incidente simile. Qualcuno ha parlato di carburante contaminato o di problemi al sistema di alimentazione della nave Dali, altri segnalano che l’assistenza di rimorchiatori fino al passaggio sotto il ponte (e non solo per le fasi di manovra dopo il disormeggio dalla banchina) avrebbe evitato il sinistro. A bordo sul ponte di comando erano presenti due piloti del porto.

Secondo Clay Diamond, direttore esecutivo dell’American Pilots Association, che è stato informato dal gruppo dei piloti portuali dello Stato, la nave ha subito un blackout completo. Le riprese video dell’incidente lo confermano, con la nave che ha chiaramente perso potenza.

Il National Transportation Safety Board è arrivato sul luogo dell’accaduto per raccogliere quante più informazioni possibili. La nave era stata sottoposta a un’altra ispezione nel settembre 2023 da parte della Guardia Costiera degli Stati Uniti a New York ma non era stato rilevato alcun problema.

La circolazione delle navi da e per il porto di Baltimora continua a essere sospesa a tempo indeterminato e le principali compagnie di navigazione hanno iniziato ad attuare piani alternativi. Sia Maersk che Msc hanno annunciato ieri il dirottamento di tutte le proprie spedizioni e successivamente anche Carnival Cruise Line ha annunciato che riposizionerà la sua nave da crociera Carnival Legend a Norfolk, in Virginia. Idem per Royal Caribbean International che opera con una nave da crociera da Baltimora e ha riferito di stare rivedendo la programmazione.

Come detto Baltimora è uno dei principali scali degli Stati Uniti per i traffici di rotabili, ovvero autovetture, macchine agricole e altri veicoli pesanti.

La portacontainer Dali da 9.962 Teu (noleggiata da Maersk e impiegata sul trade Asia – Stati Uniti) ha bloccato il traffico marittimo lungo il fiume e tutte le compagnie di navigazione hanno dovuto fare cambiare rotta alle proprie navi dirette a Baltimora.

Molti container sono stati gravemente danneggiati a prua e l’assicuratore di carichi WK Webster ha osservato come risulti “probabile che a seguito di questo gravissimo incidente si verifichino perdite e danni significativi al carico, anche a diversi container che, secondo quanto riferito, sono appesi al ponte. Sembra inoltre quasi certo che la nave non proseguirà il viaggio nel prossimo futuro, con conseguenti gravi ritardi per tutto il carico a bordo”.

“In questa fase non è possibile sapere quali saranno i tempi di riapertura” si legge in un rapporto del broker marittimo Arrow. “Data l’importanza delle importazioni di automobili, del commercio di container, delle navi da crociera e delle esportazioni di carbone, riteniamo che ci sarà uno sforzo concertato per riaprire il porto il più rapidamente possibile. L’impatto sull’economia locale inizierà immediatamente, di conseguenza la ripresa delle operazioni diventerà probabilmente una priorità”.

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