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La chiusura del porto a Baltimora costringe Grimaldi a rivedere i piani operativi di alcune navi

La con-ro Atlantic Sky della controllata Acl era transitata sotto il ponte crollato due ore prima dell’incidente causato dalla portacontainer Dali. Traffici dirottati in altri scali

di Nicola Capuzzo
28 Marzo 2024
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Atlantic Star (NCL – Grimaldi) ponte Baltimora

Il crollo del ponte Francis Scott Keybridge nel porto di Baltimora nel prossimo futuro impatterà direttamente anche sulle attività del gruppo armatoriale Grimaldi di Napoli, in particolare della controllata americana Atlantic Container Line che opera servizi di linea regolari fra Nord Europa e Nord America per il trasporto di container e carichi rotabili. Per le stesse ragioni l’incidente interesserà anche le linee operate da Grimaldi con navi porta auto dall’Asia e dall’Europa verso gli Stati Uniti.

La shipping company partenopea ha precisato intanto a SHIPPING ITALY che i principali terminal deep sea di Seagirt (container), Dundalk (auto e ro-ro) e Fairfield (auto) attualmente risultano tutti chiusi. Sparrow’s Point (altro terminal per auto nuove) si trova fuori dal ponte caduto, verso il mare aperto, e risulta essere l’unico fra i grandi terminal ancora operativo ma si tratta di una struttura più recente e ancora in fase di sviluppo (utilizzata finora per traffici di Volkswagen e Bmw). “Il porto di Baltimora non ha indicato quanto tempo ci vorrà per rimuovere i rottami del ponte e riaprire il canale. È urgente riaprire il transito perché diverse navi della Marina statunitense sono bloccate all’interno del porto” spiegano da Grimaldi, che nella disgrazia è stato comunque fortunato come gruppo. Una nave di Atlantic Container Line (Acl), l’Atlantic Sky, aveva infatti lasciato il porto due ore prima dell’incidente; nessun’altra nave del gruppo si trovava a Baltimora al momento dell’incidente.

Per ciò che riguarda i servizi di imbarco e sbarco di contenitori fino a nuovo avviso, finché il canale rimarrà chiuso, tutti i servizi container per tutti i vettori da e per Baltimora sono sospesi. Gli operatori che attualmente vi fanno scalo dovranno dirottare il carico verso New York, Norfolk e Filadelfia. I volumi sono significativi, ma non dovrebbe essere un problema per gli altri porti assorbire questi volumi ulteriori. “Acl sta dirottando il carico di Baltimora verso New York e Norfolk per il momento. Se la chiusura del porto di Baltimora continuerà per un periodo prolungato, Acl aggiungerà un porto alternativo per modificare il suo programma” fanno sapere dal quartier generale di Grimaldi a Napoli.

Maggiori i riflessi sui trasporti via mare di auto nuove perché Baltimora è il più grande porto ro-ro degli Stati Uniti. “Acl sta attualmente valutando opzioni portuali alternative fin quando Baltimora rimarrà chiusa; per il momento la compagnia sta dirottando i carichi rotabili verso New York e Norfolk” aggiungono.

Lo scalo protagonista di questo grave sinistro è un gateway per il trasporto via mare di auto nuove, soprattutto per le importazioni dall’Asia, ma anche dall’Europa. “Fortunatamente le auto sono una piccola percentuale dei carichi totali di Acl. I grandi importatori di auto, soprattutto quelli asiatici a causa dei volumi avranno molti problemi a trovare parcheggio in altri porti vicini” fanno sapere dal gruppo italiano, che serve però i traffici di auto nuove con proprie navi car carrier che collegano Asia, Europa e Nord America. “Poiché Acl – aggiungono – è già presente a NY e Norfolk con spazi dedicati, probabilmente finiremo per trasportare più auto ora che i produttori cercheranno di spostare i loro carichi dati i nuovi vincoli di spazio. I porti alternativi si riempiranno molto rapidamente prima che venga affisso il cartello ‘spazio esaurito’.”

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