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A Genova il trasferimento di Superba ‘buca’ (per ora) l’autorizzazione paesaggistica

La società del Gruppo Pir potrà integrare la documentazione, “inadeguata”, ma per il Ministero della Cultura è problematica la compatibilità con Parco della Lanterna e riqualificazione di Sampierdarena, occorrono “alternative di localizzazione più efficaci”

di Andrea Moizo
18 Aprile 2024
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Silos Occhetti Genova

È negativo, ancorché non definitivo, il primo verdetto della procedura di Valutazione di impatto ambientale avviata a gennaio da Superba per il progetto di trasferimento dei suoi depositi chimici da Multedo al bacino portuale di Genova Sampierdarena, presso Ponte Somalia.

“Gli elaborati progettuali non sono sviluppati a un livello tale da consentire la compiuta redazione della relazione paesaggistica e quindi risultano inidonei al rilascio contestuale dell’autorizzazione paesaggistica” ha infatti sancito al termine della propria valutazione il Ministero della Cultura, chiedendo a Superba di integrare la documentazione con, fra l’altro, “la definizione di alternative di localizzazione dell’intervento più efficaci al fine di contenere gli impatti dello stesso e le sue ricadute negative su aree di interesse culturale o paesaggistico”.

Un passaggio più impervio di quello richiesto dalla Regione Liguria pochi giorni fa. Innanzitutto perché la Commissione di Via può al limite sorvolare sui rilievi dell’ente territoriale ma non su quelli del Mic. E poi perché è vero che la Regione, fra le integrazioni ritenute necessarie, aveva inserito la “valutazione delle possibili alternative progettuali”, ma specificando che trattasi di un pro forma degli studi di impatto ambientale cui Superba potrà facilmente adempiere allegando “i documenti, nonché le relative valutazioni, redatti da Autorità di sistema portuale” (che ha finora scartato le alternative scelte).

Nel merito per il Ministero la collocazione dei depositi dovrebbe essere tale “da non determinare in termini percettivi effetti negativi sia nei confronti dei punti di vista pubblici sia dei manufatti di interesse culturale collocati in area prossima all’areale di intervento”, quando invece “gli interventi in oggetto potrebbero presentare un significativo impatto dal punto di vista monumentale-paesaggistico”, dato che si posizionano “in un’area che, per quanto sia in un contesto portuale, risulta di alta visibilità sia dal mare sia da terra, sia dagli edifici tutelati con forte connotazione turistica”.

Oltre all’impatto visivo sull’esistente (citato in particolare il vincolato Silos Occhetti di Calata Mogadiscio) per il dicastero della Cultura Superba non ha debitamente tenuto conto dei “progetti già autorizzati ed in itinere insistenti nell’area, che potrebbero invece costituire elementi di rilievo nell’ambito della valutazione”.

Particolare enfasi, dato che la macchia potrebbe essere difficilmente emendabile, viene messa sulla sostanziale incoerenza di un intervento ritenuto fortemente impattante, anche paesaggisticamente, con “le nuove valenze turistico-culturali che si stanno delineando sia per la formazione del polo culturale Lanterna-Centrale-Termoelettrica-Edificio Pietro Chiesa (che, ricorda peraltro il Ministero, sono condizione per il via libera al tunnel subportuale, nda) sia per gli interventi previsti e messi in atto dal Comune di Genova per la rigenerazione del quartiere di Sampierdarena”.

Tanto da far ventilare, in conclusione, “la possibilità di parere negativo” qualora la documentazione integrativa “non dimostri la compatibilità dell’intervento con gli aspetti di competenza di questo Ministero”, che ritiene “che le opere in oggetto, così come proposte, possano causare interferenze negative con le opere di riqualificazione turistica dell’area della Lanterna che si sta perseguendo da tempo nella pianificazione portuale e cittadina”.

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