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Cantieri

Dall’inchiesta di Genova emergono accertamenti anche sul cantiere Amico&Co.

Nel radar degli inquirenti il sospetto di un legame fra i finanziamenti del gruppo cantieristico al comitato elettorale di Toti e il rinnovo della sua concessione in porto

di Andrea Moizo
8 Maggio 2024
Stampa
Amico&Co + WaterfrontMarina_ Genova _perstampa

Anche altri imprenditori del porto di Genova sono finiti sotto la lente degli inquirenti per i sospetti casi di corruzione.

Lo si evince da alcuni passaggi dell’ordinanza di custodia cautelare spiccata ieri dalla Procura di Genova a carico, fra gli altri, di Aldo e Roberto Spinelli, di Mauro Vianello, del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e dell’ex presidente della locale Autorità di sistema portuale Paolo Emilio Signorini.

A proposito di Matteo Cozzani, capo di gabinetto di Toti agli arresti domiciliari, si legge che “il medesimo modus operandi traspare, poi, nella vicenda (ancora in fase di accertamento) anche di altro imprenditore (Amico), nell’ambito della quale l’immediata manifestazione di interessamento per la sua pratica faceva seguire l’elargizione di finanziamenti in favore del Comitato Toti”. Il medesimo modus operandi è quello di Cozzani nella sua “attività di procacciatore di finanziamenti, in cambio di comportamenti ed atti amministrativi di favore”.

In particolare gli inquirenti – ancora da capire se “l’accertamento” corrisponda o possa in futuro portare a un’indagine – menzionano una conversazione del maggio 2021 fra Alberto Amico, numero uno di Amico&Co, e Cozzani, in cui l’imprenditore “chiedeva al predetto una ‘mano’ per capire ‘come meglio supportarvi e poi per capire come è il termometro politico. Amico, in particolare, dopo avere precisato che la sua intenzione era ‘continuare’ a finanziare Giovanni Toti e che, in cambio, ‘non chiedeva la luna’ ma chiedeva solo ‘un’attenzione legittima’, precisava che ‘sono 6 anni che aspettiamo il rinnovo della concessione mi farebbe piacere quella…pizzico più di attenzione…noi siamo abbastanza allineati…Signorini…cioè…però fa fatica Signorini…omissis…io non voglio andare da Giovanni a dire che Signorini non ce la fa…voglio andare da Giovanni con Signorini a dire <>…io è sei anni che aspetto questi cinquanta milioni…non aspettiamo…”.

In questo caso i “comportamenti e gli atti amministrativi di favore” corrisponderebbero all’interessamento di Toti al rinnovo della concessione, che è arrivato pochi mesi fa (nel frattempo intervenne la proroga disposta dalle norme anti-Covid). Mentre è poco dopo quella conversazione, nel giugno 2021, che, si legge ancora nell’ordinanza, “veniva riscontrato un finanziamento della cifra di 30.000 euro in favore del Comitato Toti (…), operazione che veniva segnalata come ‘sospetta’ dalla Banca d’Italia”.

Nessun legame, per lo meno per quel che emerge nel filone d’indagine che ha portato ai provvedimenti di ieri, col finanziamento all’Autorità di sistema portuale che la Regione Liguria ha deliberato lo scorso novembre, attingendo a Fondi Coesione, al fine di partecipare alla realizzazione di un nuovo bacino di carenaggio il cui restante (e maggioritario) costo di realizzazione (insieme alla gestione) sarebbe in capo ad Amico & Co.

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