• Chi siamo
  • Contatti
  • Perchè
  • Pubblicità
  • English
Il quotidiano online del trasporto marittimo

Il quotidiano online del trasporto marittimo

logo shipping italy
  • Home
  • Navi
  • Porti
  • Spedizioni
  • Cantieri
  • Interviste
  • Politica & Associazioni
  • Inserti speciali
  • Market report
  • Home
  • Navi
  • Porti
  • Spedizioni
  • Cantieri
  • Interviste
  • Politica & Associazioni
  • Inserti speciali
  • Market report
Il quotidiano online del trasporto marittimo

Il quotidiano online del trasporto marittimo

Politica&Associazioni

“Per evitare un disastro ambientale dalla petroliera Sounion in Mar Rosso il privato non basta”

Il tanker contiene tre volte il greggio sversato a suo tempo dalla Exxon Valdez: un rischio enorme che richiede risposte eccezionali

di Redazione SHIPPING ITALY
7 Settembre 2024
Stampa
Sounion

Contributo a cura di Ammiraglio Isp. (CP) a.r. Aurelio Caligiore * 

* Da oltre trent’anni Ufficiale della Marina Militare del Corpo della Guardia Costiera, da sempre impegnato in attività legate alla tutela dell’ambiente. Nell’ultimo decennio è stato Capo del Reparto ambientale marino delle Capitanerie di Porto (RAM) presso il ministero dell’Ambiente. Attualmente è Commissario presso la Commissione Pnrr-Pniec del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica (Mase).

 

La tragica situazione della petroliera Sounion, in fiamme e alla deriva nel Mar Rosso con un carico pari a 150mila tonnellate di greggio e uno sversamento in corso, rimane tale: la sola novità, purtroppo, è che la società incaricata del recupero ha chiaramente detto di fermarsi, perché non ci sono le condizioni per poter proseguire in sicurezza.

Potremmo fermarci anche noi e guardare dalla nostra distanza di sicurezza come evolverà la faccenda, pensando che tanto non ci riguarda. Gli organismi internazionali, allo stato attuale, hanno girato le spalle al problema di grave rischio di inquinamento marino, lasciando al settore privato la responsabilità dell’intervento che – si può intuire – costerà parecchio.

Sul piano del diritto marittimo internazionale nulla da eccepire, seguono la procedura standard stabilita da accordi internazionali di natura privatistica tra assicuratori e armatori; tuttavia, il caso in esame è meritevole di qualche speciale considerazione, in ragione del fatto che mai lo shipping mondiale si è trovato di fronte ad un caso tanto eccezionale quanto di potenziale (auguriamoci che resti confinato soltanto nel potenziale!) pericolo per l’ambiente marino.

Basti richiamare il fatto che il greggio contenuto nelle cisterne della petroliera battente bandiera greca risulta essere tre volte tanto quello fuoriuscito dalla Exxon Valdez che, nel 1989, inquinò una larga parte del Golfo di Anchorage (Alaska) e che ebbe una risonanza mondiale, tanto da indurre gli Stati Uniti d’America ad emanare l’Opa (Oil pollution act) che rappresenta una linea di demarcazione netta nella prevenzione degli incidenti provocati dalle navi petroliere e che condizionò (e ancora condiziona) la politica dell’International maritime organization (Imo) nella conduzione della prevenzione da inquinamenti da navi.

Sarebbe dunque necessario che quello della Sounion diventasse un caso di scuola, da risolvere attraverso la fusione della componente privatistica con quella pubblicistica internazionale, quindi con Imo, richiedendo supporto tecnico all’Emsa (European maritime safety agency), che potrebbe mettere a disposizione mezzi, know-how, esperienze e capacità professionali presenti negli Stati dell’Unione europea.

Le ragioni della necessaria collaborazione pubblico-privato nel caso Sounion sono almeno cinque:

1) Unità priva di governo abbandonata dall’equipaggio in acque internazionali, in interrotta combustione, che provoca l’indebolimento delle strutture dell’asse nave;

2) Danneggiamento delle linee del carico e delle relative pompe immerse, che non consentirebbero l’allibo dell’unità in mare aperto (anche nel caso in cui l’incendio venisse estinto del tutto);

3) Individuazione di un “Port refuge” di adeguata grandezza nell’area di Bad El Manted, che non può che essere concordata con le autorità dei Paesi presenti nell’area in esame (Yemen, Gibuti, Somalia, Eritrea, Arabia Saudita);

4) Predisposizione delle risorse e dei mezzi navali in grado di intervenire ad horas qualora l’inquinamento da fuoriuscita di greggio dovesse assumere proporzioni rilevanti (all’attualità fonti aperte confermano che la perdita di greggio appare modesta);

5) Necessità di creare un centro di coordinamento e controllo in mare che vigili sulle operazioni in mare e riferisca, in tempo reale, alle autorità internazionali sull’evoluzione degli eventi.

Con molta franchezza, io per primo, riconosco che non ci sono i presupposti giuridici per richiedere un simile intervento, così come però deve essere riconosciuto che il caso Sounion costituisce un’eccezionalità in ogni senso, perché mai prima d’ora la collettività internazionale si è dovuta confrontare prima con un fenomeno di questa portata e in un teatro geografico in cui ci sono pochi mezzi per poter pensare di richiedere a quei Paesi costieri d’intervenire con le proprie risorse –  semplicemente perché non ce ne sono.

Il momento è grave e se ciascuno si fa scudo delle proprie competenze e fa spallucce dicendo che non gli compete, allora stiamo andando dritto verso una catastrofe ambientale, peraltro annunciata con largo anticipo.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY 

SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI

Attenzione: errori di compilazione
Indirizzo email non valido
Indirizzo email già iscritto
Occorre accettare il consenso
Errore durante l'iscrizione
Iscrizione effettuata
Market Report
Tutte le notizie
Previsione noli
Ripresa dei noli container e previsioni di rialzo per il trade Far East – Mediterraneo
Xeneta e Drewry concordi: l'anticipo della peak season e le turbolenze geopolitiche hanno spinto in alto le tariffe e lo…
  • container
  • Drewry
  • noli
  • Xeneta
2
Spedizioni
28 Maggio 2026
Garbarini (Rina)
Nei nuovi ordini di traghetti quasi scomparse le propulsioni tradizionali
Garbarini (Rina): “Nel Ro-Ro cargo solo il 2% dell’orderbook utilizza sistemi convenzionali”. Crescono metanolo, Gnl, batterie e progetti ammonia-ready mentre…
  • ordini
  • propulsioni
  • rinnovo
  • traghetti
4
Market report
22 Maggio 2026
Presentazione risultati ADM 2025_page-0016
Oltre 82 miliardi incamerati dalle Dogane italiane nel 2025 (2 miliardi in più del 2024)
Controlli più performanti hanno portato a oltre 4 mila tonnellate di merci sequestrate per un valore di circa 336 milioni…
  • 2025
  • controlli
  • Dogane
  • Italia
  • Stati Generali
1
Market report
20 Maggio 2026
Fermerci traffico
I numeri di Fermerci fotografano la discesa del traffico ferroviario merci in Italia
Volumi sotto i 50 milioni di tonnellate*Km, l'associazione delle imprese lancia l'ennesimo allarme
  • cargo
  • Fermerci
  • ferrovia
  • traffico
  • treni merci
3
AGGIORNATO
20 Maggio 2026
Interporto Padova
Interporti italiani, l’intermodalità traina la crescita con utili in rialzo dell’8,7%
Al Transpotec i dati Fedespedi: l'integrazione ferro-gomma conquista il 60% dei volumi su rotaia nel decennio 2014-2024
  • analisi
  • Centro Studi fedespedi
  • Fedespedi
  • Intermodalità
  • quota ferroviaria
  • Transpotec
2
Market report
15 Maggio 2026
Il quotidiano online del trasporto marittimo
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Perchè
  • Pubblicità
  • English

© SHIPPING ITALY (Riproduzione riservata – All rights reserved)
Testata iscritta nel registro stampa del Tribunale di Genova n.608/2020 edita da Alocin Media Srl
Direttore responsabile: Nicola Capuzzo

  • Informativa Cookie
  • Informativa Privacy
  • P. IVA: 02499470991
Credits: Edinet s.r.l. - Pietra Ligure (SV)