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La norma ‘salva-diga’ di Genova potrebbe agevolare anche l’Adsp di La Spezia

La Lega propone un emendamento al Dl Ambiente che consentirebbe al commissario di usare i cassoni anche per i fanghi del porto levantino. Modifica anche per le terre di Sestri Ponente

di Andrea Moizo
13 Novembre 2024
Stampa
Vado Ligure – quarto cassone – nuova diga di Genova – Pergenova Breakwater (2)

Le deroghe che il recente Decreto Ambiente ha disposto per il piano di riempimento dei cassoni della nuova diga foranea di Genova potrebbero essere allargate anche al porto di La Spezia.

È quanto prevede un emendamento presentato da alcuni senatori della Lega alla norma, che ha nei giorni scorsi iniziato l’iter di conversione in Parlamento. I firmatari, infatti, hanno proposto che nei cassoni possa finire, oltre ai materiali rinvenienti dai cantieri della nuova diga e del tunnel subportuale di Genova, anche quelli “provenienti dalle operazioni di dragaggio dei porti di La Spezia e Marina di Carrara”.

L’iniziativa è evidentemente volta a superare le difficoltà tecniche dell’operazione di dragaggio del porto spezzino, funzionale, fra l’altro, all’espansione del locale La Spezia Container Terminal. Il progetto è ancora in fieri e le caratterizzazioni da effettuare, ma secondo alcuni addetti ai lavori difficilmente i sedimenti potranno, date le loro prevedibili caratteristiche, essere tutti riutilizzati nelle casse che formeranno il nuovo terminal spezzino.

Consentire al commissario della diga Marco Bucci – cui la norma originaria attribuisce il potere di procedere “sostituendo” con la semplice adozione del piano “ogni autorizzazione necessaria” – di usare anche i fanghi spezzini, previo accordo con l’Autorità di sistema portuale di La Spezia, permetterebbe di bypassare ogni ostacolo tecnico al loro utilizzo come materiale di riempimento. Tanto più che i senatori leghisti propongono anche di tornare alla prima versione del provvedimento, ricancellando dal Decreto andato in Gazzetta ufficiale e attualmente vigente, la previsione di acquisire il parere della Regione Liguria, quello che aveva creato l’impasse.

In parallelo l’altro emendamento proposto, dal senatore Adriano Paroli di Forza Italia, all’articolo 5 del Decreto Ambiente risolverebbe a Bucci l’altro problema esistente. Si propone infatti di cancellare la previsione di “dimostrare la compatibilità ed innocuità ambientale” di “inerti, materiali geologici inorganici e manufatti” che Bucci intenda usare per il riempimento, sostituendola con la formula dello “utilizzo tal quale”.

Escamotage che sbloccherebbe l’uso di 220mila metri cubi di materiali scavati nell’ambito del cantiere del ribaltamento a mare del cantiere navale di Sestri Ponente, su cui proprio i tecnici della Regione avevano eccepito l’impossibilità di classificarli quale materiale di dragaggio e riempimento a causa della “scarsamente indagata presenza di amianto e nichel”.

Anche l’emendamento di Paroli, inoltre, allargherebbe la platea di materiali da utilizzarsi nei cassoni a “ulteriori interventi che dovessero essere individuati nell’ambito della città metropolitana di Genova”. E propone di cancellare la parola rifiuti dalla seguente frase dell’articolo 5 “Il Piano di cui al primo periodo, previo accertamento mediante apposite indagini analitiche delle caratteristiche dei materiali e dei rifiuti, prevede l’utilizzo…”.

Ciò perché la legge prevede che in nessun caso i rifiuti possano essere reimmersi in mare, nemmeno in ambienti conterminati e impermeabili. I cassoni della nuova diga di Genova potrebbero rappresentare la prima eccezione.

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