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Ecco la riforma delle ispezioni delle radio di bordo sulle navi

Nel Ddl Musumeci anche interventi su Cipom e Codice della Navigazione. Nonché la riproposizione soft dell’abolizione del vincolo paesaggistico nei porti già dichiarata incostituzionale

di Andrea Moizo
27 Novembre 2024
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Radio a bordo

Per la modifica della disciplina delle ispezioni delle apparecchiature radioelettriche di bordo sembra essere la volta giusta.

Dopo aver mancato il treno del Ddl Malan – col quale si era intervenuti per alleggerire gli oneri di tali ispezioni in capo alle compagnie armatoriali, andando però oltre il dovuto con la cancellazione dell’obbligo annuale di ispezione e suscitando, pertanto, la contrarietà del Comando generale delle Capitanerie di porto – il Governo è tornato sulla materia, inserendola in un nuovo disegno di legge intestato alla “valorizzazione della risorsa mare” e approvato dal Consiglio dei ministri su proposta del ministro per la Protezione civile e le politiche del mare Nello Musumeci.

Questa volta la modifica pare non contenere sbavature ed esser adeguata allo scopo: consentire la delega delle ispezioni annuali delle apparecchiature in questione, oggi riservate a personale del Ministero delle imprese e del made in Italy anche quando le navi si trovano in porti esteri con tutto quanto ne consegue in termini di organizzazione logistica e costi, a personale delle Recognised Organisations (Ro, le società di classifica, strutturate in modo da disporre di personale proprio in ogni angolo del mondo).

Il Ddl, però, è molto ampio e propone interventi su molte altre svariate materie, dall’inserimento fra le prerogative del Cipom della “valorizzazione della navigazione commerciale e del diporto nautico” alla l’istituzione della zona contigua, ossia la zona di mare che si estende oltre il limite esterno del mare territoriale (12 miglia marine dalla costa) in cui lo Stato può esercitare il controllo necessario al fine di prevenire o punire le violazioni delle proprie leggi e regolamenti.

Il Ddl apporta inoltre diverse modifiche al Codice della nautica da diporto e al Codice della navigazione, inerenti fra l’altro la disciplina dell’attività di Consulente Chimico di porto e diversi aspetti dell’iscrizione a registro delle navi. Prevista inoltre una modifica alle modalità di rifornimento idrico alle isole minori siciliane: essendole oggi in capo, con essa la Marina Militare dovrebbe poter rivolgersi a “idonei operatori economici” a mezzo di gare.

Da segnalare, infine, l’articolo 25 che ripropone in forma soft una delle previsioni della cosiddetta riforma Paita-Rotta cassate dalla Corte Costituzionale, vale a dire la sottrazione delle aree portuali al vincolo paesaggistico. Col nuovo Ddl Musumeci non avranno più bisogno di autorizzazione paesaggistica gli interventi riguardanti aree portuali che da un punto di vista ambientale siano “gravemente compromesse o degradate” (oltre che “interessate da una rilevante e significativa infrastrutturazione”).

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